Bottega dello scolaro, si chiude
“L’era digitale ci ha ucciso”
CIVITANOVA - La storica libreria di corso Umberto I lascerà il commercio il 31 gennaio. L'attività era tramandata da quattro generazioni. Ai saluti le sorelle Helvia ed Elena Giardini. "Abbiamo pianto prendendo questa decisione ma non rientriamo più nelle spese"
di Marco Ribechi
Dopo quattro generazioni chiude la Bottega dello scolaro, storica libreria di corso Umberto I. «L’era digitale ci ha uccisi – spiega Helvia Giardini, una delle due sorelle che ha portato avanti l’attività di famiglia – sono arrivati gli eBook e Amazon e noi vendiamo sempre meno. Lasciamo con le lacrime agli occhi ma non abbiamo alternative. Non riusciamo a competere con gli sconti». Più che un negozio una famiglia per i tanti civitanovesi che hanno acquistato dalla famiglia Giardini i libri per andare a scuola e per far studiare i propri figli. La Bottega dello scolaro nasce nel 1924 per volontà del bisnonno di Helvia ed Elena, Giuseppe. Prima era più un bazar. Si trovava in corso Vittorio Emanuele dove oltre ai libri, ancora poco acquistati perché non tutti sapevano leggere, si potevano comprare le lamette da barba, addobbi natalizi e regali. Nel 1952 il trasferimento a corso Umberto I. Ha mantenuto sempre lo stesso nome anche quando da Giuseppe il testimone è finito in mano al padre delle due sorelle, Federico Giardini, oggi in pensione. La sua presenza, accompagnata dal cagnolino bianco, era come un simbolo per i civitanovesi. Un’immagine ben impressa nella mente delle tante persone che ancora oggi usano l’attività come punto di riferimento per incontrarsi prima di una passeggiata per il corso, tale è la fama della libreria.
«Ormai con l’arrivo dei centri commerciali – continua Helvia Giardini – il margine che abbiamo sui libri è troppo basso per andare avanti. Le case editrici poi danno la possibilità alle famiglie di acquistare i libri di testo su internet con il 15% di sconto e la spedizione è gratuita. Non possiamo farcela. Quando abbiamo preso la decisione di chiudere, nella primavera scorsa, abbiamo pianto. Nel dirlo ai clienti hanno pianto anche loro, non pensavamo, ci hanno pregato in ginocchio di non farlo. Siamo un punto di riferimento, una famiglia. Nei centri commerciali invece il cliente è solo un numero». L’attività ora era mandata avanti anche con l’aiuto della cugina Giulia Giardini considerata una terza sorella. Tre donne che dopo la chiusura penseranno cosa altro fare. La libreria chiuderà definitivamente il 31 gennaio e ha già iniziato la liquidazione. Il locale, di proprietà dei Giardini, forse verrà affittato. Sotto Natale avrà delle offerte in più con le ultime novità che comunque arriveranno in vendita. In più di 60 anni di attività il boom delle vendite, come ricordano le tre socie, è stato per i libri di Orianna Fallaci, quando la giornalista morì, e la saga di Harry Potter.







Mi dispiace tanto :/
Che dispiacere…
Non potete stare al passo coi tempi?
Grande Giardili, con te se ne va una parte di storia di Civitanova, mi dispiace proprio.(Patuelli Mogliano)
Noo..io abito lontano adesso …ma se chiude pure questo che rimane a citano’….
lunedi son dovuto andare al cuore adriatico, dopo 1 anno, per un paio di scarpe specifiche per mio figlio che non trovavo altrove.
il parcheggio fuori terra era completamente pieno.
il parcheggio interrato, pure.
non avevo mai visto una cosa del genere.
e fuori era una bellissima giornata.
di solito in un giorno di festa si va al mare, in un parco, in una città d’arte, in una scampagnata, alla pista ciclabile, in un agriturismo, all’abbadia di fiastra, sui sibillini, in un museo, in un negozio, in piazza, al bar.
no. tutti (i zombies) al centro commerciale a passeggiare nelle strade artificiali, con le luci artificiali, con sorrisi artificiali.
e fuori c’era il sole.
:/
Sono stato cliente di Nazzareno, purtroppo non citato nel servizio, repubblicano storico, vice sindaco di Civitanova Marche nel secondo dopoguerra, del figlio Federico e delle nipoti Helvia ed Elena, e della loro cugina Giulia. Buona parte della mia biblioteca personale, che oggi viaggia intorno ai 4000 volumi deriva dalla libreria Giardini. Ricordo ancora lucidamnte i primi libri acquistati, nei primi Anni ’70. Da quando ho saputo della chiusura dell’attività, non riesco a parlarne con le titolari poichè ho il timore di commuovermi. Mi sono sentito come uno zio, negli ultimi anni nella libreria Giardini, intorno a me ho avvertito, da parte delle nipoti, il rispetto e la disponibilità che si ha verso chi promuove la cultura. Debbo essere grato, infatti, per il lavoro di supporto al mio ormai pluridecennale impegno di operatore culturale – derivato dall’esperienza della presidenza della Biblioteca Comunale “Zavatti” – che oggi però si svolge principalmente in rete. Per l’attenta ricerca effettuata dalle ragazze che gestiscono la libreria di testi, non sempre disponibili in sede, di autori oggetto delle manifestazioni culturali progettate o protagonisti delle stesse. Chiude una storica libreria, Civitanova Marche da un punto di vista culturale sarà più povera!
Pantç, Caporaletti, questo è il “regresso sociale e politico che avanza “. Quando vedete un gruppo di tre, quattro, cinque ragazzi seduti allo stesso tavolo, ognuno con il suo telefonino in mano, ecco, quello è un altro segno di regresso. Andare a passeggiare nei centri commerciali nei giorni di festa, non è soltanto regresso ma è anche stupido. Se ne potrebbero fare tanti altri di esempi, ma ormai sono irreversibili, così va il mondo, non e solo qui da noi. Quello che possiamo ripetere per l’ennesima volta è che scelte scellerate urbanistiche appoggiate da politici che sanno di fare danni incalcolabili, continuano nella loro abominevole scelta di desertificare i centri cittadini a favore di eco mostri periferici.
È un groso peccato. Quanti ricordi legati a questo negozio
Noooo!