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Spunta antenna sul tetto del Mia
In città presto 7 nuovi impianti

PORTO RECANATI - E' per i cellulari, fino ad ora mai notata. L'ha fatta notare l'ingegner Alfio Turco della Polab, la Srl pisana che il Comune ha incaricato di realizzare il piano antenne che permetterà una regolamentazione e una pianificazione degli impianti di telecomunicazioni in città
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L'assemblea cittadina con gli ingegneri di Polab

L’assemblea cittadina con gli ingegneri di Polab

 

L'antenna a ridosso dell'insegna del Mia spunta sul tetto della discoteca, a poco più di 11 metri di altezza

L’antenna a ridosso dell’insegna del Mia spunta sul tetto della discoteca, a poco più di 11 metri di altezza

 

di Alessandro Trevisani

C’è un’antenna per cellulari che a Porto Recanati non aveva mai notato nessuno. È collocata giusto dietro l’insegna della discoteca Mia, in via Scarfiotti, e invia il suo segnale in direzione dell’interno, a pochi passi dalle prime case del Villaggio Internazionale. L’ha fatto notare, in un’assemblea pubblica ieri in Municipio, l’ingegner Alfio Turco della Polab, la Srl pisana che il Comune di Porto Recanati ha incaricato di realizzare il piano antenne che permetterà una regolamentazione e una pianificazione degli impianti di telecomunicazioni in città. “L’impianto si trova a 11,5 metri di altezza, decisamente un po’ troppo basso per le emissioni che emana – racconta Turco – e l’ideale sarebbe alzarlo o delocalizzarlo”. Ma quella di via Scarfiotti non è l’unica sorpresa che ha spiazzato l’uditorio, composto perlopiù da famiglie che abitano nei dintorni dell’impianto Vodafone-Telecom di via Marconi, il più recente della mezza dozzina presenti a Porto Recanati. Perché la novità più fresca è che le compagnie telefoniche hanno richiesto 4 postazioni per collocare 7 nuovi impianti, più la delocalizzazione dell’antenna Telecom che spunta da anni accanto all’edificio di Giri Arredo Bagno, e che dovrebbe trasferire presto il suo segnale in cima al palo piazzato da Vodafone, insieme con le sue celle, lo scorso ottobre.

Le due antenne ai lati del capannone in eternit, a pochi metri dalle case di via Pacinotti

Le due antenne ai lati del capannone in eternit, a pochi metri dalle case di via Pacinotti

“Nelle zone che servono una popolazione sotto le 30mila unità – spiega Turco, che è stato più volte intervistato da Le Iene e da giornali e tv nazionali – Vodafone e Telecom hanno fatto un patto per realizzare insieme un impianto unico”. Ragion per cui dove spunta una compare anche l’altra, come capita in via Scossicci, a pochi passi da Casa Ascani, dove sono presenti sia Tim che Vodafone, ma anche Wind e H3G (la compagnia della 3). “Spero anch’io vivamente che il piano antenne consenta uno spostamento degli impianti che ho dietro casa”, dice Aldo Ascni, art director del Donoma, manager storico delle discoteche. Come lui, che 6 anni fa ha sconfitto, grazie a un trapianto, la leucemia che lo aveva colpito, sono centinaia i cittadini preoccupati per la potenziale nocività degli impianti. Da 4 anni in qua l’Oms valuta come “potenzialmente canceroge” le emissioni dei campi elettromagnetici, con una classificazione “2B”. Ma recenti studi a livello internazionale raccomandano la categoria “1”, cioè il massimo della pericolosità.

L'antenna Vodafone sopra le palazzine di via Gramsci

L’antenna Vodafone sopra le palazzine di via Gramsci

Va detto che tutti gli impianti in città hanno avuto l’ok di Asur e Arpam, compresa l’antenna di via Marconi, piantata a ottobre con tre segnali di trasmissione (tre “celle”) che presto raddoppieranno a sei. Una di queste celle manda il suo segnale frontalmente sul Borgo Marinaro, uno dei quartieri più popolosi del centro storico, dove Emilio Pierini, che abita con due figli di 15 e 21 anni, ha dato l’assenso per farsi installare la centralina di misurazione della Polab. “La terremo in città per tre anni – spiega Turco – e la faremo girare nelle case di chi fa richiesta: potete rivolgervi a noi tramite il Comune”.

