Il cinema Italia chiude:
“Manca la volontà politica”

MACERATA - La programmazione si ferma l'8 gennaio, con gli ultimi film "Neve" e "Un gatto a Parigi", annullando i successivi "Pride" e "Il sale della terra" di Wenders e Salgado. Rinaldelli Uncinetti contro il Comune: "Questa non solo è una politica illusionista: è una politica bugiarda! "
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Il Cinema Italia

Il Cinema Italia

 

Con un comunicato di Maurizio Rinaldelli Uncinetti, presidente dell’associazione culturale e cinematografica “Nuovo Cinema”, il Cinema Italia annuncia la chiusura il prossimo 8 gennaio accusando l’amministrazione comunale cittadina di fare una politica non ‘illusionistica’ ma bugiarda. L’associazione aveva avuto il rinnovo della concessione dalla Provincia lo scorso 9 dicembre, non ancora formalizzata (leggi l’articolo). Di seguito il testo del j’accuse del presidente dell’associazione per i mancati contributi del Comune:

«Riguardo al Cinema Italia ci è stato detto che l’Amministrazione Comunale non vuole fare una politica “illusionista”, facendo apparire soldi che non esistono. Bene.
 Prima però ci era stato detto, rilanciando ad una nostra richiesta di contributo, che sarebbe stato più opportuno – e più generoso- un finanziamento ad un progetto con altre Associazioni maceratesi. Salvo poi smentire se stessi -quando abbiamo presentato la lista delle associazioni interessate- sostenendo che il Comune non può avallare favoritismi tra associazioni (su questo sarebbe interessante aprire un confronto tra le poche associazioni sovvenzionate e le altre; rispetto al recente Bando Europeo corredato di borse-lavoro, per esempio).
 Poi ci hanno detto che la nostra fretta di rinnovare la concessione con la Provincia (rinviata per 2 anni e mezzo, da giugno 2012 a dicembre 2014!) avrebbe compromesso la possibilità di ottenere la sala in comodato d’uso gratuito, fatto che avrebbe permesso al Comune di pagarne le spese di gestione. Ma questo è falso, perché nessuno in Provincia ne ha mai sentito parlare e tale richiesta non esiste agli atti.
 Poi ci hanno detto che il Comune non potrebbe finanziare una struttura non di sua proprietà. Falso! Esistono decine di strutture private o di altri enti pubblici che hanno ricevuto finanziamenti dal Comune (tra gli altri il teatro Don Bosco, il teatro di Villa Potenza, l’ex-Upim: 300.000 e 100.000 euro solo i primi due!).
 Poi hanno detto che un’amministrazione Comunale non può occuparsi direttamente di un cinema. Falso anche questo! Non lontano da qui, non nel Nord-Europa, ma a Civitanova, il Comune gestisce due sale, recentemente dotate con soldi pubblici dello stesso impianto 4K che dovremmo installare noi a nostre spese. Ci hanno anche detto che ormai era troppo tardi per avere un contributo nel 2014 (peccato che noi lo abbiamo chiesto per la prima volta nel 2012 e il colloquio per l’ultima richiesta data giugno 2014) e che se ne poteva parlare semmai per il 2015. Bene, ci siamo! Il 2015 è arrivato, nel più assordante silenzio.
 Hanno però dichiarato pubblicamente in più occasioni che il Cinema Italia é una risorsa irrinunciabile per la città, salvo poi evitare di fare qualcosa di concreto per sostenerlo.
 Questa non solo è una politica illusionista: è una politica bugiarda! 
Intanto noi per sicurezza -e per correttezza nei confronti del pubblico, senza dare ulteriori illusioni- constatata la evidente mancanza di volontà politica ad intervenire, l’8 gennaio chiudiamo il cinema.

La programmazione si ferma con gli ultimi film Neve e Un gatto a Parigi, annullando i successivi Pride e Il sale della terra di Wenders e Salgado, che avevamo strappato a fatica ai distributori. Film che probabilmente i maceratesi non vedranno mai, come molti altri in futuro.
 Intanto 477 liberi cittadini -che ringraziamo- hanno firmato una petizione a sostegno del cinema depositata in Comune.
 Intanto stanno per scadere i termini del bando Regionale per la digitalizzazione e Macerata rischia di perdere 35.000 euro già concessi e non ancora erogati (fidejussione già pagata da noi) restando senza neanche una sala cittadina, con la forte probabilità che una volta chiuso il Cinema Italia lo sarà per sempre, poiché nessun altro potrà sostenere da solo le spese per un nuovo impianto. A chi ha scritto che battiamo già cassa e che gli altri competitors sarebbero stati svantaggiati, rispondiamo che sono 8 anni che paghiamo di tasca nostra tutte le spese -se vi sembran pochi!- e che la porta è aperta a chiunque, noi non abbiamo ancora firmato il rinnovo del contratto di gestione. Per il futuro speriamo solo che i prossimi amministratori siano meno sordi e ciechi di quelli attuali, capaci di vantarsi per aver reso un’intera città un museo, lasciando morire tutto il resto. Per i quali la cultura è una perenne inaugurazione, un evento senza alcun altro esito che sé stesso. Facciamo gli auguri a tutti per una città più vitale e più degna di questa, che crediamo di meritare. Ma non preoccupatevi: noi non ci saremo, avremo già tolto il disturbo. Buon 2015.»



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