Pomeriggio di festa con le Canestrelle
Esplosione di colori in centro
MACERATA - Le parrocchie della città si sono riunite in piazza per il tradizionale corteo contadino in omaggio alla Civitas Mariae. Il vescovo Marconi: "Il lavoro dà dignità all'uomo". Il sindaco Carancini: "Non dimentichiamo mai che siamo una comunità". (GALLERIA FOTOGRAFICA)
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(In alto la galleria fotografica)
di Marco Ribechi
Gruppi da tutta la città per la festa delle Canestrelle nel centro di Macerata. Le celebrazioni, che risalgono al 1447 (leggi l’articolo), hanno portato le parrocchie a sfilare insieme per rendere omaggio alla Madonna della misericordia. Carri, trattori e “birocci” si sono susseguiti nel corteo che, secondo un giro circolare, è partito da piazza della Libertà per arrivare a piazza Vittorio Veneto e scendere infine di fronte al duomo, proprio davanti alla chiesa della Misericordia. In testa, subito dopo il vessillo della città sostenuto dai rappresentanti della polizia municipale, la banda musicale Salvadei che ha guidato le rappresentanze dei quartieri a ritmo musicale. Tantissimi presenti vestiti con gli abiti tradizionali della campagna, gli uomini con i sacchi di grano, le donne con i canestri da offrire in dono a Maria.
Coloratissimo il gruppo della chiesa di San Giorgio, formato da tanti indiani cattolici che sorreggevano degli ombrellini. «Anche in India è festa oggi – ha detto don Francis – Si celebra l’Onam, la festa della coltivazione. In questo giorno si mangiano verdure e così abbiamo fatto qui a Macerata, per il pranzo. Siamo molto felici di essere qui e condividere questo giorno speciale». Il corteo si è concluso in piazza Strambi dove sono confluiti i presenti offrendo un colpo d’occhio davvero speciale.
Di fronte all’ingresso della chiesa della Misericordia il vescovo Nazzareno Marconi e il sindaco Romano Carancini hanno ringraziato e salutato don Egidio Pietrella che ha lasciato la gestione della basilica a don Attilio Marinsalti. Il vescovo ha poi detto: «Le cose vanno costruite con pazienza, questo ci insegna il chicco di grano. Non è possibile avere tutto e subito ma bisogna lavorare con dedizione. Questo anche nell’educazione dei figli, impariamo dalla natura che è perfetta in quanto frutto della creazione. Che il signore benedica il lavoro di tutti perchè questo dà dignità all’uomo. una società che non fa lavorare toglie dignità all’uomo e per questo chiediamo alla Madonna che rafforzi la nostra comunità in modo tale da dar lavoro a tutti». Romano Carancini ha invece espresso il senso civico delle celebrazioni: «Questa è la festa più popolare di Macerata, ha radici nella tradizione e nel territorio. Importante mantenere questo senso di comunità, creando un confronto, magari anche con punti di vista diversi ma sempre mantenendo forte il senso di appartenenza civile e religioso».
(foto Franco Cantarini)

















incredebile festa del grano una dfelle pe si fa solamente in italia e penso non all’esto è ed è ,molto bella in quando è pieno di colori e emozioni.
bellissima festa davvero incredibile piena di colori e di allegria che purtroppo ha una durata di una giornata in questo ultimi mesi sono stati grigi e umidi e piovosi che non si è potuti divertirci di fuori 😀