Protocollo anti abusivismo
Con l’ok dei carabinieri
MACERATA - Una delegazione della Cna, promotrice del progetto e guidata dal presidente Giorgio Ligliani, è stata ricevuta dal colonnello Stefano Di Iulio, comandante provinciale, che ha assicurato la piena collaborazione dell'Arma
Dopo la firma del protocollo d’intesa anti abusivismo sottoscritto tra la Cna di Macerata e 23 Comuni della provincia, avvenuta lo scorso 27 luglio nella sala del Consiglio Comunale maceratese, nei giorni scorsi una delegazione dell’associazione di categoria, guidata dal presidente Giorgio Ligliani, è stata ricevuta dal colonnello Stefano Di Iulio, comandante provinciale dei carabinieri. Ligliani, affiancato dal presidente del settore Servizi alla comunità Anna Pioni e dalla funzionaria provinciale Federica Carosi, ha illustrato al comandante le ragioni da cui è nato il protocollo d’intesa, presentato la situazione delle piccole e medie imprese del territorio e la campagna di sensibilizzazione chiamata #lavoropulito attraverso cui la Cna si rende disponibile a ricevere segnalazioni di presenti casi di lavoro abusivo. Il protocollo, al centro del quale ci sono le aziende del settore dei servizi alla comunità, quali le lavanderie (tradizionali e self), centri estetici, parrucchierie, officine di autoriparazione, impegna gli uffici comunali che rilasciano le Scia ad essere particolarmente attenti nel far rispettare le regole e a prendere in considerazione i casi di “evidente” illecito che possono essere sottoposti da Cna alla loro attenzione. Il colonnello Di Iulio si è reso disponibile ad effettuare i controlli, in base alle competenze in capo all’Arma. “Prosegue l’azione della Cna provinciale di Macerata contro l’abusivismo e in favore della legalità – dichiara il presidente Cna Ligliani – e con piacere registriamo la piena collaborazione del colonnello Stefano Di Iulio nei confronti della lotta ad un fenomeno grave e fortemente penalizzante per le piccole e medie imprese. Un impegno a non far sentire soli tutti quegli artigiani che, con enormi sacrifici, continuano a lavorare nel rispetto delle regole”.


Il protocollo giusto anti abusivismo, è quello di verificare come prima cosa che l’abuso: non sia di natura istituzionale; per colpa di richieste improponibili scritte nelle regole da rispettare.