Protesta in riva al mare
per difendere la costa
L’Abat: “La Regione sta a guardare”
PORTO RECANATI - Il 6 novembre è stato indetto un picchetto davanti al Palm Beach, lo stabilimento crollato lo scorso anno. Gli operatori sono pronti a spostarsi ad Ancona se non riceveranno risposte. Anna Procaccini, proprietaria del balneare: "Sono qui da 30 anni, con una pietra alla settimana ora avevamo una scogliera fino a Numana. Non posso più aspettare, il mare è già arrivato"
di Marco Ribechi
Gli operatori di Porto Recanati hanno indetto un picchetto allo chalet Palm Beach per protestare contro i mancati interventi a difesa della costa. A promuoverlo è l’Abat. associazione balneare aziende turistiche. Sono stanchi di ricevere solo promesse. La manifestazione è per venerdì 6 novembre, davanti allo stabilimento che è diventato il simbolo del pericolo (leggi l’articolo). L’acqua in questi giorni continua a minacciare la struttura e i proprietari temono un altro crollo. Gli operatori chiedono un piano di intervento sul litorale di Scossicci che continua ad essere flagrellato dalle mareggiate.
ABAT – «La zona di Porto Recanati è quella che negli ultimi anni ha visto il maggior numero di crolli in tutte le Marche – spiega Claudio Pini, presidente dell’Abat – questo per l’inerzia della Regione e l’incapacità di intervenire in maniera efficente. L’Abat invita tutti gli operatori turistici e i residenti a protestare perché se dovesse verificarsi un altro crollo sarebbe l’ennesimo schiaffo a tutta la città». La manifestazione, che si svolgerà tra le 10 e le 12, prevede anche una passeggiata per prendere visione di tutte le strutture a rischio sul lungomare. «Si sta già verificando quello che noi abbiamo denunciato da molto tempo – continuano i rappresentanti dell’Abat – Devono darci delle risposte, non promesse politiche ai partiti. Critichiamo soprattutto la Regione e se anche questa volta continueranno a fare finta di niente la protesta si sposterà sotto i loro uffici di Ancona. Concediamo al massimo 10 giorni di tempo».
PALM BEACH – La prova che Scossicci non può più aspettare è nello stabilimento Palm Beach, luogo scelto per la manifestazione, già crollato lo scorso anno e che rischia di nuovo di scomparire in mare: «Non posso più aspettare – reclama Anna Procaccini, proprietaria dello stabilimento da 30 anni – L’acqua è già arrivata fino agli scogli che sostengono la strada provinciale. Gli stessi scogli lo scorso anno sono franati trascinando via la mia attività. Se arriva una mareggiata crolla di nuovo tutto. Hanno fatto dei lavori inutili sperperando in maniera scellerata i nostri soldi. Hanno commesso gli stessi sbagli di 16 anni fa, ricalcando gli stessi progetti che già si erano dimostrati inutili. Se arriva una mareggiata grande posso dire addio al mio stabilimento per colpa della loro incapacità di agire». Il Palm Beach era crollato lo scorso anno e Anna Procaccini ha dovuto spendere oltre 50 mila euro per poter lavorare di nuovo: «Ho questo stabilimento da 30 anni, se avessero messo anche una sola pietra la settimana avremmo una scogliera fino a Numana. Non fanno nulla, solo promesse. Ho inviato una lettera al presidente Ceriscioli, a Mario Pompei responsabile dei lavori pubblici, alla Provincia, al Comune e al Provveditorato. Voglio vedere se qualcuno si degnerà di considerare la nostra situazione. Non ci calcolano neanche ma fanno i lavori in altre zone. Devono capire che l’urgenza è qui a Scossicci». L’area d’estate raccoglie il 40% di tutto il turismo della città grazie alla presenza di alcuni campeggi internazionali e di villaggi. I danni subiti da questo lato del litorale si riverseranno direttamente sul turismo complessivo di Porto Recanati e delle zone limitrofe.





