Agraria, colpi di spada con Sensei Komei
MACERATA - Il noto maestro giapponese, presidente dell'associazione internazionale di Iaidō, è stato ricevuto all’Istituto Garibaldi
L’istituto agrario di Macerata, diretto dalla professoressa Antonella Angerilli, ha ospitato il più noto maestro di spada giapponese (21° discendenza) Sekiguchi Takaaki Komei, invitato a Macerata dal professor Mario Pianesi, ideatore, fondatore e presidente dell’associazione internazionale Upm Un Punto Macrobiotico. Dopo la visita di ieri in municipio (leggi l’articolo), il maestro è stato accolto dagli studenti e ricevuto nell’aula magna dove si è esibito per circa quaranta minuti nella sua arte. Prima della performance, i ragazzi hanno potuto approfondire la sua storia e apprendere che da venticinque anni si dedica alla diffusione della cultura, del patrimonio e dei valori tradizionali giapponesi in tutto il mondo. Alla conclusione, il professore ed enologo Giuseppe Potentini lo ha salutato con un omaggio: il vino prodotto dalla scuola.





Nell’era del kalashnikov la spada del samurai sopravvive solo come metodo filosofico esistenziale. Le esibizioni del Maestro Sekiguchi sono state interessanti, ma – mi chiedo – sono state comprese nella loro essenza astratta?
Credo che un Ivo Pannaggi capirebbe l’astrazione di linee in movimento del samurai con la sua spada. Non ci vedete l’intenzione che era prima e che muoveva poi le realizzazione dei quadri di Pannaggi?
Le linee di posizione del corpo del samurai e i movimenti-linea della spada che si uniformano alle linee iniziali del corpo, ricordano il “disegno segreto” che gli antichi pittori tracciavano sulle pale prima addirittura del disegno, onde bilanciare linee e masse… Non sono bilanciati i movimenti corpo-spada del Maestro Sekiguchi? Poiché, se non sono bilanciate le masse e le linee del corpo del samurai, il samurai cade da una parte. Come se non sono bilanciate le linee e le masse del disegno segreto del quadro, la pittura che ne scaturisce penderà da una parte o dall’altra.
Chi comprende ancora l’astrazione della musica di un Mozart, oggi piombati in basso con il rock, che scuote i bassi piani emozionali dell’individuo, allontanandolo dall’evoluzione verso le superiori condizioni d’Essere dei piani astratti?
Lo stesso lavoro dei Mario Pinesi sull’agricoltura, sbrigativamente definita “eco-sostenibile”, è solo un’astrazione che si realizza a livello materiale, passando prima per diversi stadi mentali inferiori dallo stato mentale astratto. C’è ancora di più, al di sopra della mente astratta? Sì, c’è molto di più in stati sottili superiori, che rendono il lavoro di Pianesi quasi ad uno stato mistico…
L’agricoltura era, è e rimane la vita dell’umanità in questo pianeta. Perciò sostengo idealmente, come formazione strategica del futuro, l’Istituto Tecnico Agrario, che noi giovani studenti degli anni ’50 consideravamo come l’Istituto dei contadini, All’epoca andavamo verso il “miracolo economico”, oggi finito per sempre. Oggi dobbiamo riscoprire l’umanità del lavoro della terra e ricollegarci all'”ora et labora” dei Benedettini, che ci permisero di avere una civiltà unica nella storia dell’Umanità.
Io percepisco che le ricerche di Mario Pianesi in agricoltura potrebbero – in uno spirito benedettino reso attuale – lenire la fame dell’Africa, derubata delle sue ricchezze e del suolo dalle multinazionali occidentali ed orientali. Perciò gli Africani fuggono, privati della loro terra e del loro futuro. E ci invadono, secondo un piano per la distruzione della nostra civiltà occidentale.
Nello stesso Giappone occidentalizzato il Maestro Sekiguchi ripropone ai giovani un senso della vita che si è perduto. Ma, finché c’è vita c’è speranza.