“Aurum, San Giusto terra di tesori”
raddoppia con ospiti d’eccezione
EVENTO - Domenica 6 settembre alla Collegiata di Santo Stefano conferenza e concerto con Francesca Cortinari, Vox Poetica Ensemble e Marco Scavazza
Grande attesa per il secondo appuntamento della rassegna concertistica “Aurum, San Giusto terra di tesori”, l’evento in quattro date promosso dal responsabile delle politiche culturali Lorenzo Chiacchiera e dall’amministrazione comunale. Dopo il successo del primo appuntamento in cui l’Accademia dei Dissennati ha incantato un pubblico attento e numeroso con le musiche di Marenzio, si replica domenica 6 Settembre alle 16.30 con una conferenza-concerto dal titolo “Alle radici della tradizione” che si inserirà nell’ambito dei festeggiamenti per la festa della Madonna Incoronata. La conferenza-concerto sarà incentrata sul tema della devozione popolare legata al culto della statua del XVI secolo di Maria Santissima Incoronata a cui, nel 1855, venne attribuito il miracolo per aver liberato Monte San Giusto da una terribile epidemia di colera. Ad aprire la conferenza saranno le parole di Cipriano Cipriani, storico locale ed autore di vari libri sulla terra sangiustese, che introdurranno la descrizione della statua da parte della dottoressa Francesca Coltrinari, ricercatrice ed insegnante presso la facoltà di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo. A concludere il pomeriggio di studi il Vox Poetica Ensemble proporrà un programma da concerto interamente dedicato alle musiche mariane a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo di autori come Scarlatti, Monteverdi e Frescobaldi. Per l’occasione la formazione fermana, che da dieci anni si dedica al repertorio rinascimentale e barocco, sarà diretta da un prestigioso ospite come Marco Scavazza, cantante di chiara fama nel mondo della musica antica.
«Sarà l’occasione per raccontare la storia della devozione popolare sangiustese per Maria Incoronata, del perché questa statua tanto cara a questa gente sia gelosamente custodita, come un tesoro. Pochi sanno delle radici di questa tradizione che affondano nel 1855, quando la popolazione sangiustese, piegata da una violenta epidemia di colera, pregò la statua dell’Incoronata che, così vuole la leggenda devozionale, liberò il paese dal morbo – sottolinea l’ideatore dell’evento Lorenzo Chiacchiera, consigliere con delega alla cultura del comune di Monte San Giusto – . Con questo evento si vuole far luce sul perché un tesoro come la statua cinquecentesca dell’Incoronata sia tanto cara ai sangiustesi e sarà l’occasione per un viaggio nel tempo, in cui si cercherà con parole e suoni di andare alla sorgente del rapporto fra arte e culto popolare poiché in pochi apprezzano la bellezza della statua che conserviamo in Collegiata e pochi conoscono la sua straordinaria storia. Speriamo, sull’onda dell’entusiasmo del primo appuntamento in cui il pubblico è rimasto incantato dagli affreschi dell’ Hispanus a Palazzo Bonafede, di contribuire a far riscoprire un altro tesoro ai sangiustesi. Ho fortemente voluto poi che il concerto si tenesse in cantoria, dove anticamente i musicisti erano soliti far musica servendosi del bellissimo organo di Gaetano Callido, altro tesoro che andrebbe valorizzato maggiormente». L’ingresso al concerto sarà ad offerta libera a sostegno dell’Ail, della Croce Verde e della Caritas di Monte San Giusto e del restauro delle due tele settecentesche dell’ex chiesa di Sant’Agostino.

