Maceratese in Lega Pro
“La società coinvolga la città”

L'INTERVENTO - Alberto Cicarè analizza il clima che si vive in città alla vigilia del ritorno tra i professionisti: "Doveva essere un momento pieno di entusiasmo. Propongo un incontro tra società, tifosi e istituzioni cittadine"
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Alberto Cicarè

Alberto Cicarè

 

A 24 ore dal ritorno in Lega Pro della Maceratese, con la gara di Coppa Italia contro il Rimini domani alle 17 (leggi l’articolo), allo stadio Del Conero di Ancona, tornano nella mente dei tifosi tante immagini di questi 15 anni di assenza nel calcio che conta, ma soprattutto dell’ultima indimenticabile stagione, terminata da imbattuti. Così, anche il tifoso Alberto Cicarè, confida in una lettera le emozioni e sensazioni analizzando questo storico momento.

«La Rata in Lega Pro ce la dobbiamo mantenere – inizia così – Stavo riguardando uno degli album fotografici che hanno immortalato la vittoria del campionato dello scorso anno: in una foto della festa finale c’era uno striscione bellissimo che diceva “Sto a vive un sogno”. Effettivamente l’ultimo campionato è stato come un magnifico sogno che ha regalato sofferenze e gioie indescrivibili e che alla fine ha unito tutta la città in un traguardo che squadra, società, tifosi hanno meritato per impegno e passione profusi. Siamo in Lega Pro e, anche se il calcio di questi tempi sembra un concentrato dei peggiori vizi italiani, è un orgoglio enorme essere ritornati a onorare la nostra storia, poter finalmente confrontarci con alcune squadre che hanno scritto pagine importanti del calcio nazionale. Eppure ci sono tante cose che non vanno, non nella nuova squadra che da quanto si è potuto vedere nelle amichevoli disputate sta dando prova di poter competere in un campionato ancora tutto da scoprire, ma in tutto l’ambiente circostante. Per una serie di fatti che giudico assurdi, prese di posizione, silenzi, dal giorno dopo della grande festa è calata un’atmosfera di fredda incomprensione. Sicuramente l’avere disgregato la squadra, quel meccanismo meraviglioso che aveva fatto innamorare la città, è stato l’elemento che ha innescato la depressione. Evidentemente il calcio non è una scienza esatta, vive di passione e il rapporto che durante lo scorso campionato si era instaurato tra la squadra e i tifosi non poteva essere rotto senza traumi. Gli invincibili li sentivamo in fondo come nostri amici. Ma la passione non basta, c’è bisogno di soldi e organizzazione. Festeggiamenti Maceratese Lega Pro_Foto LB (3)

La società ha avuto il grande merito di sostenere un sforzo considerevole con l’iscrizione e con l’allestimento di una squadra che tutto sembra meno che il materasso della categoria. Vogliamo parlare dell’impegno che sta mettendo la città? I lavori in corso all’Helvia Recina hanno costi molto elevati pagati da tutti i cittadini, anche da quelli che del calcio non si interessano per niente.  Sarebbe un delitto che quella specie di campo di concentramento allestito sul piazzale si riveli inutile per gli anni futuri. Ebbene di fronte agli sforzi che tutti stanno facendo, alla passione che la città era ritornata a dimostrare per la maglia, a un campionato che richiede impegno non solo sul campo ma nella realizzazione di un efficace supporto alla squadra, nessuno parla. Tutti sembrano compiacersi del proprio ombelico e così nessuno riesce ad alzare lo sguardo verso un obiettivo comune. Non è buonismo, mi sembra ragionevolezza. Il tifo organizzato che decide di non fare la tessera del tifoso e così di non andare in trasferta crea un danno effettivo alla squadra (leggi l’articolo). Sono comprensibili le motivazioni della decisione, ma credo siano comprensibili gli effetti pesantissimi sul resto della tifoseria, sullo slancio che deve avere la squadra. C’è da chiedersi se la stessa posizione sarebbe stata presa in caso di riconferma della squadra dell’anno scorso. Sarà un campionato difficilissimo, è evidente che ci sono problemi economici e di tempo nell’organizzare le trasferte, ma si farà ciò che sarà possibile fare; non si può sin dall’inizio negare il supporto alla squadra, alla maglia. La società – continua Cicarè – dovrebbe avere l’umiltà e la pazienza di comunicare e confrontarsi con la città che la sostiene; parlare solamente attraverso gli organi ufficiali non funziona. Trovo incredibile che la squadra neopromossa non sia stata ancora presentata ai cittadini in un appuntamento festoso.

La Maceratese continua a sudare sul campo d'allenamento

La Maceratese

A forza di silenzi, di detto non detto, di vociferazioni, si è riusciti a rovinare un clima che naturalmente doveva essere pieno di entusiasmo. Ricordo che lo scorso anno l’Ascoli calcio mandava i suoi giocatori nelle scuole a pubblicizzare gli appuntamenti domenicali; si sta pensando a cose del genere? Probabilmente sì, ma non si sa. Per questo mi permetto di rivolgere un invito per un primo incontro tra le componenti in causa, società, tifosi e istituzioni cittadine. Un incontro con un moderatore, non spettacolarizzato, dove ciascuno dimostri di saper fare un passo indietro per farne tutti uno più grande in avanti. Sicuramente non servirà rovesciarsi addosso rancori che ci dobbiamo lasciare alle spalle, ma confrontarsi e proporre idee per un proficuo svolgimento del campionato, ciascuno per i propri ruoli e competenze. Immagino ad esempio che si potrebbe parlare di abbonamenti, promozioni, trasporti verso lo stadio. Non sono un tifoso storico, ho seguito da piccolo la Maceratese di Pagliari e Morbiducci; lo scorso campionato sono stato travolto dalla passione incredibile dei miei figli che adesso vedo disorientati e delusi. Per loro e per i tanti come loro tutti dovremmo fare uno sforzo in più, ricordando sempre che in fondo la domenica allo stadio andiamo a divertirci”.



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