Apm, aumenta il costo dei bus
Un’ora si paga 10 centesimi in più

MACERATA - L'azienda comunale si adegua ai rincari decisi della Regione che saranno applicati anche su abbonamenti settimanali e mensili. Restano uguali le tariffe agevolate. I sindacati attaccano la giunta Ceriscioli: "Scelta immotivata, le difficoltà vengono scaricate sui cittadini"
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Gli autobus di Macerata, salirci ora costa di più

Gli autobus di Macerata, salirci ora costa di più

Un’ora di bus costa dieci centesimi in più sui pullman di Macerata. E’ questo uno dei rincari decisi dalla Regione e applicati dall’Apm anche nel nostro capoluogo dove le tariffe erano ferme dal 2013. In particolare aumenta il biglietto di corsa semplice o con la validità di un’ora che passa da 1 euro e 15 centesimi ad un euro e 25 centesimi. Costano di più anche l’abbonamento settimanale (da 10,40 euro a 11,30 euro), quello mensile, da 27,60 euro a 30 euro, quello per gli studenti della durata di 9 mesi, da 193,20 euro a 210 euro, e quello annuale: ora si pagano 300 euro, in precedenza 276. Si tratta di tariffe dell’Apm. Sono invece salve quelle agevolate: il carnet di 10 biglietti (10 euro) quello della durata di 2 ore (1,40 euro) quello di corsa semplice venduto a bordo dell’autobus (2 euro) che rimangono tutte invariate. Sui rincari intervengono i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Filt-Fit-Uiltrasporti che ritengono «inaccettabile la decisione di aumentare del 10% le tariffe dei biglietti del trasporto pubblico locale adottata della giunta regionale nell’ultimo venerdì di agosto». Per i sindacati «non è giustificato da alcun significativo aggravio dei principali costi per le imprese, come quello del personale e del costo del gasolio, né tantomeno quello dell’inflazione sotto l’1%». Sul rischio, paventato dalla Regione, di perdere la quota di riparto del Fondo nazionale legata al soddisfacimento di una serie di parametri (circa 10 milioni di euro) «va precisato che il loro probabile mancato raggiungimento non può essere considerato “un fulmine a ciel sereno”, perché tali parametri sono stati introdotti con un decreto ministeriale del 2013, ma semplice incapacità di agire sull’efficientamento del sistema. Con l’aumento dei biglietti, ancora una volta, le difficoltà del trasporto pubblico vengono scaricate sui cittadini». I sindacati ritengono invece che debba essere riorganizzato il sistema dei bus urbani per avere una maggiore efficienza del servizio e razionalizzazione delle risorse a partire dal superamento di sovrapposizioni improduttive, attraverso l’unificazione dei bacini territoriali e una effettiva aggregazione della gestione».



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