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Paziente fa causa al ginecologo Mantovani
Le avrebbe asportato l’ovaio sbagliato

SAN SEVERINO - E' l'accusa di una donna al primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia. Contestate lesioni colpose e aggravate. Chiesti 350mila euro di risarcimento danni. L'avvocato del medico: «Contestiamo i fatti. Abbiamo già nominato un consulente di parte. Siamo sereni, non c'è stato nessun errore medico e nessuna omissione. Lo dimostreremo»

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Il primario Angelo Mantovani

Il primario Angelo Mantovani

di Marina Verdenelli

Avrebbe asportato l’ovaio sbagliato compromettendo la possibilità per una donna di 36 anni di una futura gravidanza. Questa l’accusa sostenuta da una paziente che ha fatto causa al primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di San Severino Angelo Mantovani, per lesioni colpose e aggravate, e finita oggi al tribunale di Macerata (prima udienza) dopo la conclusione delle indagini preliminari e il rinvio a giudizio per il medico. La paziente chiede un risarcimento danni di 350mila euro. Una vicenda ancora tutta da chiarire e per la quale l’avvocato del primario, il legale Alessandro Arienzo del foro di Pescara, dice: «Contestiamo i fatti e abbiamo già nominato un consulente di parte. Siamo sereni, non c’è stato nessun errore medico e nessuna omissione. Lo dimostreremo». I fatti contestati dall’accusa risalgono al 2011. La paziente oggi, difesa dall’avvocato Lauretta Giulioni, residente nella provincia di Macerata, ha 40 anni. Il 13 dicembre del 2011 è stata operata dal primario Mantovani per una problema all’ovaio destro relativo ad una cisti che ne prevedeva quindi l’asportazione. Dopo due giorni è stata dimessa. Stando alla tesi sostenuta sempre dall’accusa la donna avrebbe scoperto dalle cartelle cliniche ritirate successivamente che l’operazione le era stata fatta all’ovaio sinistro e non destro. Chieste le spiegazioni in ospedale sarebbe stata rassicurata che l’intervento era stato eseguito per la parte giusta. Tornata a casa la donna ha lamentato disturbi. Dopo tre mesi ha fatto altri controlli. Era il marzo 2012. Gli accertamenti avevano evidenziano una cisti ovarica destra più grande rispetto a quella evidenziata nei primi controlli e per la quale si era poi operata. La paziente ha chiamato Mantovani al telefono che però, sempre secondo la tesi dell’accusa, ha terminato la chiamata dicendole che non c’era stato nessun errore e lui non doveva spiegarle nulla. La paziente allora si è rivolta ad una ginecologa di Civitanova. Si arriva a giugno. Chiede la registrazione video dell’operazione all’ospedale di San Severino che però non viene fornita. La donna prosegue i controlli e da esame oncologico fatto il 6 giugno 2012, stando sempre alla tesi accusatrice, si dà parere ad intervenire immediatamente e chirurgicamente sull’ovaio destro. Il 18 giugno viene ricoverata a Villa Igea di Ancona e il giorno dopo viene operata. Asportazione dell’ovaio destro e tutto l’utero. Dimessa il 25 giugno le sarebbe stato accertata la perdita totale dell’organo riproduttivo. Da lì la decisione di intraprendere le vie legali e chiamare in causa il primario chiedendo un risarcimento di 350mila euro. Prossima udienza il 29 febbraio 2016 quando verranno sentiti i testi dell’accusa.


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