Palestra nella stanza di San Gabriele
Gentilucci: “Niente sfratto,
salvati 18 posti di lavoro”

PIEVE TORINA - Le precisazioni del primo cittadino sulla vicenda dei locali dove il santo visse e che oggi fanno parte della casa di riposo: "Il confronto con il parroco è iniziato il 24 ottobre. La struttura che il Comune ha concesso in locazione alla cooperativa non dispone di altri spazi adeguati allo scopo, secondo i dettami della normativa in materia"
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Alessandro Gentilucci

Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci

«Incredulità prima, stupore poi». Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci racconta così la sua reazione alle dichiarazioni rilasciate dal parroco Nello Tranzocchi sul caso della stanza di San Gabriele trasformata in una palestra del centro anziani ospitato nell’ex convento passionista (leggi l’articolo). Il primo cittadino è intervenuto spiegando le ragioni e i retroscena della vicenda.

«Il confronto con il parroco Nello Tranzocchi – scrive Gentilucci –  sulla necessità di adibire l’unica stanza, disponibile e adeguata secondo i vincoli normativi regionali, a “palestra” per l’attività motoria degli anziani, è iniziato alla fine di ottobre e, precisamente, il giorno 24. In quella occasione, il parroco è stato ricevuto dal sottoscritto e dalla giunta comunale. Si è provveduto a fornire tutte le spiegazioni, dovute e non, sulla necessità da parte dell’amministrazione di tutelare i posti di lavoro, ben diciotto che insistono sulle varie attività della casa di riposo. La struttura che il comune ha concesso in locazione alla cooperativa, infatti, non dispone di altre stanze adeguate allo scopo, secondo i dettami della normativa in materia. Non attrezzare la stanza avrebbe significato mettere in pericolo l’esistenza stessa della casa di riposo».

«Tali motivazioni – continua il sindaco – ci hanno spinto, sempre in accordo con la direttrice della cooperativa che gestisce la struttura, semplicemente a spostare alcuni banchi e la via Crucis. Il tutto dopo esserci comunque accertati che le funzioni religiose, già da tempo, venivano celebrate dallo stesso sacerdote nel salone comune della struttura e non nella stanza che fu di San Gabriele. Niente è stato sottratto e nessuno è stato sfrattato come invece si vuole far credere, non fosse altro che in rispetto della storia, anche religiosa, della nostra comunità. Tra l’altro, la legge non prevede che si chiedano autorizzazioni alla parrocchia per spostare alcune sedute. Ne’ la cooperativa aveva bisogno dell’autorizzazione del sindaco per effettuare spostamenti non straordinari o strutturali».

Stanza di San Gabriele

L’ex stanza di San Gabriele oggi adibita a palestra della casa di riposo di Pieve Torina

«Paradossalmente – precisa Gentilucci – il sottoscritto è intervenuto a tutela della Chiesa e non a discapito come si vorrebbe far credere. Per tutelare da un lato la casa di riposo e dall’altro lato il valore anche storico di quella stanza, il sindaco ha ritenuto di comportarsi da buon padre di famiglia ricorrendo al compromesso di mantenere intatta la struttura originaria della stanza pur utilizzandola anche per l’attività motoria degli anziani, provvedendo semplicemente a mediare tra due necessità: fede e pane. Una convinzione che si è confermata quando lo stesso parroco, Tranzocchi (come ammesso in una lettera a sua firma dal titolo “La concordia nella verità”), ha personalmente ritirato la denuncia querela, senza fondamento, presentata alla Stazione dei Carabinieri di Pieve Torina. Tutto sembrava superato e la scelta operata da tutti accettata. Non capisco, quindi, la volontà di tornare su una questione che l’amministrazione comunale, ma anche la comunità, consideravano risolta. Francamente non mi sento di prestare il fianco a strumentalizzazioni di alcun genere, tanto meno quando sembrano avere un taglio politico pur riguardando questioni, come la Fede e la storia, che di politico non dovrebbero avere proprio nulla».



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