Una sola multi-utility per la provincia?
Aziende e sindaci dicono sì

Tavola rotonda promossa dai sindacati per avviare il processo di unificazione delle municipalizzate Apm, Atac, Assm, Assem e Astea. Condivisione dei soggetti coinvolti che si impegnano ad uno studio di fattibilità da redarre in tre mesi
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Marco Ferracuti (Cisl Marche) Emilio Miceli (Filctem Cgil) e Romano Carancini

 

di Gabriele Censi

Importanti novità per i servizi pubblici locali di acqua, gas e per gli altri servizi essenziali, sono  state emanate e altre si profilano all’orizzonte. Cosa si può fare per governare il cambiamento e  salvaguardare i cittadini-utenti ed i lavoratori delle aziende interessate? Se n’è discusso oggi a Piediripa nella sala convegni della Provincia di Macerata su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil . Alla tavola rotonda “Cosa Bolle in Pentola?” erano invitati il presidente della Provincia e i sindaci dei comuni di Macerata, di Recanati, Civitanova,  di Tolentino e di San Severino ma soltanto alcuni di loro hanno presenziato. Folto il pubblico richiamato dai sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl- Flaei Cisl – Uiltec-Uil e FederUtility,  con la partecipazione anche del segretario nazionale Filctem Cgil Emilio Miceli e il segretario regionale Cisl Marche Marco Ferracuti. Il giornalista Luca Romagnoli ha atteso più di un ora per dare avvio al dibattito per la mancanza di molti dei protagonisti istituzionali. C’erano invece tutti  gli amministratori delle cinque aziende pubbliche che gestiscono acqua e gas in buona parte della provincia (Apm di Macerata. Atac di Civitanova, Assm di Tolentino, Assem di San Severino e Astea di Recanati)  e hanno rilanciato l’importanza di un percorso di accorpamento che porti alla costituzione di un’unica azienda per tutto il maceratese, una proposta sposata dai sindacati. «L’idea  è quella di un sistema più efficiente e meno costoso per i cittadini. – sostengono i sindacati –  Un’azienda unica significherebbe innanzitutto la riduzione dei costi esorbitanti dei cinque consigli di amministrazione (che oggi pesano per circa 700 mila euro). Un risparmio che potrebbe essere di certo impiegato per contenere le tariffe,  effettuare i necessari investimenti sulle reti e le infrastrutture, avviare percorsi di riqualificazione e aggiornamento professionale dei lavoratori di queste aziende. A tutto vantaggio della qualità complessiva del servizio erogato ai cittadini. »

tavola rotonda municipalizzata (2)Un progetto che sembra aver convinto tutti. Il sindaco di Macerata Romano Carancini si dichiara favorevole: “Un tentativo che avviammo due anni fa senza successo, siamo disponibili ad aprire un dialogo, l’Apm potrebbe avere un ruolo centrale per l’esperineza fatta, rispettando la pari dignità di tutti i soggetti coinvolti. Ci vuole coraggio perchè la scelta dell’accorpamento significa toccare il posizionamento del personale, nessuno deve sentirsi intangibile”. Sindaci e amministratori delle aziende hanno accolto la proposta di avviare uno studio di fattibilità che tracci le tappe di un percorso di aggregazione e ne evidenzi i benefici in termini di risparmi ed efficienza.

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Un momento della tavola rotonda

«Del resto il cambiamento per le nostre municipalizzate sembra ormai un passaggio inevitabile, visti i tagli radicali annunciati dal Governo su questo settore e il piano di razionalizzazione predisposto da Cottarelli. – concludono Cgil, Cisl, Uil insieme a  Filctem Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl,Uiltec Uil  –  Per troppo tempo si è mancato di lungimiranza ed ora non possiamo permetterci altri indugi. E’ un cambiamento che gli amministratori locali hanno ora il compito di anticipare e governare, se non vogliamo solo trovarci a far la conta dei tagli e dei danni per il territorio, per l’occupazione e per i cittadini costretti a pagare tariffe sempre più alte a fronte di un servizio talvolta non troppo soddisfacente. Il rischio concreto è quello di essere colonizzati da multinazionali che sulla base della riduzione dei costi e dei diritti dei lavoratori avranno la meglio nella gare per l’appalto di questi servizi, decretando la fine delle gestioni locali.»

Il segretario Cisl Ferracuti ha chiuso la tavola rotonda chiedendo ai sindaci un impegno concreto che si concretizzerà in un piano di lavoro da concordare già dalla prossima settimana. I primi cittadini si incontreranno e con il coordinamento di Federutility predisporranno in tre mesi uno studio di fattibilità da portare in un nuovo convegno già annunciato per trarre delle conclusioni sui lavori di oggi.
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