I dati consegnati dalle prime misurazioni, cominciate lo scorso 8 maggio ed effettuate h24, restituiscono dati nella norma, con un picco massimo di 2,89 volt/metro sui 6 previsti dalla legge come limite massimo. Ma le antenne di via Marconi sorgono a 120 metri dall’asilo privato Montessori di via Gramsci. E, in assenza di comunicazioni dai gestori, che l’impianto sia andato in attività è un dato che i residenti hanno ricavato dai disturbi costanti ai canali delle loro tv. Tanto che in queste ore decine di famiglie hanno provveduto a far mettere dei filtri. Oltre al Borgo Marinaro, che viene “colpito” a est, il segnale viene “sparato” a sud ovest, oltre la nazionale, sopra le palazzine di via Gigli e a nord ovest in direzione le Grotte di Loreto, incontrando in linea d’aria la zona delle palazzine di viale Gramsci e dell’asilo. Conferma Turco che le emissioni non riguardano chi si trova immediatamente al di sotto delle antenne. E che se alcune case, nei prospetti elaborati per Polab dall’ingegner Valentina Satta, ricevono sulla parete emissioni pari a 6 volt, “in casa – spiega ancora Turco – il carico scende a 1 volt circa, in quanto il grosso è assorbito da muri e tetto”.

L'antenna dietro al Lidl, tra Loreto e via del Sole

L’antenna dietro al Lidl, tra Loreto e via del Sole

Nessun problema, secondo Turco, per chi adopera strumenti elettromedicali: “Fino a 20 volt/metro di emissioni funzionano senza problemi”, spiega l’ingegnere. Ma la legge attuale è molto permissiva verso i gestori: dal 2001 le antenne sono considerate infrastrutture “di pubblica utilità”, e con i recenti decreti del premier Monti e del ministro Passera la soglia delle emissioni è salita – in quanto si misura la media delle 24 ore e non più nell’arco di 6 minuti – mentre basta un silenzio assenso di 30 giorni per mandare avanti un impianto nuovo. Come è successo per quello di via Marconi, presentato al Comune con una Scia – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – il 7 aprile 2014, a poche settimane dalle ultime elezioni comunali. Il vicesindaco Lorenzo Riccetti aveva provato, appena eletto con la giunta Montali, a dissuadere quelli di Vodafone. “Avevo proposto alla società di trasmigrare l’antenna più lontano dal centro storico – dice l’ex assessore all’Urbanistica -, cogli uffici abbiamo cercato di guadagnare tempo, ma non siamo riusciti a fermarli perché ci è arrivata una diffida a dare risposta alle sollecitazioni di Vodafone”. Che ora monta un impianto di 30 metri di altezza su cui ospiterà, come detto, anche il segnale di Tim. “D’ora in poi – spiega Turco in assemblea – col piano antenne il Comune potrà designare le zone in cui mettere nuovi impianti, ma anche farci trasmigrare quelli già montati, purché riescano a fornire il servizio”. Insomma, da quando c’è il piano al gestore deve bastare che il suo servizio sia soddisfatto. Ma quando sarà pronto il piano? “Entro due settimane”, assicura Turco, che è tenuto alla consegna entro il 22 giugno, con tanto di penale dell’1% del valore del contratto (che è di 36mila euro) per ogni giorno di ritardo. “Bisogna ringraziare l’amministrazione Montali”, dice il dirigente Tommaso Piemontese, mentre l’ex sindaco, anche lei presente, come alcuni esponenti di M5S e Pd, lascia l’assemblea. Da oggi, a far pressione su Polab e uffici, restano i cittadini, con l’aiuto indispensabile del commissario prefettizio.

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