Stangata sul gas
Spunta la tassa comunale

UTENZE - Ad applicarla retroattivamente sono stati i comuni di Mogliano e Monte San Giusto. I cittadini si sono rivolti all'Adiconsum che ha chiesto di esaminare le delibere
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Foto d'archivio

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In bolletta spunta la tassa comunale sul gas e i cittadini si rivolgono all’Adiconsum. E’ riportata sotto la voce “canone comunale” ed è retroattiva. Succede nei comuni di Monte San Giusto e Mogliano. A renderlo noto è l’associazione dei consumatori che in questi giorni si è ritrovata diversi utenti al proprio sportello per ricevere chiarimenti. «Chiedono spiegazione – dice Alessandra Fioravanti, dell’Adiconsum di Macerata – in merito ad una nuova componente tariffaria riscontrata tra le voci di costo della fattura gas, denominata “canone comunale” e applicata retroattivamente nel Comune di Monte San Giusto e in quello di Mogliano». Per il primo il conteggio va dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre dello stesso anno. Per il secondo comune il periodo va dal 1 gennaio 2015 al 30 giugno 2015. «Il “canone comunale” viene riscosso dal responsabile della distribuzione del gas competente per territorio direttamente dal cliente finale – spiega Fioravanti – la cifra, destinata a pagare il servizio di distribuzione del gas, viene poi versata in un secondo momento al Comune. Premesso che il “canone comunale”, la cui applicazione è facoltativa da parte delle amministrazioni comunali, è una nuova imposizione autorizzata di fatto rappresenta un nuovo balzello che può costituire un problema per molte famiglie, specie in un contesto di crisi come quello attuale nel quale ogni prelievo dovrebbe essere motivato e giustificato da ragioni di opportunità politica e dovrebbero essere rese pubbliche le modalità di impiego degli introiti del canone, considerando anche il fatto che questa nuova voce di costo va a colpire un bene di prima necessità come il gas naturale necessario per riscaldamento, acqua calda e cottura cibi».

«In virtù del principio di trasparenza amministrativa – continua Fioravanti – affinché si possano fornire spiegazioni esaurienti alla popolazione utente del servizio che in questi giorni ha manifestato il proprio malcontento, abbiamo richiesto alle sopraccitate amministrazioni comunali di conoscere la delibera approvata, i criteri della determinazione dell’importo, la somma di incasso preventivata e l’impiego degli introiti del canone in oggetto, nonché il ritiro della delibera. In tal senso hanno proceduto diversi Comuni».



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