Furti nelle scuole,
preoccupazione dei genitori

MACERATA - Romina Leombruni, fondatrice del comitato dei genitori degli istituti D'acquisto e Rodari parla di situazione insostenibile: "Per la sicurezza di tutti si investe poco, scriverò al prefetto"

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La scuola elementare di via Panfilo

di Claudio Ricci

Furti nelle scuole: cresce la preoccupazione dei genitori. L’aumento dei raid nel capoluogo e in provincia alza il livello di allarme sulla sicurezza degli istituti sempre più presi di mira dai ladri. Ultimi episodi quelli scoperti ieri mattina a Macerata e Montecassiano colpendo 5 istituti (leggi l’articolo). Una goccia che ha fatto traboccare il vaso provocando lo sfogo di Romina Leombruni, fondatrice del comitato dei genitori delle scuole D’Acquisto e Rodari di Macerata. «La situazione è ormai insostenibile – ha detto Leombruni – Non si può più vivere barricati a scuola o in casa. Tre anni fa abbiamo costituito un comitato genitori della scuola materna e primaria per raccogliere soldi per poter svolgere progetti con esperti esterni e per comprare attrezzature per la scuola. Il Comune non dà più soldi per queste cose e dallo Stato arriva un contributo di soli 7mila euro all’anno. Organizziamo lotterie e mercatini per pagare esperti di teatro e musica per integrare l’offerta formativa». I genitori fanno di necessità virtù, raccogliendo fondi che dall’anno prossimo potranno essere destinati anche all’acquisto di attrezzatura e materiale. 

romina leombruni

Romina Leombruni

«Poi per due volte nella nostra scuola arrivano i ladri e portano via pc e videoproiettori – dice Leombruni –  Non rubano solo oggetti, ma il futuro dei nostri figli». Da qui l’appello al Comune e alla Prefettura per un maggiore impiego di uomini e mezzi nel controllo delle scuole: «Non mi sembra giusto che si spendano soldi per pagare forze dell’ordine per la sicurezza di una partita di calcio, mentre per la sicurezza delle nostre scuole delle nostre case non si spenda nulla. Ad esempio tutti i vigili urbani impegnati nella partita di sabato poi devono rispettare il turno di riposo e magari di domenica non si fanno controlli. Ci potrebbe essere un impiego di forze diverso. Di notte si potrebbe impiegare più di una sola pattuglia per l’intera città.  Noi tutti paghiamo le “tasse” per ottenere dei servizi, però perchè per la sicurezza di tutti si investe poco, mentre per la sicurezza di pochi si investe molto». Intanto Leombruni pensa già a soluzioni alternative: «Scriverò una lettera al prefetto in merito. L’intenzione è quella di parlare con il circolo Idea 88 molto attivo nel quartiere di via Panfilo per organizzare un’assemblea sul tema sicurezza e magari organizzare un comitato di quartiere».


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