Max Fanelli al presidente Mattarella:
“Lo faccio per le mie libertà e dignità”

EUTANASIA - Il senigalliese malato di Sla risponde all'appello del capo dello Stato che lo invita a riprendere la cure: "Non essendo cambiato nulla nell’ultimo mese e nei fatti, sono costretto a continuare la mia forma di protesta"

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Max Fanelli con Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni)

Max Fanelli con Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni)

Si moltiplicano le iniziative che dureranno per tutti i sabato e domenica di novembre, a sostegno della campagna per una legge sul fine vita, lanciata dal movimento #iostoconmax . In centinaia di piazze italiane la petizione lanciata dal movimento Possibile di Giuseppe Civati e coordinato dall’onorevole Beatrice Brignone di Senigallia raccoglieranno le firme e spiegheranno le ragioni dell’azione. Il 14 e 15 novembre anche l’associazione Luca Coscioni si unirà alla mobilitazione con dei banchetti in molte piazze italiane. “Intanto le mie condizioni fisiche peggiorano, scrive Max Fanelli – con alcuni sintomi nuovi od amplificati come la paralisi momentanea della palpebra e dell’occhio destro, unica funzione muscolare ancora attiva del mio corpo, oppure altri sintomi di carattere neurologico. Se e cosa possa dipendere dalla sospensione dei farmaci é impossibile certificarlo. Sono piccole cose per un fisico normale, ma per me è tutto ciò che mi resta. Non riprenderò comunque la terapia, per i motivi che ho spiegato nella mia risposta alla lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella”,

 

La risposta di Max Fanelli all’appello del presidente della repubblica Sergio Mattarella a riprendere le cure: 

«Aver ricevuto la sua lettera e quella della presidente della Camera Laura Boldrini e la presa di posizione volta a far  chiarezza su un tema cosi importante come questo del fine vita é un segnale molto significativo per tutti noi che dobbiamo lottare per avere una legge sul fine vita. Un tema che, come lei ha ricordato, subisce l’influenza di fattori etici, sociali, politici, religiosi e giuridici. Mi permetto di aggiungere come aspetto culturale, anche la errata attribuzione del concetto di eutanasia, al quale viene associata, ingenuamente, la facoltà di causare la morte a soggetti malati, con handicap o depressi, e non la necessità di regolamentare nei malati terminali l’accanimento terapeutico, le responsabilità penali dei medici e dei caregivers, e altre componenti, anche tecniche. Infine lei, come già fece la presidente della camera Laura Boldrini, mi invita a riprendere le cure per la Sla da me interrotte in segno di protesta contro l’inerzia parlamentare, insensibile alle richieste di decine di migliaia di cittadini e centinaia di politici. Non essendo cambiato nulla nell’ultimo mese e nei fatti, sono costretto a continuare la mia forma di protesta. Lo faccio per me e le mie libertà e dignità. Lo faccio perché é mia facoltà e diritto farlo. Lo faccio a nome delle decine di migliaia di cittadini che hanno depositato una proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita a settembre 2013, 26 mesi fa, e di altre tante richieste di calendarizzare la legge che sono state ignorate da chi deve legiferare per il Popolo Sovrano».


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