Mini rimpasto a Porto Recanati
dopo le dimissioni di 3 assessori

POLITICA - Il nuovo assessore allo Sviluppo Economico e all'Innovazione è Alessandro Palestrini di Sel che prende il posto di Attilio Fiaschetti, il quale rinuncia alla sua delega al Commercio, ma conserva quella delle Politiche Giovanili e resta pertanto in carica come consigliere in appoggio alla maggioranza. L'assessore al Turismo Italo Canaletti ufficializza il suo addio al movimento politico

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Il sindaco Sabrina Montali presenta il nuovo assetto di giunta

Il sindaco Sabrina Montali presenta il nuovo assetto di giunta

di Alessandro Trevisani

Crisi di giunta a Porto Recanati. La guerra intestina tra le diverse anime della maggioranza si chiude con l’addio di Paese Vero e Psi al sindaco Sabrina Montali, mentre Alternativa Civica, con il suo leader Attilio Fiaschetti, resta fuori dalla giunta. Dopo le dimissioni di tre assessori (leggi l’articolo) il sindaco oggi ha ufficializzato un mini rimpasto. Il Montali-bis riporta in auge Sel, con Alessandro Palestrini, candidato non eletto alle comunali 2014, che da esterno è il nuovo assessore allo Sviluppo Economico e all’Innovazione. Prende il posto di Fiaschetti, che lascia la delega al Commercio ma da consigliere manterrà quella alle Politiche Giovanili. Gli assessori Dezi e Canaletti invece riprendono il loro posto dopo le dimissioni dagli incarichi date il 9 aprile insieme con Fiaschetti e con gli ormai ex presidente e consigliere della Farmacia comunale Spa, ovvero Gaetano Agostinacchio e lo stesso Palestrini.

Da sinistra Italo Canaletti, Sabrina Montali, Lorenzo Riccetti e Loredana Zopp

Da sinistra Italo Canaletti, Sabrina Montali, Lorenzo Riccetti e Loredana Zopp

Il quale ci tiene a dire che il suo passo indietro non è servito a prendere la “rincorsa” per un incarico più prestigioso: «Rinunciare alle poltrone serviva a lasciare libero il sindaco di decidere e ricomporre la spaccatura», dice. Riassumendo: si è partiti, 20 giorni fa, dalla feroce contestazione della nomina alla Farmacia di Agostinacchio, leader politico di Paese Vero. Protestano prima Uniti per Porto Recanati, anima ambientalista e di sinistra della maggioranza (sono i veterani della battaglia del Burchio), che conta 6 consiglieri e 2 assessori – il leader è il vicesindaco Riccetti – e poi il Psi, con un comunicato di fuoco firmato anche dai segretari provinciale e regionale, che accusa il sindaco di affidarsi a un ristretto “cerchio magico” di supporter. Alla Montali si contesta cioè di aver premiato Agostinacchio – un ex socialista dei tempi d’oro del Psi al 14% – come riconoscenza per aver proposto il suo nome come candidato sindaco di Noi per Porto Recanati, un anno fa, quindi in barba alle promesse di trasparenza e meritocrazia. A rinserrare la guardia intorno al sindaco arrivano allora le dimissioni dei 5 già detti, dove pesano quelle dei 3 assessori (Dezi, Fiaschetti e Canaletti), senza i quali la giunta non può riunirsi. Alché seguono due settimane di incontri e scontri, col Psi che viene cacciato dalla maggioranza per l’attacco portato alla Montali e Fiaschetti che resta a lungo nel limbo tra maggioranza e opposizione. Agostinacchio appariva il deus ex machina di una manovra avvolgente per indebolire Upp, ma alla fine è proprio lui a sbattere la porta e a trarre tutti d’impaccio. Oggi, in conferenza stampa, c’erano il sindaco Montali, Riccetti, Canaletti ,Dezi, Palestrini e gli Upp Zoppi e Paccamiccio. Montali non nasconde che le lo scontro c’è stato e duro: «Ci sono stati momenti spiacevoli a partire da scelte non condivise», dice, e poi ringrazia così il capro espiatorio Agostinacchio: «Ha capito il momento con un gesto generoso». Ma per la Farmacia come finisce? «La nomina sarà fatta dopo che l’azienda sarà passata da Spa a Srl, in quanto non è più strategica per l’azione del Comune». Come dire, allontaniamo, ridimensionandolo, la pietra dello scandalo (i pronostici parlano comunque di un presidente scelto da Upp). Riccetti è lapidario, ma anche enigmatico: «È ora di dare importanza alle cose importanti. Abbiamo elaborato un metodo condiviso per risolvere, da oggi, le contrapposizioni». Verbo che poi lo stesso Riccetti traduce così: «Per le prossime nomine rispetteremo il criterio meritocratico». Parla anche Canaletti: «Avevamo perso entusiasmo, è stato fondamentale guardarsi in faccia e parlarsi tutti quanti insieme. Paese Vero? Da lì sono uscito: ringrazio Gaetano Agostinacchio, ma le nostre strade si dividono. Da oggi – scherza l’ex scout della parrocchia dei Salesiani – sarò l’assessore in quota Don Bosco». La sensazione è quella di una pace armata, ma con più chiarezza e con la concretezza che deriva da un margine di manovra politica ormai davvero angusto. «Vedremo che cosa saremo capaci di fare», commenta, con schiettezza, Riccetti, mentre la stagione turistica è in partenza e entro il 27 aprile va definito il bilancio per il 2015.

(Servizio aggiornato alle 19)


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