Ripartono i lavori del Glorioso
Pettinari: “Un’incompiuta evitata”
SAN SEVERINO - Entro settembre saranno conclusi i lavori della variante all'ingresso della città, finanziati con i fondi del terremoto del '97. La soprintendenza li aveva bloccati in seguito al ritrovamento di reperti archeologici

Da sinistra Alessandro Mecozzi, Antonio Pettinari e Cesare Martini

Il progetto
di Marco Ribechi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Non sarà un’altra incompiuta. Con questa certezza il presidente della Provincia Antonio Pettinari ha annunciato questa mattina la riapertura del cantiere per la costruzione della variante al santuario del Glorioso, alle porte di San Severino. L’opera, pensata per snellire il traffico in ingresso alla città e per valorizzare il santuario, autentico gioiello del territorio, era stata progettata utilizzando i fondi del terremoto del 1997, finanziamenti ottenuti da Vittorio Sgarbi al tempo assessore comunale. A distanza di anni, quando gli stessi cittadini settempedani sembravano rassegnati a non veder mai realizzata la strada, i lavori potranno riprendere come spiega il presidente Pettinari: «A settembre vedremo la conclusione della variante che rappresenta lo snodo per i collegamenti con Cingoli e Macerata. Inizialmente i costi erano di circa 3,5 milioni di euro, ridotti grazie a un ribasso dell’appalto a 3 milioni. La provincia si impegna a restituire la differenza alla Regione Marche.
Il cantiere sarà riaperto il 4 maggio dopo che gli ultimi reperti archeologici riaffiorati saranno rimossi da una ditta specializzata e trasportati nel museo cittadino. Ho particolare piacere ad annunciare che in questa opera si può evidenziare tutta la professionalità dei tecnici e della struttura amministrativa della provincia che non ha avuto la necessità di affidare alcun incarico esterno: tutto è stato realizzato a partire dal territorio». Le vicende della variante negli anni hanno assunto uno sviluppo singolare soprattutto per i vincoli imposti dalla soprintendenza. In seguito alla scoperta di reperti archeologici i lavori erano stati bloccati in attesa di una nuova autorizzazione. Permesso ottenuto fino all’arrivo del direttore Stefano Gizzi che senza alcun sopralluogo aveva di nuovo bloccato i lavori causando il ritardo risolto solo recentemente.
Soddisfatto il sindaco di San Severino Cesare Martini: «La realizzazione della variante è molto importante anche per una futura valorizzazione dell’area del Glorioso, per cui addirittura c’era il progetto di fare una seconda Abbadia di Fiastra. Purtroppo il direttore Stefano Gizzi ha interrotto le opere senza fornire le dovute motivazioni causando un grave rallentamento che ha danneggiato tutta la città. Ora invece la stessa soprintendenza, con altri responsabili, ha detto che i reperti possono essere rimossi e trasportati al museo, considerando anche che gli agenti atmosferici stavano danneggiando i resti». Solo un problema di sinergia e burocratico che stava rischiando di buttare al vento i quasi 2 milioni di euro già investiti, senza considerare i problemi relativi alla viabilità della zona. Attualmente esiste anche un’altra emergenza per la città di San Severino rappresentata dal collegamento con Tolentino, una delle strade peggiori di tutta la provincia.




vecchio sistema DC di aprire i cantieri in occasione delle elezioni. Attenti alla Lega.