Imprese, si torna a crescere
Saldo negativo per quelle artigiane

MACERATA - E' l'analisi di Confartigianato che ha rielaborato i dati forniti da Movimprese/Unioncamere. il presidente Renzo Leonori: "Le difficoltà che stanno attraversando sono ancora tante. La nostra provincia è tra quelle con risultati meno brillanti"

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Foto d'archivio

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Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato ed analizzato le rilevazioni diffuse da Movimprese/Unioncamere relative, nel III° trimestre, alla situazione regionale e provinciale dell’imprenditoria con particolare riferimento al comparto artigiano. Se a livello nazionale e in ambito regionale si rileva, nel trimestre appena trascorso, una crescita del numero delle imprese totali (commercio, artigianato, industria, ecc.) pari a circa 10mila (dato Italia) e + 475 (dato Marche), continua a persistere il segno negativo sul fronte dell’artigianato (- 2.442 il dato nazionale, – 73 quello regionale). Nell’artigianato, in dettaglio, si rilevano nelle Marche, alla data del 30 settembre 2015, 47.304 imprese attive: nel trimestre si è avuto un saldo negativo pari a – 73 imprese (tasso di crescita – 0,16%), frutto di 599 nuove iscrizioni e di 672 cancellazioni; tale cifra è la risultante dei “saldi” relativi rispettivamente alla provincia di Pesaro Urbino (- 40), di Ancona (- 10), di Fermo (- 1, conseguenza di 83 nuove iscrizioni ed 84 cessazioni), di Ascoli Piceno (+ 2, frutto di 94 nuove iscrizioni e 92 cancellazioni) e di Macerata (- 24, corrispondente ad un tasso di crescita pari a – 0,22%). In provincia di Macerata, nello specifico, nel corso del III° trimestre, si sono avute 136 nuove iscrizioni e 160 cessazioni (totale imprese artigiane attive 10.925): tra i comparti più significativi si segnalano in aumento quelli dei servizi alla persona (+ 5), delle riparazioni beni ad uso personale (+ 3), del mobile/legno (+ 1) e dell’alimentazione (+ 1); stazionario il tessile (2 nuove iscrizioni, 2 cessazioni) ed i trasporti (sono 6 le sia le nuove aziende iscritte che quelle cancellatesi); segno negativo invece per i comparti del cuoio/pelli/calzature (- 2), del commercio e riparazioni auto e moto (- 3), dell’abbigliamento (- 4 imprese), dei servizi alla ristorazione (- 5) e delle costruzioni (- 12). Interessante rilevare l’andamento della nati/mortalità delle imprese artigiane registrato negli ultimi 12 mesi: a livello regionale il saldo si attesta a – 821 imprese, risultante dei comportamenti delle 5 province (tutte con saldi di segno meno): Ascoli Piceno -58, pari ad una decrescita dello 0,95%; Fermo -134, con decrescita dell’ 1,88%; Ancona -151 (diminuzione dell’ 1,27%); Macerata -202 (decrescita dell’ 1,82%) e Pesaro Urbino -276, corrispondente ad una flessione pari a – 2,35%.. «Dai dati sopra illustrati – dichiara il presidente provinciale della Confartigianato di Macerata Renzo Leonori – si evince chiaramente che le difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese artigiane sono ancora tante e complesse. La nostra provincia, nello specifico, è tra quelle con risultati meno brillanti, soprattutto nell’arco temporale di un anno, ma non va dimenticato che essi sono fortemente influenzati dal pessimo risultato registrato dalla nostra provincia nel primo trimestre dell’anno, nel corso del quale si è avuto un saldo negativo pari a – 174 imprese. Se permangono le difficoltà per quelle aziende che vivono esclusivamente di mercato interno che purtroppo ancora stenta a ripartire, anche quelle aziende maggiormente votate all’export stanno risentendo sempre più delle crisi politiche internazionali (su tutte quella russo/ucraina). I dati macroeconomici ci indicano poi che le difficoltà maggiori sono appunto a carico del nostro comparto: è infatti l’artigianato, in modo particolare, che paga quasi interamente la crisi di settori strategici quali quello manifatturiero e quello delle costruzioni».


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