Mozione Croce Verde a porte chiuse
“Attentato alla democrazia e alla libertà”

MACERATA - Bagarre in Consiglio. I componenti delle forze di opposizione puntano il dito contro il presidente Mari e il Pd che hanno chiesto di discutere in seduta segreta la questione relativa a Stefano Monachesi che sta scontando una condanna con i servizi sociali nella onlus di cui è presidente. "E' come dire che Berlusconi sta scontando una pena a Mediaset", accusa Anna Menghi che ritira l'atto e abbandona l'aula. Francesca D'Alessandro: "Non volevamo fare il tribunale a nessuno". Giorgio Ballesi: "Hanno disimparato l'esercizio della democrazia"
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La conferenza stampa convocata a margine del Consiglio comunale: da sinistra Francesca D'Alessandro, Fabio Massimo Conti e Anna Menghi

La conferenza stampa convocata a margine del Consiglio comunale: da sinistra Francesca D’Alessandro, Fabio Massimo Conti e Anna Menghi

di Alessandra Pierini

(foto di Guido Picchio)

“Morte della democrazia”, “svuotamento delle istituzioni”, “attentato al ruolo e alla libertà di espressione del Consiglio”: sono questi i termini con cui i consiglieri di opposizione di Macerata hanno condannato la decisione della maggioranza di discutere a porte chiuse la mozione sulla Croce Verde e sul suo presidente, presentata da Anna Menghi dell’omonimo comitato. In particolare la mozione della Menghi muove dalla duplice condanna che Monachesi sta scontando con i servizi sociali alla Croce Verde (leggi l’articolo) e in seguito alla quale la Menghi chiedeva l’impegno dell’amministrazione “a verificare la legittimità di una convenzione firmata da Monachesi in qualità di presidente della Croce Verde, la legittimità della permanenza della srl nei locali della onlus, l’opportunità della permanenza di Monachesi come coordinatore dei servizi alla Sintegra e a valutare la permanenza del ramo d’azienda Smea in relazione agli obiettivi del Comune”.

Stefano Monachesi, presidente della Croce Verde

Stefano Monachesi, presidente della Croce Verde

Al centro della polemica il presidente del Consiglio Romano Mari e il Pd, quasi al completo. Mari era finito nel ciclone già dopo la conferenza dei capigruppo, quando aveva chiesto la discussione a porte chiuse della mozione. Durante la riunione era poi arrivata una lettera di diffida dello stesso Monachesi a discutere la questione in Consiglio. Ieri, in apertura dell’assise, il presidente del Consiglio aveva voluto chiarire la sua posizione: «La mozione verte su questioni personali concernenti un amministratore. Per questo ho ritenuto necessario chiedere una seduta segreta come previsto dall’art. 1 del regolamento. Questa posizione è stata confermata dal segretario. Durante la conferenza è arrivata la lettera di diffida dell’amministratore a discutere in consiglio della questione. Ho subito informato i capigruppo, poi con logica democratica ho messo in discussione la mozione». Oggi però Mari, cambiando direzione, chiede di discutere la mozione a porte chiuse e a seduta segreta perchè si parla di questioni inerenti la sfera personale.

Fabio Massimo Conti e Anna Menghi

Fabio Massimo Conti e Anna Menghi

Anna Menghi non ci sta e replica: «La sfera personale di Stefano Monachesi non c’entra niente. Vogliamo parlare di una onlus e di una azienda di cui il Comune è proprietario al 51%. E’ una questione politica, non tecnica. E’ ora di smetterla con presunte questioni omertose che nascondete con tecnicismi. Se non c’è volontà di parlare a porte aperte, lascerò l’aula».
A questo punto il Consiglio ha votato, scegliendo di discutere a porte chiuse. Hanno votato a favore della richiesta il sindaco Carancini e la maggioranza dei consiglieri del Pd (esclusi Romeo Renis e Ulderico Orazi che si sono astenuti), oltre a Stefano Blanchi dei Comunisti Italiani per un totale di 13 voti.  L’opposizione compatta ha espresso la sua contrarietà collezionando 9 voti. Si sono astenuti anche Luciano Borgiani della Federazione della Sinistra, Antonio Carlini di Pensare Macerata e Gabriella Ciarlantini dei Verdi.

