Con “Più de là che de qua”
il divertimento è assicurato
TREIA - La compagnia teatrale Fabiano Valenti forse ad una svolta storica con la commedia di Fabio Macedoni diretta da Francesco Facciolli
di Walter Cortella
Anteprima assoluta al comunale di Treia, per “Più de là che de qua”, commedia dialettale messa in scena dalla compagnia “Fabiano Valenti” scritta e interpretata da Fabio Macedoni, per la regia di Francesco Facciolli. Con questa opera, che vuole essere un omaggio alla genialità di Molière, «scrittore capace di raccontare il mondo con quell’ironia che non offende….», Macedoni dà vita ad un personaggio, Bartolomè, nel quale ritroviamo quei caratteri universali che il commediografo francese ha tratteggiato in maniera magistrale. È ricchissimo, malatissimo, spregiudicato, egoista e tante altre cose insieme. Ci ricorda, perciò, da vicino l’avaro Arpagone, il malato immaginario Argante, il borghese gentiluomo Monsieur Jourdaine e anche un po’ l’impostore Tartufo, ma il Bartolomè di Macedoni è un prodotto squisitamente nostrano, con tutto il suo carico di humour treiese. Perennemente malato, trascorre la sua esistenza seduto su una grande poltrona, avvolto in un’ampia ed elegante vestaglia da camera, circondato da questuanti, parenti perfidi e medici ciarlatani. Non fa altro che ripetere a tutti coloro che si rivolgono a lui per chiedere qualcosa, per lo più danaro, che le sue condizioni di salute sono gravi, che insomma sta «più de là che de qua», una lamentazione che finisce per diventare il leit motiv della commedia.
(foto di Nerio Ceccherini)
Il testo è ricco di battute divertenti e argute, tratte dallo spirito popolare e per questo molto apprezzate dal pubblico delle tre serate in programma. I personaggi sono caratterizzati con grande cura, sia a livello di scrittura che di interpretazione. Il merito va quindi condiviso tra autore e regista. Macedoni, inoltre, dimostra tutta la sua bravura anche come attore. Tiene magnificamente la scena per tutta la durata dello spettacolo e «arriva» allo spettatore grazie alle sue spiccate doti interpretative e alla sua verve. Accanto a lui troviamo, nell’impegnativo ruolo della servetta Pippina sempre armata di padella e pappagallo, la giovane e interessante Alice Menichelli, valida «spalla» dotata di innata vis comica. Frizzanti le sue gags, notevole la sua fisicità e assai eloquente la sua mimica. Di alto livello, comunque, la performance dell’intero cast, composta da tanti elementi davvero bravi. Impossibile citarli tutti. Dunque, un grosso successo di pubblico questa nuova fatica del duo Macedoni-Facciolli con la quale la compagnia «F.Valenti» ha inaugurato forse un nuovo ciclo.
Pur rimanendo fedele al proprio vernacolo, la compagnia ha abbandonato per il momento il solito cliché del mondo contadino, con le sue storie semplici, talvolta al limite dell’inconsistenza, le scenografie e i costumi modesti, la recitazione essenziale per affrontare una nuova esperienza. La vicenda di Bartolomè ha una valenza di più ampio respiro, evoca tematiche più importanti. La scenografia pensata dallo stesso Facciolli ha un tocco di classe pur nella sua estrema semplicità, di grande effetto i giochi di luci. I costumi scelti da Mariella Tartarelli, impegnata anche nel ruolo di Ada, una delle due sorelle nubili del protagonista, sono eleganti e sontuosi. E anche il modo di recitare è diverso, più accurato: i movimenti, cadenzati sulle suggestive note della Danza macabra di Camille Saint-Saëns, sono sempre controllati, addirittura quasi coreografici. Più de là che de qua è dunque un lavoro che ha le caratteristiche giuste per uscire dall’angusta area della regione e ben figurare anche su titolate piazze nazionali, grazie all’accuratezza dell’allestimento e al notevole livello qualitativo della recitazione conseguito sotto l’abile guida di Francesco Facciolli, regista dalle indiscusse doti tecniche e artistiche. E il dialetto può non essere un problema insormontabile. Dopo il felice esito della prima di Treia, tutti i protagonisti della bella pièce sono legittimamente soddisfatti per il risultato conseguito il che consentirà alla compagnia di affrontare con serenità la corrente stagione teatrale.



