Canone comunale sul gas
Ma non è l’ente a riscuoterla
MONTE SAN GIUSTO - L'opposizione interviene sulla stangata del metano che ha visto comparire una nuova voce nelle bollette che arrivano alle famiglie e chiede all'amministrazione di intervenire perché il pagamento lo ha inserito l'Eni. "In una delibera - dice il gruppo consiliare Amici in Comune - si era detto no a questa imposta"
Non c’è nessuna tassa che l’Eni avrebbe applicato nelle bollette a favore del comune di Monte San Giusto. A dirlo è il gruppo consiliare all’opposizione “Amici in Comune” che chiede all’amministrazione di fare chiarezza e intervenire. «La tassa da destinare agli enti locali che compare nelle distinta è a favore della Regione. Nel caso in cui l’Eni la applicasse si tratterebbe di un abuso, a maggior ragione se retroattiva e l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire con ogni mezzo». Sulla vicenda era intervenuta l’Adiconsum di Macerata (leggi l’articolo) che si era trovata allo sportello diversi utenti con la bolletta in mano per denunciare la presenza, tra le varie voci, del canone comunale, chiesto retroattivamente.
«La delibera di giunta – continua il gruppo consiliare – imponeva al gestore del gas metano Eni, che percepisce il 100% dei ricavi della gestione delle reti che insistono sul territorio comunale, il versamento al Comune di un canone annuo stabilito in base a criteri stabiliti dalla legge. Questo è avvenuto a Monte San Giusto e nei Comuni in cui in passato la concessione al gestore non era avvenuta tramite formale gara di appalto. A Monte San Giusto era stata affidata una concessione per 29 anni all’allora Estigas (poi Italgas e quindi Eni) senza che il Comune si garantisse la proprietà delle reti, come fatto da altri Comuni, reti che alla fine della concessione sono rimaste di proprietà dell’Eni. L’Autorità per l’energia ha più volte ribadito che un canone di concessione contenuto entro il 35-40% è perfettamente sostenibile dai gestori del servizio, senza necessità quindi di ricorrere ad incrementi delle tariffe a carico degli utenti finali. Nel capitolato di appalto delle gare per la gestione del gas metano, la componente canone è ora espressamente presente e la sua entità influisce sull’aggiudicazione della concessione. E’ prova che deve essere a totale carico del gestore. A scanso di equivoci, la delibera 147 del 2011 escludeva in modo esplicito qualsiasi onere a carico degli utenti».
«E’ evidente che Eni sta cercando di non pagare il canone – prosegue il gruppo consiliare – è necessario opporsi a questo tentativo di abuso e diffidare il gestore. L’amministrazione comunale deve farsi valere e pretendere il rispetto della delibera di Giunta 147 del 2011. Nel caso in cui non voglia o non sia in grado di opporsi, può rinunciare al canone ed impedire di fatto all’Eni di imporre balzelli perfino retroattivi».

Stiamo mantenendo oltre ottomila comuni, se si facesse una politica favorevole ai cittadini, si potrebbero ridurre a circa tremila. Con ciò si potrebbero abolire le famigerate addizionali comunali, le tasse sulle rendite catastali che per altro sono incostituzionali, e qualsiasi balzello sulle bollette di luce, gas, acqua e telefono. Tutte gabelle studiate per mantenere il carrozzone pubblico parassitario. Non appena il cittadino prova a fare qualcosa a lui utile, ecco che puntualmente arriva la richiesta del pizzo da parte dell’ente pubblico. Purtroppo, a troppi fa comodo non voler capire che siamo al massimo del’indecenza non più sopportabile.