Circuito della Vittoria
A Macerata il rombo d’epoca
LE IMMAGINI - L'ottava edizione della rievocazione della gara di regolarità ha visto 60 auto provenienti da tutta Italia attraversare le vie del centro fino a piazza Vittorio Veneto. Gli equipaggi in rigorosa mise d'altri tempi sono stati giudicati per l'incoronazione del re e della reginetta d'antan
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(In alto la galleria fotografica di Andrea Petinari)
di Claudio Ricci
La grande macchina dello spettacolo su quattro ruote si accende a Macerata con il passaggio della Sibillini e Dintorni. Il prestigioso raduno itinerante giunto all’ottava edizione e organizzato dalla Scuderia Marche-Club Motori storici con la collaborazione dell’Automobil Club e la Croce Rossa Italiana ha attraversato questa sera le vie del centro storico cittadino. Non solo una carovana di auto, più uniche che rare – tute immatricolate tra il 1905 e il 1954 – ma una vera e propria gara di regolarità che è rivissuta con la rievocazione dello storico circuito della Vittoria. Come l’anno scorso anticipati dalla Mille Miglia (leggi l’articolo), i 60 equipaggi provenienti da tutta Italia si sono sfidati all’ultimo millesimo sul tracciato di corso Cavour. Una cinquantina di metri, prima dell’arrivo in prossimità dei Cancelli, da percorrere nel rigoroso intervallo di 8 secondi. Le gloriose signore dal fascino vintage e i relativi piloti hanno tenuto alto l’onore senza lasciarsi sfuggire un centesimo in più o in meno nell’intertempo.
L’elegante rivalità si è messa in mostra già con le mise degli equipaggi. In linea con le istruzioni dell’organizzazione i partecipanti hanno infatti rigorosamente vestito i panni dell’epoca in cui le rispettive vetture sono state immatricolate. Quindi la passerella di fronte alla giuria d’eccezione che li attendeva alla fine del percorso in piazza Vittorio Veneto. A fare da giudici tra gli altri, il sindaco Romano Carancini – che in compagnia di Enrico Ruffini, presidente del Automobil Club di Macerata, aveva tagliato il nastro della rievocazione a bordo di una Alfa Spider – l’ assessore alla Cultura Stefania Monteverde, l’assessore allo Sport Alferio Canesin, la presidente della Croce Rossa di Macerata Rosaria del Balzo Ruiti, lo stesso Ruffini e i due rettori di Unimc e Unicam, Luigi Lacché e Flavio Corradini. Come in un documentario dal vivo, le 60 auto sono sfilate davanti anche ad un folto pubblico di appassionati e non solo che le ha acolte con applausi e incitamenti.
Ad aprire il corteo un esemplare unico al mondo, una Giaur 750 Record che vinse il primo circuito della Vittoria a Macerata nel 1953. Al volante Tazio Taraschi, figlio dell’allora campione Berardo. La più “anziana” è stata invece una Otav del 1905 con una corda al posto dei freni. Non perde l’occasione di partecipare alla gara anche il presidente della Scuderia Marche, Adalberto Beribè a bordo di una Balilla. In testa al corteo alla guida di una Mg Td del 1951, la giornalista Rai e madrina della manifestazione Francesca Grimaldi, curatrice della rubrica “Tg1 Motori” e membro del consiglio nazionale Asi. «Finalmente vengo a Macerata – ha detto Grimaldi intervistata dalla conduttrice della serata Maria Laura Pierucci – ci tenevo a conoscere la città e la popolazione». Il corteo delle auto d’epoca si è aperto in mattinata a Camerino con la passerella delle partecipanti a Miss Italia a bordo delle auto in centro storico, da lì il passaggio a Pievebovigliana dove oggi è stata inaugurata la gualchiera del 1600 appena restaurata (leggi l’articolo).
















Bellissima iniziativa davvero! C’era un auto del 1902 che al posto dei fari elettrici aveva delle candele accese dentro! Davvero stupenda