Critiche all’antenna vicino alla scuola
Interviene il tribunale della Salute
CIVITANOVA - L'associazione di volontariato bacchetta l'Arpam per il palo della Vodafone a Santa Maria Apparente e scrive all'assessore Cecchetti: "Bisogna evitare anche i rischi potenziali. Il sito andava scelto con il consenso dei cittadini"
di Marco Ribechi
Continua a non piacere l’antenna vodafone di Santa Maria Apparente. Ad intervenire questa volta è il tribunale della Salute di Potenza Picena che esprime il suo disappunto sui risultati diffusi dall’Arpam. La vicenda sembrava ormai chiusa dopo il sopralluogo dei tecnici che in nessun caso avevano registrati risultati superiori ai limiti richiesti (leggi l’articolo). A far sentire la propria voce ora è l’associazione di Porto Potenza che ha inviato una comunicazione all’assessore all’ambiente di Civitanova Cristiana Cecchetti e alla preside della scuola di via Lotto Mirella Paglialunga. «Esprimiamo la nostra amarezza nel vedere che le nostre previsioni si sono avverate – scrive Giovannella Maggini Mazzarella, responsabile del tribunale della Salute – L’Arpam ha rassicurato tutti, non ha rilevato emissioni e quindi l’antenna per la telefonia è assolutamente compatibile con l’ambiente circostante. Ancora una volta l’Arpam ha assolto il suo compito: giustificare le scelte dei nostri amministratori e rassicurare le loro coscienze».
Quello che non è stato applicato, secondo l’associazione di volontariato, è il principio per cui si dovrebbero evitare anche i rischi futuri. «La semplice possibilità di pericolo per la salute, anche non immediato, impone l’adozione di misure idonee ad evitare rischi – dice ancora Mazzarella – la letteratura esistente sugli effetti biologici delle emissioni elettromagnetiche suggerisce di attenersi al principio di precauzione nelle esposizioni, per altro invocato dalla raccomandazione europea del 1999. Il principio di minimizzazione delle esposizioni ai campi elettromagnetici in area urbana appare giustificato tutte le volte che occorre limitare l’esposizione di persone, lavoratori o membri generici della popolazione ad agenti inquinanti con azione sull’organismo umano, quali appunto le onde elettromagnetiche». Proprio in base a tali principi, secondo il tribunale della Salute, la scelta del sito dove insediare l’antenna si sarebbe dovuta effettuare con la partecipazione di organismi di rappresentanza dei cittadini. «Poiché l’esposizione ai campi elettromagnetici interessa la salute pubblica – conclude la responsabile – la valutazione dell’esposizione stessa spetta al Servizio Sanitario Nazionale. Una diversa attribuzione del ruolo arbitrale ad organismi diversi, all’Arpam nella fattispecie, non ha a nostro avviso le necessarie garanzie di terzietà».


Il nostro mare e gli scarichi portuali sono potabili, il terreno vicino al Cosmari è ottimo per la produzione di ortofrutticoli, le antenne sono belle ,arredano e fanno tendence .