Sparisce la panchina della Portella
Scatta la protesta sui social
CINGOLI - Quasi un centinaio di iscritti a Facebook hanno aderito all'evento a far tornare come prima il luogo di ritrovo tanto caro a molti cittadini del Balcone delle Marche. Il creatore della petizione: «Movimento partito come uno scherzo, ora facciamo sul serio». I proprietari: «Siate più civili»
di Leonardo Giorgi
Sebbene il Balcone delle Marche celi molti tesori naturali e architettonici famosi in tutta la regione e non solo, sono sempre le piccole cose a rimanere nei ricordi più piacevoli degli abitanti di un certo luogo. Tanto che è bastata la rimozione di una panchina per scatenare una pacifica protesta online. Una panchina rimasta nel cuore dei cingolani, usata spesso come punto di riferimento dai più giovani ed anche dai più anziani. Dopo la recente ristrutturazione della zona però, la panchina in via della Portella è stata smantellata. Si trovava esattamente davanti il panificio Piccinini che, mesi fa, ha trasferito i suoi forni in località Carciole, nella periferia di Cingoli. Durante i lavori che hanno portato all’apertura di due nuovi negozi negli spazi precedentemente adibiti alle cucine del forno, la panchina è stata rimossa, suscitando un certo malumore nei più affezionati. A tal punto che qualche giorno fa è stato creato un evento su Facebook chiamato “Convincere il comune di Cingoli a rimettere la panca della Portella” che, con intento ironico, pregava ai cingolani di unirsi per riportare l’amata panchina. Evento che però ha avuto più successo del previsto. «Quella che era partita come una goliardata — spiega il ventenne Giacomo Grasselli, ideatore della petizione assieme all’amico Lorenzo Vittori di 19 anni — è diventata una cosa seria ormai. Fa piacere che ci sia qualcuno che la pensa come noi. Penso proprio che la “panchina de Piccinì” sia un’istituzione a Cingoli: quando si va a prendere un gelato ci si sposta lì, tante coppiette ci si incontravano, tanti gruppi di amici prendono come riferimento quel tavolino. Insomma siamo cresciuti in quella piazzetta, e non vedere più quella panca è veramente un grande peccato». Mentre sui social è già partito l’hashtag #jesuispancadepiccinì, la protesta potrebbe spostarsi “sulla strada” a fine mese. «A questo punto facciamo sul serio. L’intenzione è di ritrovarci lì — annuncia Grasselli — il 28 novembre alle 22,30 magari portando una sedia a testa. Vediamo se riusciremo a far capire al comune l’importanza della nostra petizione».
Anche se utilizzata da tutti però, la panca non era di proprietà del Comune, ma proprio della famiglia Piccinini. «Anche volendo rimettere la panchina – spiega Gaia Piccinini, figlia di Alberto, uno dei proprietari del panificio – non sappiamo che fine abbia fatto perché è stata rimossa dagli operai che stavano facendo i lavori di ristrutturazione della zona. Comunque, c’è da dire che i ragazzi che la frequentavano spesso l’hanno danneggiata e per questo motivo abbiamo dovuto ripararla più di una volta. Inoltre non rompevano solo la panchina, ma anche le fioriere di pietra nei paraggi. Posso capire che rivogliano la panca — conclude la ragazza — ma dovrebbero essere più civili». Insomma, ci si rende conto dell’importanza di qualcosa che si ama solo quando la si è persa.

