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Il mitico Vincenzo Mollica
si racconta “Prima che…”

TREIA - Due piacevoli ore tra ricordi, emozioni e facezie dal mondo dello spettacolo

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Vincenzo Mollica

Vincenzo Mollica

di Walter Cortella

La prima tranche della stagione di prosa del Comunale di Treia si è conclusa con una originale performance del noto critico televisivo Vincenzo Mollica che ha simpaticamente intrattenuto il pubblico con il suo Prima che mi dimentichi di tutto, un lungo e divertente monologo con il quale ha ripercorso quasi quarant’anni di carriera giornalistica, vissuta a stretto contatto con i più celebri personaggi del mondo della canzone, del cinema e della tv, incontrati in ogni angolo d’Italia, in occasione di tante manifestazioni artistiche. Di ciascuno di essi Mollica, uomo dotato di argutospirito di osservazione e di spiccato senso dell’umorismo e dell’ironia, ha messo in evidenza ogni aspetto artisticoma soprattuttoha saputo coglierne le tante sfaccettature della personalità, anche le più recondite. La grande mole di informazioni, curiosità, aneddoti raccolti in tanti anni di lavoro non meritano, secondo l’ironico giornalista, di dar corpo ad una ponderosa e forse inutile autobiografia che nessuno leggerebbe mai, tuttavia ritiene opportuno di condividerle con qualcuno, nella quiete di un teatro, prima che possa dimenticare tutto.

Mollica si intrattiene con i ragazzi

Mollica si intrattiene con i ragazzi

Ecco come nasce questa conversazione-spettacolo che da diversi anni porta nei teatri italiani, senza che sia mai uguale a se stessa. Con l’attività che svolge, non gli mancano certo argomenti sempre attuali. Nel corso della sua «salottiera» e avvincente conversazione, ha raccontato «a braccio» divertenti aneddoti su personaggi famosi, da Federico Fellini e Giulietta Masina al trio di poeti della canzone italiana, Modugno, Guccini e Dalla; dal grande Totò e la sua Malafemmena alla poetessa Alda Merini, con la quale ha avuto una lunga e proficua frequentazione, alla coppia Franchi-Ingrassia, due comici «stralunati» sfruttati e ingiustamente sottovalutati. Ha ricordato la imbarazzante e curiosa «disavventura» americana di Marcello Mastroianni in casa dell’affascinante FayeDunaway, ha mostrato le immagini della bizzarra intervista ad un giovane Roberto Benigni agli inizi della carriera, pervicacemente appollaiato sulle sue spalle, ha citato l’incontro casuale con i versi spontanei e i taglienti aforismi di Vito Riviello, il poeta contadino di Potenza.

Mollica alla mostra 1

Mollica alla mostra

E tra un ricordo e un aneddoto, una riflessione ed una esternazione c’è un fil rouge musicale che in qualche modo si intreccia con il lungo e interessante racconto che pian piano si dipana. I brani sono interpretati dalla brava Linda Valori, accompagnata alle tastiere da Alberto Marsico, uno dei migliori specialisti europei di organo Hammond. Finora il trio Mollica-Valori – Marsico non si era mai esibito assieme e da questo loro felice incontro, direi quasi casuale,è venuto fuori un piacevole concerto, nel corso del quale la cantante ascolana, ormai vera e propria celebrità in campo internazionale per la sua potenza vocale che trova la massima espressione nel repertorio jazzistico, si è esibita in una dozzina di piacevoli brani, interpretati con stile personalissimo, da I giardini di marzo di Lucio Battisti a Coimbra, resa celebre dalla grande Amália Rodrigues, da Un bacio a mezzanotte di Gorni Kramer a Che sarà, scritta dal nostro Jimmy Fontana nel lontano 1971, da Amore che vieni, amore che vai di Fabrizio De Andrè a Se mai ti parlassero di Nicola di Bari su musica di Charles Chaplin, passando per Que sera sera, cavallo di battaglia di Doris Daye Insieme, uno dei grandisuccessi di Mina. Tutti brani che hanno costellato la nostra vita e la lunga e intensa carriera giornalistica di Vincenzo Mollica, ripercorsa per noi in maniera scorrevole e godibile, a partire dagli inizi, quando il mitico Lello Bersani, principe indiscusso del giornalismo radiofonico prima e televisivo dopo, intravvedendone le notevoli potenzialità, lo esortò a perseverare e lo designò suo degno successore.

Il trio Marsico-Valori-Mollica

Il trio Marsico-Valori-Mollica




E così è stato. Da allora la popolarità di Vincenzo Mollica è cresciuta a dismisura e da tempo egli stesso è diventato un personaggio di spicco nel rutilante mondo dello spettacolo. Ormai non c’è intervista o servizio televisivo sullo spettacolo che non porti la sua firma. Ma Mollica è andato oltre: è entrato di forza nella letteratura fumettistica, grazie alla magica matita di un noto disegnatore di casa nostra. «Finalmente posso rivelare la mia vera identità: sono Vincenzo Paperica, un papero noto tra gli umani come Vincenzo Mollica, cronista con una grande passione per il cinema, il fumetto e la musica leggera. Il primo a scoprire la mia vera natura è stato Andrea Pazienza, in arte Paz. In una notte ad alta temperatura alcolica, la sua matita è stata spietata ed ora sono anch’io un papero disneyano», ha dichiarato in teatro con una malcelata dose di orgoglio. Ma forse questa sua seconda vita era già scritta nel grande libro del destino. Fin da bambino, infatti, Mollica ha coltivato, con la costanzatipica dell’autodidatta, l’arte pittorica in generale e la caricatura in particolare. Non ha mai smesso di fissare su carta il mondo che lo circonda e ancora oggi tra i suoi bagaglinon mancano mai un quadernetto e una matita.

Un vasto campionario di questa sua produzione fumettistica è diventato il corpus di una interessante mostra personale, inaugurata alla presenza del sindaco Franco Capponi e di una nutrita scolaresca nella mattinata di sabato, nei locali espositivi del comune di Treia, mostra che rimarrà aperta per tutto il mese di marzo. In essa c’è un po’ tutto il percorso artistico di un Vincenzo Mollica grafico che non ti aspetti, capace di cogliere gli aspetti più umoristici nascosti nelle cose e nelle persone che lo circondano. E da questi suoi disegni emerge nitida la figuretta del bambino vivace e arguto che alberganel suo corpulento fisico. Un bambino del quale conserva ancora la purezza nello sguardo dolce, offuscato appena dai postumi di un recente intervento chirurgico. È lo sguardo di un uomo gioviale, sereno, profondamente ottimista e innamorato del suo lavoro. La «conversazione», come la definisce lui stesso, unitamente alla mostra dal bizzarro titolo «Scarabocchi in libera uscita» ci hanno piacevolmente sorpreso rivelandoci un Vincenzo Mollica inedito, arguto e ironico, anzi autoironico: «Preso da un impeto testamentario, ho dato alcune disposizioni a mia moglie Rosamaria: per rallegrare con un tocco di colore il cimitero che un giorno mi ospiterà, sulla lapide voglio la foto di Paperica con la seguente dicitura: Qui giace Vincenzo Paperica, che tra gli umani fu Mollica».Davvero un Mollica che non ti aspetti. Che vi dicevo?

(Foto di Nazareno Crispiani)

 


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