Monachesi sconta una pena
con i servizi sociali alla Croce Verde:
“E’ un incidente di percorso lavorativo”

MACERATA - Il presidente della onlus fa un turno a settimana. Tre le sentenze a suo carico: la prima per diffamazione, la seconda legata al patron dell'Avellino Casillo e l'ultima per gestione non autorizzata dei rifiuti a Genova: "Sembrava una sciocchezza, gli avvocati mi hanno rassicurato fino alla fine. Ho aperto un dossier contro il mio legale di allora per danneggiamento"
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Stefano Monachesi

Stefano Monachesi

 

di Alessandra Pierini

«Faccio un turno a settimana alla Croce Verde per scontare una pena dovuta ad un incidente di percorso lavorativo ma in ambulanza per la Croce Verde ci sto molto più spesso». A dichiararlo è Stefano Monachesi, presidente della Croce Verde e la pena da scontare è legata ad una condanna per gestione di rifiuti non autorizzata, in seguito alla sentenza del Tribunale di Genova. 
«E’ un incidente di percorso lavorativo. Quando lavoravamo alla Fincantieri a Genova, ci fu un controllo dell’Arpal. Agli operai fu contestato lo schiacciamento di barattoli di vernice vuoti. L’Arpal considerò l’operazione come un trattamento di rifiuti mentre per noi era un ridimensionamento. Il verbale emanato diede il via a un percorso giudiziale. Gli avvocati erano tranquilli e mi hanno sempre rassicurato che era una sciocchezza.  Dopo 7 anni, quando anche gli avvocati pensavano ormai che il procedimento fosse caduto in prescrizione, è invece arrivata la decisione del Tribunale. Per di più il mio legale si è dimenticato di chiedere i benefici di legge, è quindi scattata la condanna. Ora ho aperto un dossier con un altro legale per chiedere i danni all’avvocato». Monachesi comunque non si sottrae alle sue responsabilità: «Chi sbaglia paga, è giusto che pago io che avevo nella questione la responsabilità. Credo che le condanne vanno rispettate a prescindere, sempre».
Monachesi, che attualmente ha un ruolo di coordinatore nel Cosmari, ha tre sentenze a suo carico.  La prima è una multa per diffamazione legata ad una vicenda del 1995 quando Monachesi contestò un dirigente regionale dell’epoca. La seconda è legata alla vicenda Casillo e alla presenza di Monachesi nell’Avellino. «All’epoca alla moglie di Casillo fu indagata per un sistema aziendale a scatole cinesi – spiega Monachesi – e l’indagine si estese al patron dell’Avellino, coinvolgendomi. Scelsi di patteggiare per chiudere subito la questione, poi però Casillo fu assolto completamente».
Per la vicenda di Fincantieri, invece, Monachesi è stato condannato a sei mesi e 10mila euro di multa. Il tribunale ha disposto l’affidamento per sei mesi ai servizi sociali che sta svolgendo nella Croce Verde.  La condanna per queste sentenze, oltre alle ore di volontariato,  prevede il divieto di uscire dal territorio della provincia e l’obbligo di restare nella sua residenza dalle 23 alle 6.

 

 



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