Dal Kosovo a Corridonia,
don Fabio Moretti:
“Ora la mia missione siete voi”
FEDE - Il giovane sacerdote originario di Fermo è stato richiamato da Mitrovica per guidare la parrocchia dei Santi Pietro, Paolo e Donato. Calorosa l'accoglienza della comunità
Arriva dal Kosovo don Fabio Moretti, il nuovo parroco della chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato a Corridonia. Il religioso, originario di Fermo, ha 39 anni ed era molto atteso dalla comunità parrocchiale rimasta senza parroco dopo il trasferimento di don Luciano Montelpare.
Don Fabio che si è fermato al Seminario “Redemptoris Mater” di Macerata ed è stato amministratore della parrocchia dei Santi Caterina e Lorenzo di Sant’Elpidio a Mare. Poi ha chiesto al vescovo di Fermo Luigi Conti la possibilità di prendere parte ad una missione ed è stato inviato in Kosovo dove è rimasto per due anni.
«Sono tornato la scorsa settimana – racconta – dalla missione a Mitrovica, dove guidavo delle famiglie missionarie per ricreare una realtà parrocchiale in una zona dove mancava. In realtà avevamo molto spesso a che fare con le forze dell’ordine perchè, si sa, è una zona quella molto calda».
Nonostante le difficoltà della vita in missione, la chiamata del vescovo per tornare nella diocesi di Fermo e in particolare nella parrocchia di Corridonia, è stata letta da don Fabio come una prova tutt’altro che semplice. «Le mie perplessità erano legate al cambio di vita e al mio senso di inadeguatezza nel servire una comunità tanto grande. Ho cercato il sostegno nella preghiera».
Quali progetti per il futuro della parrocchia? «Sono contrario ai piani pastorali. In questa prima fase mi metterò in ascolto per capire questa realtà complessa ma bellissima e vivace , storicamente ha fatto nascere molte vocazioni».
Don Fabio è stato accolto con calore durante la partecipata cerimonia di domenica. Al suo fianco il sacerdote indiano Paul Yesudas Palliparambil e al diacono Joel Nomo Altangana del Camerun.
(a.p.)




Ho vissuto insieme alla gente il malessere di non avere un parroco. Quando ero un ragazzo ed ero ancora nella Chiesa cattolica ne avevamo sette di preti, oltre i vari frati che officiavano in diverse chiese. Oggi, c’è la crisi delle vocazioni, in quanto l’Italia e l’Europa si stanno scristianizzando, mentre si riempiono di grosse quantità di musulmani e di Africani. Quindi, Italia ed Europa sono zone da evangelizzare di nuovo. Soprattutto con l’attacco alla nostra civiltà giudaico cristiana e illuminista da parte di fautori di una nuova civiltà relativista, aperta a tutte le avventure, pur di distruggere il Cristianesimo. L’attacco dei senza-Dio passa per la distruzione del senso religioso cristiano, iniziando col Gender fin dall’infanzia e passando poi per la famiglia non più “naturale”, ma del “genitore uno e genitore due”. Già due colpi mortali ai dati stabili del Cristianesimo li demmo (ed io c’ero) con il divorzio e con l’aborto. Poi venne la modica quantità di droga,(ma io non c’ero più).
Occorrerà fare oggi capire ai tanti cattolici che sono nel PD, che il dogma della religione viene prima del Partito, ossia del PD. Con i piedi in due staffe non entri nel regno dei cieli. Il PD ha al suo interno un polo demoniaco, che infiltra certe idee distruttive nella società.
Immagino che il parroco don Fabio abbia lasciato il cuore in Kosovo. Ma una linea di preghiera e di sostegno noi di Corridonia potremo mantenerla con quella missione, tramite lui. Ma qui, di lui abbiamo bisogno come dell’aria per vivere. Don Pasteur e don Samuel si sono prodigati con amore, aiutati della Curia arcivescovile con dei validi aiuti temporanei. Però il dato stabile di un pastore come può esserlo un parroco non se ne può fare a meno.
@ Giorgio Rapanelli
Come sarebbe bello che, ognuno sulla terra, preghi il proprio dio senza rompere i marroni al prossimo…. E soprattutto senza pretendere che il “suo” sia sempre un gradino più in alto degli altri…