Spaccia ai domiciliari insieme all’amico:
entrambi restano in cella
MACERATA - L'algerino Salami Kaled e il tunisino Ayman Chouchen erano finiti in manette giovedì: oggi si sono difesi dicendo che l'eroina trovata era per uso personale
Spacciava ai domiciliari aiutato da un amico, arresti convalidati per l’algerino Salami Kaled, 22 anni, e per il tunisino Ayman Chouchen, 28. Entrambi restano in cella. Kaled, già finito in manette all’inizio di aprile perché scoperto dai carabinieri a spacciare in zona Duomo a Macerata, ci sarebbe ricascato: stavolta non potendo uscire gestiva lo spaccio da casa attraverso un amico (appunto Chouchen). Giovedì i carabinieri del Norm hanno messo a segno un blitz a casa Kaled, in via Spada Lavini, a Macerata, trovando 10 grammi di eroina. Quando i militari sono entrati Kaled era in compagnia di Chouchen (leggi l’articolo). L’uomo, secondo i carabinieri, che lo avrebbe aiutato a spacciare stupefacente muovendosi lui, a detta degli inquirenti, per vendere la droga. Due gli episodi di spaccio che vengono contestati ai due magrebini: in un caso 0,2 grammi di eroina sarebbero stati ceduti in cambio di un passaggio a Porto Recanati per comprare dello stupefacente, nel secondo 0,2 grammi erano stati venduti per 20 euro. Questa mattina per Kaled (difeso dall’avvocato Domenico Biasco) e Chouchen (assistito dal legale Simone Matraxia) si è svolta la convalida dell’arresto. Entrambi hanno negato che la droga trovata fosse destinata allo spaccio, spiegando che era per uso personale. In sostanza Kaled – nella ricostruzione dei due arrestati – avrebbe incaricato il tunisino di andare a comprare l’eroina. Droga che poi avrebbero consumato insieme. Per entrambi il pm Francesca D’Arienzo ha chiesto la misura cautelare in carcere. Anche alla luce del fatto che Kaled il 2 aprile era già stato arrestato per spaccio e messo ai domiciliari (con tanto di braccialetto elettronico). Il gip Danilo Russo ha accolto la richiesta del pm.
(Gian. Gin.)
