Assalto ai blindati Fitist, l’autista:
“Conoscevano i nostri movimenti,
per me c’era una talpa”

IL COLPO IN A14 - Il racconto choc della guardia, originaria di Colbuccaro, rimasta ferita nella rapina in autostrada: "Mi urlavano apri o ti ammazziamo, avranno sparato 200 colpi. I telefoni non funzionavano, sono riuscito a chiedere aiuto con whatsapp, mandando un messaggio vocale alla mia fidanzata". Le indagini puntano alla Puglia. Forse il commando, composto da almeno 10 uomini, veniva da lì. Il mezzo viaggiava con circa 8milioni di euro ma la cifra rubata non è stata ancora stimata
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Il blindato della Fitist preso di mira dai rapinatori in A14

Il blindato della Fitist preso di mira dai rapinatori in A14

 

I mezzi bruciati dai banditi in autostrada dopo la rapina

I mezzi bruciati dai banditi in autostrada dopo la rapina

di Gianluca Ginella e Marina Verdenelli

«Uno dei banditi batteva sul vetro con la punta del kalashnikov, mi gridava: “Scendi o ti ammazziamo, incendiamo il furgone, apri, apri”. I telefoni non funzionavano, sono riuscito a contattare la mia fidanzata con whatsapp, le ho mandato un messaggio vocale, urlavo per il frastuono dei colpi, le ho detto di chiamare l’azienda perché ci stavano sparando addosso. Conoscevano i nostri movimenti, per me c’è un complice in azienda». E’ la testimonianza della guardia della Fitist security rimasta ferita ieri nell’assalto armato al blindato rapinato sull’A14 (leggi l’articolo). Una delle cinque guardie armate, tutte della provincia di Macerata, che hanno vissuto l’inferno che si è scatenato poco dopo le 18 quando due furgoni dell’azienda di sicurezza sono stati bloccati da un commando composto da almeno 10 o 12 uomini, armati di kalashnikov. Intanto proseguono le indagini, coordinate dalla procura di Ancona (pm Irene Bilotta) e condotte dalla squadra mobile. Il blindato della Fitist rapinato è stato portato in questura, nel capoluogo dorico, per quantificare il bottino rubato. Era pieno di schiuma che si è poi solidificata. Un sistema di sicurezza per bloccare i tentativi di furto. Il mezzo viaggiava con circa 8 milioni di euro ma la cifra rubata non è stata ancora quantificata.

 

Uno dei bossoli trovati a terra dopo la sparatoria

Uno dei bossoli trovati a terra dopo la sparatoria

Sempre la squadra mobile sta verificando le immagini di un video amatoriale che, come anticipato da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) riprendono le tre auto date alle fiamme dai rapinatori, dopo il colpo, dove sbuca una persona vestita di scuro che si allontana verso la campagna. La polizia sta cercando di capire se quella figura possa essere uno dei rapinatori che si allontana o solo un curioso.

LA TESTIMONIANZA – A parlare è l’autista del furgone che faceva la scorta a quello che trasportava il denaro che oggi era destinato a pagamento per le pensioni. Trentasei anni, residente a Colbuccaro di Corridonia, prosegue: «sono rimasto ferito ad una costola, ma in modo lieve, sono rimasto schiacciato su una cassettina di plastica che usiamo per trasportare documenti». La prognosi è di sei giorni. Il vigilantes è ancora scosso per l’accaduto. «Non ho dormito questa notte – aggiunge – e anche adesso non mi scende l’adrenalina, non riesco ad addormentarmi». I due furgoni della Fitist erano partiti da Jesi, dove l’azienda ha un caveau, ed erano diretti a Civitanova. L’inferno si è scatenato nel tratto di Loreto. «Io ero al volante del secondo furgone, quello che faceva da scorta al primo. Stavamo sulla corsia centrale dell’autostrada – continua il vigilantes – e all’inizio non ho capito cosa stava succedendo. Ho visto il collega davanti che sbandava col furgone e ho pensato ad una gomma a terra. Poi ho visto che eravamo stati affiancati da un furgoncino, un Fiorino o un Doblò, e un uomo ha cominciato a sparare alle gomme, le ha forate tutte e 4». Intanto il furgone che era davanti, attaccato dal commando, crivellato di colpi, si è arrestato, tanto che, prima di fermarsi, quello di scorta l’ha superato. «Hanno sparato al motore che ha iniziato a fare rumore e si è fermato. In quei momenti non sai a che santo votarti».

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Un camion fatto mettere di traverso dai rapinatori per sbarrare la strada in A14

I banditi sparavano in continuazione, «avranno esploso 200 colpi, solo sulla portiera ne ho contati 30. Ci sparavano per evitare che reagissimo. Colpivano i punti dove ci sono delle feritoie da dove possiamo sparare». Quando il furgone si è fermato uno dei banditi è sceso ed è andato al finestrino del blindato della Fitist. «Batteva sul vetro, urlava di aprire, ma col cavolo che aprivo. Dalla parlata era italianissimo» continua la guardia giurata. Mentre il furgone di scorta era bloccato (a bordo con il 36enne c’era una guardia di Civitanova) i malviventi sono saliti sul tettuccio dell’altro e usando una sega circolare lo hanno aperto, pare riuscendo a portare via due casse, mentre le altre sono rimaste bloccate dalla schiuma di sicurezza che in sostanza le ha cementate all’interno del blindato. In tutto «l’operazione è durata 10-15 minuti. Prima di andarsene hanno sparato un’ultima raffica col kalashnikov». Il 36enne mentre i banditi sparavano ha cercato di chiamare le forze dell’ordine, ma le linee non funzionavano, forse perché schermate dai banditi. «Sono riuscito a contattare la mia fidanzata con whatsapp». Momenti da incubo quelli che hanno vissuto le 5 guardie giurate, tutte della provincia di Macerata: degli altri tre uno è di Tolentino e due di Corridonia. «Ho sentito i miei colleghi che oggi sono tornati tutti al lavoro. Sono scossi, hanno paura a scendere dal furgone, si guardano intorno per ogni cosa. In quei momenti pensi a come cercare di difenderti, guardi avanti, vedi di fare in maniera di salvarti e basta». I malviventi hanno agito in maniera fredda, «si vedeva che non era la prima volta che facevano una cosa del genere. Però mi domando come potessero sapere su quale dei due furgoni viaggiavano i soldi. Non era possibile saperlo. Inoltre recentemente era anche cambiato l’orario, io penso che possano avere avuto un complice in azienda, ma certamente non uno dei colleghi che erano nella scorta ai due furgoni. E se così è spero che lo prendano».

La polizia

La polizia

LE INDAGINI – La polizia si è dovuta rivolgere a personale specializzato per liberare il blindato dalla schiuma solidificata che impedisce il recupero delle cassette contenute all’interno. In mattinata sono stati sentiti i responsabili del dispositivo antirapina in dotazione ai due furgoni Fitist. I colpi esplosi sono quelli di un kalashnikov 7,62. Si ipotizza che la banda, forse proveniente dalla Puglia, sia entrata già in azione in precedenti assalti dalle modalità analoghe. Per il video amatoriale è al lavoro una squadra informatica per ingrandire le immagine che riprendono una persona allontanarsi e la polizia sta cercando di risalire a chi ha girato il video poi pubblicato su You Reporter.

 



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