A Macerata Università fa rima con qualità
Unimc undicesima in Italia
CLASSIFICA - L’ateneo sale di cinque posizioni nell’annuale graduatoria redatta da ‘Il Sole 24 Ore’ sulla base degli indici ministeriali e dell’Anvur. Il rettore Lacchè: "Le scelte strategiche che abbiamo operato negli ultimi anni si stanno rivelando vincenti"
Piccola tra le grandi, grande per qualità. L’Università di Macerata consolida la sua già ottima reputazione tra gli atenei statali italiani e migliora la propria posizione nella “classifica della qualità universitaria” stilata annualmente dal quotidiano economico Il Sole 24 ore sulla base dei dati messi a disposizione dal Ministero e dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.
Rispetto alla classifica del 2014, quest’anno l’ateneo maceratese sale di cinque posizioni, attestandosi all’undicesimo posto a pari punteggio con il Politecnico di Torino. Una collocazione che la proietta nella parte più alta della classifica, solitamente occupata in passato solo da grandi università statali e che pone Macerata sullo stesso piano di atenei storicamente prestigiosi, quali Padova, Bologna, Siena, Venezia Cà Foscari, Trento e Verona, che guida la classifica 2015.
Il punteggio complessivo di 72 (+ 7 rispetto ad un anno fa) ottenuto dall’Università di Macerata è frutto di una dozzina di parametri. Questi indicatori, suddivisi in due gruppi, a loro volta danno luogo a due sottoclassifiche, una per la ricerca ed una per la didattica.
Nella prima graduatoria, Macerata, che già lo scorso anno era entrata nel top della classifica, quest’anno è stata l’unica università delle prime dieci a migliorare ancora la posizione. Passando dal nono all’ottavo posto, ha scavalcato il Politecnico di Milano. Esaminando i valori che danno consistenza a questa graduatoria, si nota il mantenimento della prima posizione già ottenuta da Macerata l’anno scorso per quanto riguarda la capacità di attrarre ricorse esterne da destinare al finanziamento di progetti di ricerca. Per questo indicatore è l’unica, tra le università statali, ad avere un parametro superiore a due (2,61), più del doppio rispetto alla media nazionale. Inoltre conserva il quarto posto per l’alta formazione e qualità dei dottorati.
Ma è la seconda sottoclassifica, quella relativa alla “didattica”, a dare quest’anno ancora maggiori soddisfazioni all’ateneo guidato dal rettore Luigi Lacché. Con un balzo in avanti di ben diciassette posti e un punteggio complessivo che passa da 49 a 61, Macerata sale dal 36° al 19° posto, condividendo la posizione con Camerino e Trieste.
Il risultato è frutto del miglioramento di diversi parametri. Innanzitutto una sensibile diminuzione della “dispersione” studentesca. La media nazionale dice che un iscritto su quattro si perde dopo il primo anno, periodo che rappresenta il vero momento critico in cui lo studente prende coscienza con la propria capacità di portare avanti il percorso scelto. Ebbene, l’ateneo di Macerata ha abbassato in misura consistente l’indice di dispersione e in questo parametro figura ora tra le migliori otto università statali, con una percentuale di immatricolati che si riscrivono al secondo anno pari all’81%, (uguale a Trento e Torino Politecnico). Anche questa maggiore capacità dell’ateneo di condurre lo studente al traguardo finale ha fatto sì che sia notevolmente migliorato il parametro che misura il grado di soddisfazione dei suoi laureati in relazione ai corsi frequentati; dal cinquantesimo posto dello scorso anno, Macerata è balzata addirittura al quinto posto in Italia.
Tra gli altri migliori indici che l’ateneo maceratese può vantare in questa nuova classifica nazionale, figura quello della mobilità internazionale (settima posizione), che misura la percentuale dei crediti ottenuti all’estero dagli studenti grazie a programmi di internazionalizzazione, come ad esempio Erasmus.
Inoltre, rispetto alla precedente classifica, l’università di Macerata ha migliorato anche gli indici di “efficacia” (media pro capite dei crediti formativi ottenuti in un anno dagli studenti attivi) e di “sostenibilità” (numero medio di docenti di ruolo nelle materie caratterizzanti i singoli corsi di studio).
Per il rettore Luigi Lacché il crescente indice complessivo di qualità dell’ateneo è l’effetto diretto delle scelte strategiche attuate negli ultimi anni e che si stanno rivelando vincenti. “Da sempre – ha commentato il rettore Lacchè – crediamo nell’internazionalizzazione come fattore trainante e sempre più fondamentale nella formazione dei giovani. Per questo li spingiamo ad andare all’estero, lavorando molto sul programma Erasmus, ma offrendo anche ulteriori occasioni come le borse di studio extra Ue e, soprattutto, le lauree internazionali a doppio titolo, che quest’anno sono sette e permettono di studiare in Atenei prestigiosi di Francia, Spagna, Russia e Ucraina, pagando solo le tasse di iscrizioni a Macerata. Allo stesso tempo, vogliamo creare un ambiente di respiro internazionale, favorendo l’iscrizione dei migliori studenti stranieri e ampliando l’offerta di corsi di laurea in inglese, che quest’anno salgono a tre: scienze politiche, management del turismo e economia”.
Sul fronte della ricerca l’obiettivo sottolineato dal Rettore è quello di portare l’università di Macerata verso un orizzonte che valorizzi i giovani. “Il nostro ateneo vuole investire sul territorio, a sostegno delle imprese e dei laureati e per questo – ha dichiarato il professor Lacché – stiamo lavorando sull’imprenditorialità, gli spin-off e stiamo partendo con un incubatore d’imprese”.
L’intera indagine sulla qualità universitaria italiana, oltre che sull’edizione cartacea del giornale, è consultabile sul sito internet del quotidiano, dove è addirittura possibile costruirsi una classifica “personalizzata”. Lo si può fare mediante l’attribuzione di pesi diversi ai singoli dodici indicatori, che si possono impostare sulla base delle potenziali esigenze di ciascun studente che deve affrontare il problema – niente affatto semplice – della scelta dell’ateneo cui iscriversi.
Cronache Maceratesi ha provato a farlo simulando un interesse massimo solamente alla mobilità internazionale, alla sostenibilità, alla minore dispersione studentesca, alla possibilità di borse di studio, all’alta formazione beneficiando di fondi esterni per la ricerca e alla soddisfazione al termine degli studi. Il risultato della nostra “speciale” e del tutto “personale classifica” pone l’università di Macerata addirittura al terzo posto assoluto.

