Si butta dal molo
per sfuggire ai controlli
CIVITANOVA - L'uomo, 34 anni, tunisino, era alloggiato in una casa vacanze in via Carena. Su di lui pendeva un provvedimento di espulsione. La polizia lo cercava da tempo. Per raggiungere il porto si è buttato dal primo piano dell'affittacamere
di Laura Boccanera
Clandestino si butta dal molo per sfuggire alla polizia. E’ successo al porto di Civitanova, attorno alle 11,30. L’uomo, S.F. 34 anni, tunisino, era alloggiato in una casa vacanze, in via Carena. Su di lui pendeva un provvedimento di espulsione. La polizia lo cercava da tempo. Alle spalle ha diversi precedenti per spaccio di droga e reati contro il patrimonio. Ieri sera era sfuggito ad un controllo. Gli agenti del Commissariato, dopo un lavoro di ricerche, sono riusciti ad individuare la struttura dove alloggiava. Così hanno bussato alla porta. Ma da dentro nessuna risposta. A quel punto i poliziotti hanno contattato la titolare chiedendole di raggiungerli sul posto, portando con sè la chiave per poter entrare. La proprietaria, che aveva affittato la casa vacanze ad una giovane che risiede a Roma, poco dopo ha raggiunto i poliziotti. Mentre la donna infilava la chiave per aprire la porta da dentro si è presentata la ragazza cui era stata data in affitto la casa. A quel punto gli agenti sono riusciti ad entrare. Ma nel frattempo il tunisino era riuscito a dileguarsi buttandosi da una finestra per scappare in direzione del porto. Raggiunte le scogliere del molo sul lungomare sud si è buttato in acqua per fuggire alla polizia che lo ha rincorso. Avvisata la guardia costiera è stato poi soccorso. Una motovedetta lo ha riportato sulla terra ferma e affidato agli agenti che lo hanno portato in Commissariato. Si valuteranno i reati commessi per eventuali denunce a suo carico. L’uomo è stato denunciato a piede libero per violazione del provvedimento di espulsione e gli è stato notificato un nuovo ordine di espulsione.
(Servizio aggiornato alle 15,40)





Doveva essere espulso a nuoto fino al suo paese, se ce la faceva.
La guardia costiera lo doveva solo accompagnare, senza farlo salire.
Non salvarlo…
Ma come si attua in concreto questa benedetta espulsione?
– viene fatto salire su un aereo/imbarcazione a spese dello Stato?
– gli si ordina di andarsene?
chissà perchè a questo lo cacciano mentre ai pakistani,clandestini anche loro,gli danno vitto e alloggio con tanto di festeggiamenti alla presenza delle autorità locali maceratesi,
quindi basta non fare reati per essere considerati non clandestini?
Quindi quando la donna, chiave in mano, ha infilato l’attrezzo nella toppa per schiavardare la porta,
la pigionante, aveva già dato modo all’amico albergato di levare l’incomodo tagliando la corda. Poi il resto è cronaca.
Ora mi voglio interrogare su questo che sembra un facile quesito, ma che a leggere altri post tale non è. Dal momento che si possono notificare più ordini di espulsione, questi dovrebbero essere compensati da altrettanti accoglimenti. Mi sembra logico che se si viene banditi per più di una volta, ci si trova nella condizione che per poter adempiere a queste prese di posizione si devono dare come controparte nuove riammissioni. A meno che non si faccia un ragionamento contrario: ” Io non ti assimilo così poi non ti rigetto. La lacuna giurisprudenziale è evidente. I nostri legislatori dovrebbero tenersi al passo con i tempi, sempre più complessi e indistricabili come i cespugli di rovi che stanno soffocando Palazzo Sforza.
Per Micucci – Senza andare troppo lontano, anche le notifiche di sfratto per morosità o per finita locazione sottostanno alla legge della conferma ad infinitum, con grandissimo sconforto del locatore, pluri-bastonato.