Processo Dirty soccer,
oltre il doppio della pena a Sampino

CALCIOSCOMMESSE - Il procuratore, ex diesse e capitano della Maceratese, condannato in secondo grado dalla Corte federale a 4 anni e sei mesi di sospensione dall'attività, gli è stata contestata anche la frode sportiva. Il legale: "Incomprensibile, non sono emersi nuovi elementi dalla sentenza di primo grado"

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Giuseppe Sampino, ex capitano e diesse della Maceratese

Giuseppe Sampino, ex capitano e diesse della Maceratese

Indagine “Dirty soccer”, in secondo grado la Corte federale sportiva condanna a oltre il doppio della pena inflitta in prima battuta il procuratore Giuseppe Sampino, 47 anni, ex direttore sportivo ed ex capitano della Maceratese. La sentenza è arrivata nella tarda sera di ieri a Roma. In primo grado Sampino, palermitano che vive a Macerata, assistito sulla parte sportiva dall’avvocato Eduardo Chiacchio, e su quella penale dal legale Barbara Arzilli, era stato condannato lo scorso 20 agosto a 2 anni e solo per il calcioscommesse (leggi l’articolo). In secondo grado gli è stato contestata anche la frode sportiva (l’aver partecipato a condizionare il risultato di partite di calcio). Da qui la decisione di infliggere 4 anni e 6 mesi di sospensione dall’attività di procuratore a Sampino, oltre a 70mila euro di multa. Una sentenza pesantissima contro cui i legali, letta la motivazione, è probabile faranno ricorso. Anche perché, come spiega l’avvocato Arzilli, «dalla prima alla seconda sentenza non sono emersi nuovi elementi. Non comprendiamo come ora possano contestare anche la frode sportiva. Lui comunque conferma la propria innocenza».

L'avvocato Barbara Arzilli che assiste Sampino nel procedimento penale

L’avvocato Barbara Arzilli che assiste Sampino nel procedimento penale

Dalle carte delle indagini emerge comunque una posizione marginale di Sampino, emerge più che altro il fatto che conosceva alcuni degli indagati ma, come aveva spiegato sin dall’inizio il suo legale, era una cosa normale data la sua attività. L’indagine Dirty soccer, con 150 persone indagate e 50 finite in manette, ha generato un piccolo terremoto nel calcio delle leghe minori (leggi l’articolo). Con squadre come Teramo e Savona retrocesse in Lega Pro anche nella sentenza di secondo grado e altre, come Vigor Lamezia e Torres che, sempre stando alla sentenza di secondo grado, sono state relegate in serie D. I calendari e l’inizio del campionato sono sospesi. Entro 15 giorni, comunque, in caso di ricorsi, dovrà esserci la sentenza di terzo grado. L’indagine Dirty soccer, della procura antimafia di Catanzaro, prende in esame risultati di decine di partite tra Lega Pro e serie D che sarebbero stati addomesticati per poi scommetterci sopra. In corso c’è anche una indagine penale che al momento è in corso. Gli indagati sono in attesa dell’incidente probatorio su cellulari, pc e tablet sequestrati.

(Gian. Gin.)


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