Il sindaco Carancini, l'assessore Blunno e il presidente Mari in Consiglio

Il sindaco Carancini, l’assessore Blunno e il presidente Mari in Consiglio

A questo punto la Menghi e i componenti dell’opposizione (esclusi i consiglieri Udc) sono usciti dall’aula e hanno convocato una conferenza stampa per condannare quanto accaduto. 
«Già in passato, dopo il licenziamento di alcuni dipendenti della Croce Verde onlus- ricorda il consigliere –  il Consiglio delegò la commissione Servizi Sociali – ad approfondire la questione. Fu ascoltato il presidente Monachesi e all’improvviso i consiglieri di maggioranza fecero sapere che la questione non interessava più, nonostante anche l’attuale segretario del Pd Francesco Comi smentì il taglio dei finanziamenti che Monachesi sosteneva fosse la causa dei licenziamenti». La Menghi passa quindi a commentare la notizia della condanna per gestione dei rifiuti non autorizzata e violazione delle disposizioni contro la criminalità mafiosa che Monachesi sta scontando alla onlus: «E’ come dire che Berlusconi sta scontando una pena a Mediaset. Monachesi è coordinatore dei servizi Sintegra e anche il Cosmari ha fatto sapere che vuole vederci chiaro. Perchè il Comune non fa niente? Io avrei voluto un pubblico dibattito per capire come mai abbiamo ancora un ramo d’azienda della Smea. Dobbiamo forse farci la gestione del cimitero o l’impianto di cremazione? Vorrei sapere se è vero, come è vero, che Monachesi, già condannato, ha firmato una convenzione per la gestione di un pulmino sociale con il dirigente del servizio. Ha omesso di informare della sua condanna durante la firma? Ancora, Monachesi quanto prende per l’incarico al Cosmari? Che orario fa alla Croce Verde e al Cosmari? Forse stiamo pagando uno stipendio a qualcuno che neanche va a lavoro?». Poi la Menghi attacca in vista delle elezioni comunali del 2015: «Questo centro sinistra nella prossima campagna elettorale deve dare una svolta forte, credo che sia ora di cambiare. Questa città deve farci capire cosa vuole. Non c’è da avere paura nel sapere la verità e le minacce di un condannato non possono bastare ad avviare un percorso di questo tipo».

Francesca D'Alessandro (Mènc)

Francesca D’Alessandro (Mènc)

Si dice esterrefatta Francesca D’Alessandro di Macerata è nel cuore: «Stanno svuotando le istituzioni. La conferenza dei capigruppo ha deciso delle cose completamente stravolte dal presidente Mari. La decisione di discutere la mozione a porte aperte era stata presa nonostante la lettera di Monachesi, sospettosamente arrivata al momento giusto. Poi oggi Mari cambia le carte in tavola e copre tutto con l’ennesimo velo di ipocrisia. Non avevamo intenzione di fare il tribunale , non siamo contro nessuno ma chiediamo che le cose siano fatte alla luce del sole. Con questo atto si certifica la morte della democrazia in questa città».

Amara la constatazione di Fabio Massimo Conti (Lista Conti – Macerata vince): «La mozione Menghi ha ottenuto il voto unanime dell’opposizione anche se qualcuno è immediatamente sparito e non ha partecipato a questa conferenza stampa» ha detto facendo riferimento ai consiglieri di Forza Italia.
Giorgio Ballesi dell’omonimo comitato ha concluso analizzando anche le questioni formali: «In questa mozione di privacy non c’è nulla, non si discute della condanna, ma si chiedono valutazioni di natura oggettiva. A questo punto, se la maggioranza ha ritenuto necessaria una seduta a porte chiuse, viene da pensare che c’è qualcosa che non sappiamo e che rischiava di venir fuori. A questo punto nessuna discussione si potrà più fare a porte aperte. Si è impedito al consiglio comunale di discutere con un attentato al ruolo e alla libertà di espressione del Consiglio. Io faccio fatica a riconoscermi. Quando si dice che l’opposizione non fa abbastanza è perchè qualcuno ha disimparato l’esercizio della democrazia».

Banchi vuoti dopo che l'opposizione è uscita dall'aula

Banchi vuoti dopo che l’opposizione è uscita dall’aula

Il Consiglio comunale si era aperto, dopo la pausa estiva, ieri pomeriggio con una prima seduta nel corso della quale sono state approvate delibere relative al bilancio e ad alcune riduzioni della Tassa sui rifiuti.

Il primo provvedimento, riguardante le variazioni di bilancio, è stato approvato con 17 voti favorevoli (maggioranza), 10 contrari (minoranza) e 2 astensioni (Udc) mentre quelli relativi agli equilibri generali e al riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio sono stati licenziati, entrambi, con 17 voti a favore (maggioranza) e 12 contrari (minoranza).
La delibera sui provvedimenti in materia di riduzioni della Tari, emendata, è stata approvata con 14 voti favorevoli (Pd, Luciano Borgiani della Federazione della sinistra, Pierpaolo Tartabini de La Sinistra per Macerata, Massimiliano Sport Bianchini di Pensare Macerata e Gabriella Ciarlantini dei Verdi Macerata), 8 contrari (Giuliano Meschini dell’Idv, Guido Garufi del Gruppo autonomo, Deborah Pantana, Riccardo Sacchi, Francesco Formentini e Francesco Luciani di Forza Italia, Marco Guzzini del Gruppo misto e Uliano Salvatori di Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionale).
Unanimità di consensi, invece, per la delibera relativa alla cessione all’Anffas, da parte dell’Amministrazione comunale, della nuda proprietà dell’immobile che ospita il centro riabilitazione e residenziale dell’associazione onlus. L’acquisizione è stata richiesta dall’Anffas perché legata alla necessità di ottenere finanziamenti per il completamento e l’ampliamento delle proprie strutture diventate ormai insufficienti. Il corrispettivo della cessione consisterà nell’erogazione di servizi sociali alla collettività maceratese.

Francesca D'Alessandro e Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore e Giorgio Ballesi

Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore e Giorgio Ballesi

Un momento della conferenza stampa di questo pomeriggio

Un momento della conferenza stampa di questo pomeriggio

 



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