Augustus, il mese delle ferie

Storia, proverbi e tradizioni sul mese in cui nasce il comune di Macerata
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Mario Monachesi

Mario Monachesi

di Mario Monachesi

L’ottavo mese dell’anno, quello cui il Senato Romano, in onore dell’imperatore Cesare Augusto, ha dato il nome “Augustus” è oramai da tempo il mese delle “ferie”, delle vacanze per antonomasia. Anche in campagna i lavori più grossi subiscono un rallentamento, seppur nessun contadino, nonostante il solleone rimarrà mai con le mani in mano. “Io so agosto / de lo callo sciattato; / frutti maggiori ho maturato. / Se ‘r-contadino / ‘n-avesse vangato, / ‘r-piu grosso portrone / sarria chiamato. / Se ho ditto male /- ma pur semo quelli- / non pozzo di male / dell’ardri fratelli. / In questa vuttija / ce tengo lo mosto; / ir mejo mese / è quello d’agosto”.

Statue-Augustus

Cesare Augusto

Anche per questo mese l’esperienza e la saggezza popolare ha coniato nel tempo azzeccati proverbi: “Chi vòle avé lo musto, / che zappa la vite d’agustu”. “Piogghja d’agustu / porta mele, porta musto”. “Secca d’agosto, / bono lo mosto”. “L’acqua d’agustu non è bona / mango per lavaccese le ma'”. / Se guazza lu primu d’agustu / l’inguernata adè forte”. “Chi dorme d’agustu, / dorme a su’ costu”. / La prim’acqua d’agosto, / bellu mia, te reconosco”. “De lujo e agosto, moje mia non te conosco”. “Zappa la vita d’agustu, / se vò rrimbì la candina de mustu”. “Agustu goèrna, / settembre sotterra”. “La gajina agostarella / ll’oė a frecarella”. “Se pioe nel mese d’agosto / pioe mele e pioe mosto”. “Agustu callusu / st’ardr’annu granusu”. ” A menz’agustu comènza la giostra: / li fichi e ll’ua la furtuna nostra”. “San Lorenzo, / la nuce pe lo menzo”. ” Chi all’Assunzió bbruscia la stoppia, / ‘n ardr’annu raccorda doppia”. ” San Roccu; / perde un toccu”. “San Bartolomè; / la runnola va, la palomma vè'”.

Festa delle canestrelle

Festa delle Canestrelle

Di agosto, mese prigioniero di temperature elevate ma anche di improvvisi e forti temporali, scavando non certo dettagliatamente, ma quanto più meticolosamente possibile, affiorano i seguenti fatti: il 30 agosto 1138, dalla fusione del castello di Macerata con quello di San Giuliano, per volontà del vescovo di Fermo Liberto, nasce il comune di Macerata, il quale adotta come stemma la macina, già sullo stemma di Helvia Ricina e simbolo di fertilità. Il 18 agosto 1377 Macerata, all’epoca possedimento dei Varano, subisce l’attacco di un esercito di mercenari fiorentini, il quale si accampa sulla collina dell’attuale Santa Croce. Il 3 agosto 1447 il Consiglio di Credenza delibera di costruire in un solo giorno una piccola chiesa in onore della Madonna, affinché protegga la città dalla peste. Le offerte in primizie e grano che seguono danno il via alla festa delle “canestrelle”. Il 14 agosto 1551 Marzio Luca Bini, mantovano, è il nuovo maestro stampatore della città. Con i priori maceratesi stipula un contratto nel quale si impegna ad insegnare per tre anni con uno stipendio di 25 fiorini l’anno, il mestiere di tipografo ai giovani. Il Comune gli concede anche il monopolio del commercio degli stracci e l’esonero delle tasse per tutto il triennio. Il 15 agosto 1571, senza preavviso alcuno per i genitori, Matteo Ricci entra nel noviziato gesuitico romano, presso la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale. Il 12 agosto 1801 nasce in città Spada De’ Medici Lavinio, prelato e scienziato. Il 13 agosto 1801 si insedia il nuovo vescovo mons. Vincenzo Maria Strambi, alle 14 fa il suo ingresso pubblico in cattedrale. Il 25 agosto 1809 una forte scossa di terremoto che provoca anche qualche danno, interessa Macerata. Il 3 agosto 1815 inizia in Duomo il triduo di ringraziamento per il ritorno sotto il dominio del Papa. Il 23 agosto 1815 alle nove di mattina, proveniente da Ancona, passa a Macerata il Re di Spagna Carlo IV con la Regina. Lo attendono per i dovuti omaggi, alle tre porte, il Vescovo ed il clero. Il 25 agosto 1943 le truppe tedesche affluite nelle Marche iniziano ad insediarsi anche a Macerata con requisizioni di edifici, impianti telefonici e altro.



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