Caduta della giunta Montali,
l’ora delle accuse:
“Delibere in bianco e sprechi”
PORTO RECANATI - In una infuocata riunione che si è tenuta ieri sera con 300 persone, l'ex sindaco e i suoi consiglieri hanno ripercorso un anno di governo. Tra i temi la Kahi, la lista dei 10 punti Pd, il ripascimento e la Fiumarella
di Alessandro Trevisani
Una città indifferente al destino del suo sindaco, un ufficio dei Lavori pubblici insensibile ai richiami al risparmio che venivano dalla giunta, un paese che riversa gli scarichi di quartieri interi nei suoi corsi d’acqua e poi gli attacchi su Fiumarella, ripascimento, e Khai. Sono queste le verità di Uniti per Porto Recanati sui 12 mesi della giunta Montali, raccontate ieri sera a oltre 300 persone nel corso dell’incontro “Notizie emerse, fatti sommersi”. Presenti per Upp Lorenzo Riccetti, Loredana Zoppi, Alessio Sampaolesi, Giuliano Paccamiccio, Maria Elena Fermanelli e Giampiero Cappetti, con l’ex sindaco Sabrina Montali e Alessandro Palestrini di Sel. Per circa 3 ore i relatori hanno provato a spiegare come mai il governo eletto con 2.759 voti nel maggio 2014 è caduto un anno dopo con le dimissioni di 9 consiglieri su 16.
Se Riccetti, ex vice sindaco, dice che, chiusa in municipio a risolvere problemi, la maggioranza ha perso il contatto con i cittadini, l’ex sindaco Montali dal canto suo accusa: «Non si commissaria una città così prima dell’estate. Si commissariano i comuni infiltrati dalla camorra. Non tutti i portorecanatesi hanno creduto fino in fondo nel nostro progetto». Sugli assessori dimissionari (leggi l’articolo), arriva l’affondo di Riccetti: «Ad aprile se ne vanno in tre per dirci “Guardate quanti siamo e che cosa vi possiamo fare”. Roba da vecchia politica». Sui soldi pubblici, Loredana Zoppi, ex assessore al Bilancio, spiega: «Dovevamo risparmiare, mandare a gara i lavori pubblici per lungo tempo, e invece ogni volta si davano servizi in emergenza, cioè affrontando il problema volta per volta, dunque con costi altissimi». Nel corso dell’incontro si è toccato il tema dell’Hotel House («abbiamo ricevuto accuse becere. La politica ha lavorato dietro le quinte per portare i residenti contro il Comune») ha detto Fermanelli, ex consigliere, ma anche della cura del verde: «L’ufficio tecnico si è opposto a una gara per affidarne la manutenzione, per cui, commissionando un lavoro per volta, spendiamo 120mila euro l’anno. Stavamo per sistemare i campi sportivi e far nascere la pista di atletica a 9 corsie: non c’è stato tempo» ha detto Sampaolesi, ex consigliere con delega allo Sport.
Paccamiccio, ex consigliere con delega al Demanio, ha affrontato il «caso Fiumarella, dipende da quartieri che mandano le acque chiare nei tubi delle acque scure, così quando piove il sistema va in tilt. Idem al fiume Potenza. Davanti all’hotel Bianchi abbiamo scoperto due stabilimenti balneari che scaricavano le acque nere dentro le acque chiare – spiega Paccamiccio –. Il ripascimento a Lido Nazioni? La ditta ha capito che col ribasso del 30% non ci stava dentro, poi ha mandato indietro i camion dopo che Riccetti li ha fatti scortare dai vigili a pesare il materiale». Su questo punto interviene l’ex sindaco Montali, che accusa: «Paola Giorgi (ex assessore regionale alla Costa, ndr) è stata complice della Dicearco (la ditta che doveva occuparsi del ripacimento, e che poi non ha mai iniziato i lavori, ndr). Intanto il nostro dirigente tentava di transare con la ditta, mentre il Comune voleva rescindere il contratto».
Poi la riunione diventa un crescendo di accuse. A cominciare da Riccetti che mostra un modulo di delibera trovato in una cartellina «con un parere sulla Khai», la ditta insalubre che non ha avuto autorizzazione e ha fatto ricorso al Tar (leggi l’articolo). Si leggono poche scritte: la data (19 maggio 2014), un numero (91) e qualche firma accanto ai nomi di 4 assessori della giunta Ubaldi. «Manca l’oggetto della delibera – dice Riccetti interpretando il documento -: questo vuol dire “È pronta per te, ci vediamo dopo le elezioni”. Noi invece abbiamo detto no all’ennesima ditta insalubre (ossia la Khai, che voleva realizzare un nuovo capannone, ndr), perché Porto Recanati ha già pagato un grosso contributo di sangue». Ancora Riccetti sul piano antenne (leggi l’articolo): «Abbiamo speso 40mila euro per 3 anni, chi ci accusa di sprechi si deve vergognare».
Infine clima ancora più rovente quando viene mostrata l’ultima slide: «I 10 punti del Pd», che sarebbe la lista di presunte richieste: «Da fare subito partecipata a Silvano Senigagliesi prima del Consiglio – si legge nel documento –. Dirigenza dei LLPP (lavori pubblici, ndr) a Daniele Re. Difesa della costa o Dezi o Paccamiccio. Non entrambe». Riccetti sostiene si trattasse delle condizioni del Pd di Porto Recanati per “consegnare” due voti contro il Burchio in consiglio comunale (leggi l’articolo).




Vediamo come andrà la stagione estiva che è alle porte che x P.Recanati rappresenta da sempre un polmone che fornisce ossigeno (ndr soldi…) x tutto l’anno….poi tiriamo le somme e valuteremo se la scelta di fare cadere il sindaco e co. sia stata “illuminata”…
Di solito quando si perde tanto tempo in chiacchiere e ltigi tra persone che dovrebbero andare daccordo … è meglio che arrivi un commissario.
Quando si passa la maggior parte del tempo a litigare tra la maggioranza (litigi ufficiali e non) è sempre meglio che arrivi il commissario.