Cresce in regione
il peso dell’industria maceratese

LA CLASSIFICA - La provincia conta 43 aziende tra le maggiori 200 delle Marche. L’annuale indagine delle Fondazione Merloni ha rilevato, però, come il perdurare della situazione di crisi economica abbia determinato un’accentuata variabilità, sia in termini di crescita dei fatturati, sia in termini di redditività delle imprese
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L’interno di un’industria maceratese

di Alessandro Feliziani

Tra le duecento maggiori società industriali marchigiane, più di una ogni cinque ha sede nella provincia di Macerata. L’area geografica maceratese è seconda per concentrazione di industrie di media e grande dimensione dopo la provincia di Ancona, che ne conta poco meno della metà del totale. Con 43 società industriali presenti tra le maggiori 200 delle Marche, la provincia di Macerata supera il pesarese (39) e le altre due province messe insieme, Fermo (25) e Ascoli Piceno (11).
Il dato emerge della classifica delle imprese industriali marchigiane elaborata per conto della Fondazione Aristide Merloni da un’équipe di ricercatori coordinata dai professori Valeriano Balloni e Donato Iacobucci dell’Università Politecnica delle Marche.
La classifica generale è stata compilata sulla base del fatturato di ogni azienda riferito al 2013. In testa figura la Indesit Company, di cui proprio in questi giorni gli americani della Whirlpool stanno completando l’operazione di acquisizione. Per trovare la prima delle industrie con sede nel maceratese bisogna scendere al nono posto dove, con un fatturato di 265 milioni di euro, troviamo Poltrona Frau di Tolentino. Nella classifica maceratese seguono, nelle prime dieci posizioni, iGuzzini Illuminazione di Recanati, Lube Industrie di Treia, Clementoni di Recanati, Industria Chimica Adriatica di Civitanova, Giessegi Mobili di Appignano, Finprojet (pelli, cuoio e calzature) di Morrovalle, Fornari di Civitanova, Manifattura Paoloni di Appignano e Falc di Civitanova. Per le prime cinque aziende si è trattato di un consolidamento delle posizioni che già detenevano nella classifica dell’anno procedente, mentre quelle che hanno scalato diverse posizioni in virtù di un consistente aumento di fatturato sono state le due imprese di Appignano. La Giessegi, che opera nel settore del mobile, ha visto salire in un anno il proprio fatturato da 60 a 79 milioni di euro, mentre Manifattura Paoloni (settore tessile-abbigliamento) è passata da 41 a 56 milioni. Percorso inverso, invece, per la Fornari SpA, colpita da una difficile situazione finanziaria a fine 2012. L’azienda calzaturiera civitanovese nel 2013 è entrata nella procedura di concordato preventivo con una perdita nel risultato economico operativo e un calo di fatturato da 79 a 59 milioni.

Fonte: Classifica delle imprese marchigiane

Fonte: Classifica delle imprese marchigiane

impreseL’indagine condotta dal gruppo di ricerca non si è limitata a stilare una classifica sulla base dei valori assoluti di fatturato, ma ha indagato più a fondo nei bilanci delle aziende, i cui dati aggregati hanno confermato la situazione di stagnazione in cui ha operato l’intero comparto manifatturiero. Complessivamente le vendite sono cresciute in un anno di appena l’1,8%, con una contrazione del mercato italiano dell’1%, mentre le vendite all’estero – aumentate del 5,3% – hanno confermato le potenzialità d’internazionalizzazione delle imprese marchigiane. Per non tutte però, l’export si è rivelato un’ancora di salvezza. Sia perché ogni impresa può vantare una quota di export più o meno accentuata, sia perché la tipologia di prodotto e le situazione congiunturali di alcuni particolari mercati hanno fatto la differenza tra un’azienda e l’altra e tra un comparto produttivo e l’altro. Un caso da sottolineare è quello della Clementoni, l’azienda recanatese di giochi intelligenti, le cui performance di crescita registrano un costante e continuo aumento delle vendite mai interrotto dal 1998 ad oggi.
Limitando l’indagine all’area maceratese, solo venti aziende – quindi meno della metà – hanno aumentato il giro d’affari e, di queste, quattordici hanno superato il 5%.

Oltre alle già citate aziende di Appignano, Manifattura Paoloni (+37,9) e Giessegi (+31,5), hanno avuto un buon progresso di fatturato Laminox di Sarnano (20,6%), Clementoni (18,3%), Nuova Simonelli (15,8%), Poltrona Frau (11,3%), Goldenplast di Potenza Picena (10,4%), Halley Informatica di Matelica (9,8%), iGuzzini Illuminazione (7,9%), Hugo Boss Shoes & Accessori Italia di Morrovalle (7,5%), Lube di Treia (7,2%), Tombolini di Urbisaglia (6,4%), Tecnostampa di Recanati (5,2%), Corplast di Corridonia (5,1%). Un caso particolare è rappresentato da Valenti & Co., azienda recanatese del settore argenteria che, contabilmente, ha visto salire il fatturato da 11 a quasi 16 milioni di euro, con una percentuale di + 42,2%. Questo risultato, però, come viene sottolineato dagli autori dell’indagine, è frutto delle incorporazioni avvenute nel corso del 2013 di due altre società, la Infinity e la Mida.
Tra le oltre venti aziende che, invece, hanno visto ridursi il loro giro d’affari, oltre alla Fornari, di cui abbiamo parlato sopra, figurano anche altre due aziende che nel corso del 2013 hanno vissuto periodi di crisi aziendale, quali Paciotti (-19,2%) e Conceria del Chienti (-14,9%). La prima è in stato di concordato preventivo, mentre la seconda, dopo essere stata posta in liquidazione a metà 2013, dalla primavera scorsa è risorta a nuova vita grazie ad un accordo di parziale acquisizione con un gruppo industriale cinese.
La classifica delle aziende maceratesi cambia notevolmente se si prende in considerazione un altro indice valutato dall’équipe di analisti della Fondazione Merloni, cioè il margine di profitto sulle vendite. Tale indice è calcolato rapportando l’utile netto con il fatturato e nella quasi totalità, leggendo la classifica, si può notare come anche in presenza di una forte espansione dei ricavi non abbia fatto sempre riscontro nel 2013 un altrettanto positivo risultato d’esercizio. Fa eccezione, a questo andamento contrastante, la Nuova Simonelli di Belforte del Chienti, la quale a fronte di un aumento annuo del giro d’affari del 15,8% ha registrato nel 2013 un risultato d’esercizio percentualmente quasi identico: 15,1%. Un dato che, nella graduatoria di questo particolare indice di redditività, la pone al primo posto tra le aziende maceratesi e al quinto posto assoluto nella graduatoria delle imprese industriali marchigiane, preceduta dalla pesarese HSD (azienda di apparecchiature meccaniche di precisione), dalla Faber elettrodomestici di Fabriano, dalla Nuova Sima di Genga e dalla Benelli Armi di Urbino. Tra le aziende maceratesi seguono in questa particolare graduatoria: Halley Informatica di Matelica (8,5%), Fintel Energia Group di Pollenza (8,5%), Delta calzature di Civitanova (8%), Lead Time metallurgica con sede a Caldarola (5,5%), Goldenplast di Potenza Picena (6,2%), A.P.M. Macerata (3,7), Manifattura Paoloni (3,6%), Nova Vetro di San Severino (3,3%), Industria Chimica Adriatica (3%). Tutte le altre con percentuali inferiori o addirittura con risultati negativi.



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