Rifiuti, la parola a Monachesi:
“Avanti con la differenziata,
no al porta a porta”

Si è riunita la Commissione Ambiente e Territorio. L'Amministratore Smea: "Con il nostro progetto si evita l'aumento della Tarsu"
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La protesta dei dipendenti Smea nel Consiglio comunale di martedì

di Alessandra Pierini

5 aprile 2011. E’ questa la fatidica data, termine ultimo concesso dal  Cosmari  al Comune di Macerata per dare una svolta alla trattativa per la cessione delle quote Smea. Il 6 aprile, infatti sarà discusso il ricorso al Tar promosso dal Comune di Macerata contro la delibera del Cosmari che prevede il pagamento di una quota più alta per quei comuni che non hanno raggiunto il risultato minimo previsto nella raccolta differenziata e tra questi c’è anche Macerata. Considerato che tra le condizioni poste dal Cosmari per l’acquisto della Smea, c’è anche il ritiro da parte del Comune del ricorso, è evidente che questo dovrebbe avvenire appunto prima della sua discussione.

Mentre proseguono i ragionamenti e i colloqui tra le parti in causa per definire la trattativa, la Commissione Ambiente e Territorio del Consiglio Comunale di Macerata si è riunita questo pomeriggio per affrontare il problema da un altro punto di vista, quello del servizio finale ai cittadini. Presenti in commissione anche il Presidente della Smea Tarcisio Marzialetti  e il direttore generale Stefano Monachesi. Assente il Sindaco Romano Carancini  che ha lasciato le redini all’assessore Enzo Valentini.

Il problema che si è posto nel corso della seduta è stato quello della Carta dei servizi, cioè delle tipologie di servizi di cui la città avrà in ogni caso bisogno per essere mantenuta pulita e dei costi degli stessi. L’argomento raccolta rifiuti, servizio primario per il singolo cittadino, può sembrare qualcosa di scontato e semplice eppure la questione appare nebulosa e molti dei consiglieri presenti sono usciti dalla Sala Giunta del Comune di Macerata con interrogativi e incertezze, sia sul futuro della Smea, sia su quale sia realmente la soluzione migliore per sanare la situazione.

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Stefano Monachesi

 

Il problema nasce dal fatto che, in base alla legge sulla stabilizzazione finanziaria, il Comune di Macerata potrà infatti mantenere solo una partecipata e entro il 31 dicembre 2011 dovrà mettere in liquidazione tutte le altre, tra le quali anche la Smea. L’incertezza nella trattativa con il Cosmari per la cessione delle quote della Smea al prezzo di 2.750.000 euro, aveva anche suscitato nei giorni scorsi la protesta dei lavoratori della Smea che con cartelli polemici hanno partecipato al Consiglio Comunale di martedì scorso chiedendo chiarimenti al sindaco e anche oggi pomeriggio hanno affollato la seduta della Commissione III.

E’ stato Narciso Ricotta (Pd) a spostare la discussione sulle implicazioni pratiche che la cessione comporta a proporre di affrontare le problematiche connesse con la gestione dell’igiene urbana in un tavolo che coinvolga tutte le parti sociali lavoratori compresi: «Anche nel caso in cui la trattativa con la Smea non vada in porto – ha precisato il capogruppo del Pd – questa è l’occasione per riflettere  sul futuro e per ripensare una città pulita. Chiediamo che l’amministrazione accolga questo progetto come frutto del contributo di tutti per poi presentarlo al Cosmari e chiedere possibilità e costi».
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di costi e dei 44.000 euro risparmiati in due mesi di raccolta differenziata a Piediripa e Sforzacosta. E’ stato Stefano Monachesi, amministratore Smea a difendere l’operato della Smea: «Noi creiamo progetti su commissione dell’ente. Secondo noi Macerata non si presta alla raccolta porta a porta. Tra l’altro sul porta a porta molti stanno facendo marcia indietro anche perché il costo a livello di usura della forza lavoro è alto. Con il progetto che noi abbiamo elaborato per Macerata si potrebbe evitare l’aumento del 23% della Tarsu».
L’assessore Valentini ha fatto leva sui tempi ristretti: «Se non prendiamo una decisione subito, rischiamo di dover ricorrere alla gara.»
A questo punto Monachesi sbotta: «Questo è terrorismo da evitare. Se veramente tenevamo a chiudere la trattativa col Cosmari, dovevamo evitare di farci mettere nel sacco dal Cosmari con la storia del ricorso al Tar». L’amministratore Smea dice la sua anche sulla strada da seguire:«C’è una legge da rispettare alla quale corrisponde un percorso preciso. Non possiamo inventarci niente. Il problema secondo me non sta nei servizi che potremmo offrire , o nella scelta tra porta a porta o meno. Penso che, per legge, la gara sia inevitabile. Macerata non ha bisogno di contrapporsi ma di ragionare su progetti».



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