Scarpe sempre più innovative,
ma “le imprese sono in forte affanno”

MICAM E OLTRE - Più di cento le aziende della nostra provincia che saranno presenti alla fiera milanese e al Mipel, il presidente del settore Calzaturieri di Confidustria Macerata, Tonino Ciannavei: "Bisogna cogliere le occasioni dei mercati tradizionali europei e degli Usa. Da riqualificare e affinare le strategie aziendali"

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micam 2015 (2)Modelli friendly, realizzati ad hoc in base ai gusti dei Paesi dove devono essere venduti, contatti serrati con i clienti anche nel mese di agosto e due fiere a Milano (Micam e Mipel) per proporre le nuove collezioni: si gioca così la sfida degli imprenditori della scarpa e delle pelli della nostra provincia. Proprio le due fiere lombarde sono occasioni da non perdere per gli oltre 100 imprenditori e artigiani della nostra provincia. «La voglia di Made in Italy c’è, confidiamo su questo importante appuntamento anche se le imprese sono in forte affanno in particolare per via della caduta e mancata ripresa dei consumi interni e per la grave crisi del mercato russo; nonché per le piccole dimensioni aziendali che impediscono l’adozione di efficaci e durature strategie di penetrazione commerciale sui mercati esteri» spiega Tonino Ciannavei, presidente della sezione Calzaturieri di Confindustria Macerata e componente della Giunta Assocalzaturifici.

Tonino Ciannavei di Confindustria Macerata

Tonino Ciannavei di Confindustria Macerata

L’occasione da non perdere, vista la crisi dei nuovi mercati, è essere maggiormente competitivi su quelli tradizionali, «Europa in primis e cogliere anche le opportunità che il mercato Usa è tornato ad offrire – continua Ciannavei –. Siamo nel cuore del più importante distretto calzaturiero al mondo tutti ci riconoscono la nostra capacità di fare qualità, di realizzare prodotti unici, di essere gli ambasciatori del Made in Italy, ma tutto ciò oggi non è più sufficiente; la competizione, il mercato globale ci pongono di fronte a grandi realtà organizzate, a nuove modalità di confronto con i consumatori, a sistemi paese molto più coesi del nostro». Per affrontare la sfida dei cambiamenti del mercato – ma anche di quelli nelle relazioni internazionali –, secondo Ciannavei serve «riqualificare ed affinare le nostre strategie aziendali e prestare attenzione ai nuovi strumenti offerti dal web, capaci di farci conoscere meglio i mercati di nostro interesse e di entrare in comunicazione con essi. Serve riorganizzare le nostre aziende incominciando realmente a fare rete, puntando insieme sulla formazione, unico fattore per essere competitivi, per perseguire percorsi di innovazione ed internazionalizzazione; occorre però anche essere ascoltati e tutelati, il nostro territorio non può permettersi, oggi più che mai, il rischio della nostra scomparsa, in quanto non mi sembra vi siano ancora alternative al manifatturiero ed al calzaturiero». Giunta all’edizione numero 80, la fiera del Micam è una occasione da cogliere per la nostra economia che nel settore delle calzature e del pellame occupa più di 12mila persone. In concomitanza con il Micam (dal primo al quattro settembre) si terrà anche il Mipel, la fiera della pelletteria, altro evento che interessa diverse aziende del nostro territorio.

Redazione CM


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