Il ‘sigaro di Churchill’ ritorna a Parigi
 Clementi lo dona all’Ambasciata inglese

LA STORIA - L’erede di sir Winston, il, pronipote sir Randolp Spencer Churchill, scrive al maceratese che fu maggiordomo nella sede diplomatica francese. Accolto dall’ambasciatore sir Peter Ricketts e da sua moglie, Lady Susanna. Un episodio accaduto 57 anni fa nel corso di una visita dello statista. Il prezioso reperto ‘incastinato’ in uno scrigno di cristallo ‘che apparteneva da cento anni alla mia famiglia’ rivela il protagonista di questa incredibile storia

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L’incisione sulla scatola del sigaro

 

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La preziosa scatola centenaria con i resti del sigaro di Churchill

di Maurizio Verdenelli

E il Sigaro (con la maiuscola, proto) ‘trafugato’ dal maceratese Franco Clementi ad uno dei Grandi Vincitori della seconda Guerra mondiale, sir Winston Churchill, finisce in un’antica teca (a cura dello stesso …amabilissimo Arsenio Lupin) nel museo dell’Ambasciata inglese a Parigi, la splendida residenza appartenuta per 11 anni a Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Ma ‘quale trafugamento’ se in realtà lo stesso pronipote dello Statista riconosce, afferma e certifica a chiare lettere che quell’autentico oggetto di culto è poi appartenuto legittimamente all’ex maggiordomo dell’Ambasciata, e cioè allo stesso ‘maitre’ Franco Clementi, 82 anni, maceratese e ‘casettà’ verace! Attestandolo nel retro di una splendida immagine della ‘National Portrait Gallery’ del suo avo. Scrive infatti Randolph S. Churchill (fu ospite nel maggio ’85 insieme con iul principe Carlo d’Inghilterra a Recanati a palazzo Leopardi): “Dr Clementi. Thrilled to hear about your Cigar. Your Randolph S. Churchill”. ‘Emozionato dall’apprendere la storia del ‘suo’ Sigaro. Suo…’. Da osservare come sir Randolph usi non a caso la maiuscola per il termine dell’ormai più famoso sigaro dei tantissimi fumati nella sua vita leggendaria dell’eversore di Hitler. Che costruirono intorno alla sua figura un’alone di leggenda al pari della famosa V (Victory) e del prediletto champagne francese.

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Franco Clementi con l’ambasciatore inglese a Parigi Sir Peter Ricketts

“Che emozione quando a Parigi, qualche mese fa, sorseggiando il tè con l’ambasciatore e l’ambasciatrice sua moglie a Parigi mi hanno consegnato il messaggio del pronipote di sir Winston. Invitandomi di lì a distanza di un anno estato, alle ore 15,30 del 22 ottobre 2015 per un altro tè”.  E’ un fiume in piena il dottor Franco Clementi che ormai 57 anni fa, come ha rivelato questo giornale (leggere l’articolo) riuscì…sparecchiando alla svelta, a tenere per sé il prezioso ricordo di Churchill ospite dell’Ambasciata per una serata indimenticabile e, il giorno, per ricevere da Charles De Gaulle la Croce di Lorena. “All’Eliseo, che è vicino, ci volle andare a piedi” ricorda il dottor Clementi. “Tutto accade il 5  novembre 1958. Nel pomeriggio arriva da Nizza a Parigi con un volo speciale Sir Winston e alle ore 18,99 è in Ambasciata. Lo andai a ricevere direttamente allo sportello della Rolls, offrendogli il mio bracico destro. Percorremmo insieme i sei gradini fino alla porta d’ingresso e qui l’Ambasciatore Sir Gladwyn Jebb gli aprì il suo braccio conducendolo fino all’ascensore. Prima di lasciarlo, lo guardai nel volto e lui lievemente mi sorrise con cordialità. Aveva 84 anni ed uno sguardo molo vispo! Da un’altra auto era intanto sceso il valletto con il materasso personale di Sir Winston che fu portato immediatamente in camera”.

Franco Clementi

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Poi?  «La sera verso le 20, gli ospiti per la cena erano già in attesa che sir Winston scendesse nel salone Giallo accanto alla meravigliosa piccola sala da pranzo tutta ricoperta da arazzi francesi del 17. Secolo. Quando Lui scese tutti allora presero posto. Erano in dieci (il tavolo ne poteva contenere 15) compresa Lady Clementine, giunta da Londra. Un menu degno di Churchill, accompagnato da Don perigno del 1948…»

