Tentata estorsione alle squillo,
cuoco condannato a 4 anni e 8 mesi

CIVITANOVA - Paul Sergiu Hosu era imputato al tribunale di Macerata per aver chiesto 100 euro al giorno ad alcune prostitute come protezione: oggi la sentenza. La difesa: "Accuse calunniose e ritorsive, faremo appello"

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di Gianluca Ginella

Imputato perché avrebbe cercato di farsi pagare i soldi della protezione da alcune ragazze che vendono il loro corpo a Civitanova e Porto Sant’Elpidio, oggi è stato condannato a 4 anni e 8 mesi il romeno Paul Sergiu Hosu.

Si è chiuso nel pomeriggio il processo in cui era imputato al tribunale di Macerata il romeno Paul Sergiu Hosu, 39 anni, detto il dottore, che lavorava come cuoco, accusato di tentata estorsione ma anche di lesioni verso alcune donne straniere che si prostituivano in strada a Civitanova e Porto Sant’Elpidio. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Pietro Moscianese Santori, Hosu nel marzo del 2014 avrebbe avvicinato 7 ragazze che vendevano il loro corpo a Civitanova e avrebbe chiesto loro il pagamento di 100 euro al giorno in cambio della protezione. Avrebbe detto loro frasi come: «Se vuoi stare tranquilla a lavorare in questo posto mi paghi cento euro ogni giorno altrimenti ti taglio la gola». Sempre secondo l’accusa, Hosu avrebbe aggredito tre di queste ragazze colpendole con calci e pugni e avrebbe investito una di loro con uno scooter (da queste accuse è stato assolto). Gli veniva contestato di aver chiesto il pagamento di 30 euro al giorno a due ragazze, una romena e una albanese, che si prostituivano lungo la statale 16 a Porto Sant’Elpidio e le avrebbe aggredite picchiandole con calci e pugni (anche da queste accuse è stato assolto).

L'avvocato Giovanni Galeota

L’avvocato Giovanni Galeota

Al termine dell’udienza il Tribunale ha condannato Hosu a tre anni solo per l’accusa di aver cercato di estorcere 100 euro alle 7 prostitute di Civitanova. Per tutte le altre imputazioni è stato assolto. Il pm aveva chiesto 3 anni e sei mesi. «Farò appello al 100 percento – dice l’avvocato Giovanni Galeota che assiste Hosu –. Le testimonianze delle ragazze sono contraddittorie e assolutamente inaffidabili. In querela avevano dato una versione e poi al processo ne hanno data una diversa. Ci sono state aperte contraddizioni nelle loro dichiarazioni. Mentre noi abbiamo presentato al processo tre testimoni attendibili, che hanno dato una versione alternativa di come si sono svolti i fatti. Il mio cliente lavorava come cuoco in un ristorante di Civitanova e non poteva muoversi da lì. Le sere in cui sarebbero avvenuti i fatti che gli vengono contestati era sempre stato al ristorante. Si tratta di denunce calunniose e ritorsive». Hosu si trova nel carcere di Montacuto di Ancona

 


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