Polonia dopo le elezioni,
parla il prof che disse no a Wojtyla

RECANATI - Ireneusz Switala, appassionato di Leopardi, studiava a Roma protetto da Giovanni Paolo II che lo voleva prete: "Andremo indietro di venti anni". Sugli scandali in Vaticano dice “non è ancora venuto fuori tutto”

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La nomina di Ireneusz nel senato accademico

La nomina di Ireneusz Switala nel senato accademico dell’università di Lodz

di Donatella Donati

Le recentissime elezioni in Polonia che hanno portato ai vertici dello stato una formazione tradizionalista e reazionaria rispetto alle politiche precedenti così è stata commentata da una signora polacca costretta a lavorare in Italia perché non ha più trovato lavoro nella sua città vicino Danzica : “Siamo tornati indietro di venti anni”. Danuska, è un nome di comodo, ritorna periodicamente e frequentemente in Polonia per la facilità e l’economicità dei biglietti aerei e negli ultimi tempi, nonostante il marito sia ancora senza lavoro, ha notato un risvegliarsi delle opportunità soprattutto per i giovani. Le stesse parole “andremo indietro di venti anni”, me le ha dette pure stamattina in una intervista telefonica un noto professore universitario Ireneusz Switala che conosce bene l’Italia perché ha studiato a Roma al Pontificio ateneo salesiano ed era protetto dal pontefice polacco al cui desiderio, che diventasse prete, non ha acconsentito. Quando Giovanni Paolo II andò a Czestochowa incontrò Ireneusz e gli sussurrò affettuosamente “Ireneusz, Ireneusz perché non hai voluto farti prete?” L’attuale posizione di Ireneusz come professore universitario gli permette di avere una visione serena sui fatti di Polonia e perciò gli chiedo di rispondermi sinceramente.

Cappella polacca nella Basilica di Loreto

Cappella polacca nella Basilica di Loreto

Perché vent’anni indietro? “Perché non si possono fare false promesse, non si può assicurare un abbassamento dell’età pensionabile, un consistente premio in zloty per ogni figlio che nasce, particolari benefit per la classe più povera senza sapere dove trovarlo il denaro per farlo”. Per Ireneusz lo spettro di quello che è successo in Grecia appare dietro tutte le promesse del nuovo governo. Il primo piano degli occhi, quasi terrorizzati per la vittoria, della vincitrice Beata Szydlo lo hanno dimostrato. Chiudere le frontiere, respingere gli immigrati, non entrare nell’euro opporsi al governo dell’Unione europea rappresenta secondo Ireneusz una strategia folle che porterà la Polonia più in basso del livello della Grecia. Il professor Switala insegna filosofia morale e politica all’Università di Cracovia ed è autore di molti libri e di numerosissime pubblicazioni, è stato anche vicerettore dell’università di Scienze e Accademia sviluppo di lettere ed economia di Lodz, in Italia ha partecipato ad alcuni importanti eventi leopardiani, anche a Recanati, ed ha organizzato una serie di lezioni su Leopardi nell’Università di Katowice. “Nonostante la solidità apparente della mia posizione sono come tutti i polacchi in un perenne stato di incertezza e queste elezioni mi spaventano. Ho cinquantuno anni e non ho nessuna sicurezza sul mio futuro”. In passato mi aveva raccontato parecchie cose sulle sue esperienze di vita di residente nello Stato Vaticano. Mi sembravano incredibili, ora me le conferma concludendo “non è ancora venuto fuori tutto”.


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