Si ricorda le portate? «Eccome!. Ho con me, religiosamente, la ‘minuta’ scritta di mia mano in quanto maitre. Polignac, Tournados (alla Rossini ndr) grilles, P. de terre Purèe, salade, Carottes Vichy, Fromages, Bananas flambèes, Consommé and sherry, Filets de Turbot farcis aux Crevettes, Faisan Poele Perigourdine, Purèe de marrons, Salade Mimosa, Haricats verts à l’Anglais, Fromages varies, Glace Viviane Gateeaux. E quando gli ospiti uscirono dalla sala, accesi io, con una candela a Sir Winston il favoloso sigaro, poi Lui andò a sedersi nel Salone Bianco ed Oro. E quando terminò di fumare e depose ciò che restava del sigaro, non mi lasciai sfuggire l’occasione: sostituendo il portacenere con uno pulito e soprattutto prelevando quel prezioso ‘reperto’ appartenuto seppure per poco ma intensamente a quel Grand’Uomo della nostra Storia moderna. Il primo degli Europeisti…»

L'ambasciata inglese a Parigi che fu residenza di Paolina Bonaparte

L’ambasciata inglese a Parigi che fu residenza di Paolina Borghese Bonaparte

E’ la sua analisi, dottor Clementi…? «Sì, non va dimenticato che durante la Conferenza di Yalta nel 1945, partecipava per l’Occidente anche un Roosevelt debilitato gravemente da una malattia che non gli consetiva di resistere alla intraprendenza e voracità territoriale di Stalin. Fu Churchill a tener duro per mantenere unita quella parte d’Europa che si ritrovò nella democrazia a fine conflitto. Ed altri Grandi come De Gasperi, Adenauer e Schumann seppero portare quel Continente ‘salvato’ dalle mire staliniste verso il progetto di Unione Europea. Ma ho pure una tristezza…»

Quale? «Che, sopratutto verso i nostri giovani, non si voglia adeguatamente ricordare come la nostra Nazione Europea, così difficile da raggiungere davvero, nasce da quel periodo terribile da cui siamo usciti grazie a protagonisti come Churchill. Il quale, non a caso, soleva ripetere una sua celebre frase: ‘Una nazione che dimentica il passato non ha futuro’.»

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Il messaggio del pronipote di Sir Wiston Churchill a Franco Clementi

Ritorniamo al sigaro, in conclusione… «Dopo decenni che lo custodivo come una ‘reliquia’ a casa mia, qui a Macerata ho maturato la decisione anche in coincidenza di un anniversario. Non poteva un simile cimelio non ‘ritornare’ in quella sede così prestigiosa che nel 2014 ha festeggiato i due secoli come Amasbasciata di Gran Bretagna in Francia da quando l’aveva acquisita il Duca di Wellington, un altro eroe inglese come sir Winston…»

Allora? «Ho scritto all’Ambasciatore e gli ho espresso il desiderio di donare il sigaro. Sono andato quindi a Parigi ed il giorno dopo mi è pervenuto l’invito ufficiale da parte di Sir Peter e Lady Susanna Ricketts. Così il 22 ottobre, non senza emozione ho preso con me il sigaro che avevo collocato in un piccolo ma prezioso contenitore di cristallo, che apparteneva da cento anni alla mia famiglia. E mi sono recato al n.39 di Rue du Faubourg Saint Honorè, poco lontano dall’Eliseo».

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Il ritratto fotografico ufficiale di Wiston Churchill conservato nella National Portrait Gallery, la cui copia è stata donata a Clementi dal pronipote dello statista inglese

Com’è stato accolto? «E’ stato un incontro molto toccante, cordialissimo: sono stato trattato con affabilità e squisitezza tutta britannica come un vecchio amico che tornava. Ho parlato della mia esperienza come maggiordomo nel biennio 1958-1959. E quando ho consegnato il ‘sigaro di Churchill’, la scena è stata ripresa (una fotografa, cineoperatrice è sbucata fuori all’improvviso). Ed ora anche questa piccola, privata cerimonia apparterrà anch’essa alla storia di questa ambasciata. Che commozione poi quando Lady Susanna mi ha consegnato, dentro una busta con lo stemma dei Churchill, la foto di sir Winston e il messaggio dell’erede che parlava, stupendosi, ‘about your Cigar’. Capito? Con la miuascola e come se quel prezioso reperto dovesse considerarsi ormai il mio a tutti gli efefti e di questo ‘mio’ ne ho fatto di nuovo dono all’Inghilterra».

Tornerà nella ‘sua’ Ambasciata? «Certo, è tutto fissato per un secondo tè a distanza di un anno: il 22 ottobre prossimo. Alle 15,30 in punto. E’ naturale, senza tardare neppure un minuto. Come nella più perfetta tradizione brittanica».

 

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L’invito per il thé in ambasciata il 22 ottobre 2015

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La sala da pranzo dove il 5 novembre del 1968 avvenne la cena in onore di Churchill

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I ringraziamenti per il sigaro da parte di Sir Peter Ricketts all’ex maggiordomo maceratese

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Franco Clementi all’ingresso dell’ambasciata, l’ottobre scorso

 

 

 

 


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