Foto dal balcone del Comune,
verifiche sulla sicurezza
Corvatta: “Non è una bravata”

CIVITANOVA - Lo scatto in notturna finito su Facebook ha messo in discussione la protezione di Palazzo Sforza. Il sindaco sta valutando provvedimenti. Livio De Vivo: "L'ho fatto io. Ero salito per controllare che tutto fosse a posto perché era stato segnalato un incendio"

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comune civitanova 3

La foto scattata dal balcone di palazzo Sforza la scorsa notte

 

La finestra del Comune dall'atrio interno

La finestra del Comune dall’atrio interno

di Marco Ribechi

E’ bastata una foto su Facebook per mettere in discussione la sicurezza del Comune di Civitanova. Lo scatto in notturna, postato sulla pagina di Cosimo Orazio (leggi l’articolo), ha creato grande subbuglio questa mattina tra i funzionari dell’amministrazione, ignari di come un semplice cittadino potesse aver avuto accesso all’edificio durante l’orario di chiusura. Chiarito che a far salire il cittadino è stato il consigliere Livio De Vivo, il sindaco Tommaso Corvatta sta valutando se sarà necessario prendere un provvedimento. «La cosa non è priva di significato – dice il primo cittadino – tenuto conto della sicurezza del Comune non la consideriamo una bravata».

Si è mossa anche l’assessore al patrimonio Cristiana Cecchetti che ha voluto verificare l’accaduto di persona, spingendosi fino al bar Maretto per la presenza di un cortile interno con porte antipanico che fanno accedere anche a Palazzo Sforza. Il fatto infatti è accaduto sfruttando il cortile interno condiviso tra il bar Maretto, il cineteatro Rossini e il Comune stesso. «All’interno del cortile c’è una porta antipanico che viene usata come uscita d’emergenza del teatro – spiega l’assessore – Per questo non può essere chiusa a chiave visto che ci sono spettacoli in programma praticamente ogni sera. Questa porta permette l’accesso nell’androne comunale da cui si può infine uscire in strada».

CORTILE COMUNE civitanova

Il cortile interno, visto dall’alto, dove si trovano le porte antipanico

 

La Cecchetti ha incontrato i titolari del bar per chiedere ulteriori spiegazioni: «Si è trattato di un eccesso di cortesia – continua l’assessore – dal bar mi hanno riferito che nella serata di domenica era presente il consigliere Livio De Vivo che ha chiesto di passare dalle cucine per chiudere a chiave alcuni uffici. Questa richiesta è stata impropria per due motivi: in primis non è compito di un consigliere comunale verificare la chiusura delle porte, secondo ci sono dei regolamenti sanitari che vietano questo tipo di passaggio. E’ stata un’azione impropria che fortunatamente non ha portato conseguenze. I proprietari del bar hanno detto che posizioneranno delle telecamere e che vigileranno che nessun altro abbia mai più accesso al cortile. Resta il fatto che non è chiaro perché il consigliere De Vivo sia entrato nel Comune di notte per giunta accompagnato».

Livio De Vivo

Livio De Vivo

A spiegarlo è De Vivo stesso che conferma la dinamica dei fatti. «Domenica sera era arrivata una chiamata ai vigili del fuoco e ai carabinieri per un presunto incendio nel bar – spiega il consigliere – mentre controllavano che tutto fosse a posto sono arrivato anch’io e ho pensato di verificare che nessuno fosse entrato nel palazzo comunale. Allora ho chiesto al bar se potevo aver accesso al cortile e tramite la porta antipanico sono entrato dentro. Ho chiesto a Cosimo Orazio, che è un mio amico di vecchia data, se poteva accompagnarmi, sia per non andare da solo sia per una questione di sicurezza. Una volta verificato che nessuno era entrato gli ho detto se voleva una foto dal balcone perché c’è una bella vista e che non aveva mai potuto apprezzare di notte. L’ho scatta io per gioco, per divertimento, ma sono entrato con spirito di servizio per essere certo che il Comune fosse al sicuro. Orazio ha solo accettato il mio invito».


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