Riapre la spiaggia riabilitativa
dell’Istituto Santo Stefano
POTENZA PICENA - Un’integrazione dei percorsi svolti all’interno della clinica, affiancando alle attività standard un programma specifico sia a riva che in acqua. La sindaca Noemi Tartabini ha consegnato nei giorni scorsi la Bandiera blu

Riapre la spiaggia riabilitativa dell’Istituto Santo Stefano Kos di Porto Potenza. Il tratto di arenile in concessione alla struttura, nella fascia nord della cittadina rivierasca, torna pertanto a essere utilizzato come spazio dedicato alle attività terapeutiche e riabilitative dei pazienti e, nei giorni scorsi, ha anche ricevuto dal sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, la Bandiera Blu, vessillo di qualità delle acque e dei servizi assegnato anche quest’anno al Comune.
Con la riapertura della spiaggia, l’Istituto Santo Stefano conferma il proprio impegno nel proporre percorsi terapeutici orientati alla qualità clinica, recupero dell’autonomia e benessere del paziente. La spiaggia dell’istituto rappresenta infatti un’integrazione dei percorsi svolti all’interno della clinica, affiancando alle attività standard un programma specifico sia in spiaggia che in acqua, organizzato con personale qualificato e con obiettivi terapeutici definiti in base alle condizioni e ai bisogni dei singoli pazienti. Le attività vengono svolte nelle ore più miti della giornata e coinvolgono fisioterapisti, educatori professionali, operatori socio-sanitari, personale dedicato e bagnino. In spiaggia e in acqua marina i pazienti possono eseguire esercizi e trattamenti che completano il percorso riabilitativo ordinario.
L’ambiente acquatico, grazie al galleggiamento, riduce in parte o del tutto il carico sul corpo e può facilitare movimenti che a secco risultano più complessi o faticosi. Oltre alle attività riabilitative, in spiaggia sono previsti anche momenti ludico-ricreativi, finalizzati al benessere, alla socializzazione e alla condivisione di esperienze positive, in acqua o negli spazi ombreggiati della spiaggia. Il contesto esterno e non ospedaliero può contribuire a migliorare la partecipazione del paziente, la motivazione e la disponibilità allo svolgimento delle attività terapeutiche.