Salesiani, il preside: “Travolti dai tagli
Non abbiamo potuto salvare il linguistico”

MACERATA - Dopo il caso dei 13 studenti rimasti senza la classe quinta interviene don Luigi Barraccu: "Abbiamo fatto il possibile ma molti genitori non hanno accettato l'aumento della retta" Il presidente della provincia Pettinari: " La soluzione del liceo classico è ottima, auspichiamo il via libera del Ministero"

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Don Luigi Barracca, preside dell'Istituto dei Salesiani

Don Luigi Barraccu, preside dell’Istituto dei Salesiani

di Claudio Ricci

La comunicazione, come la gestione della scuola e l’esercizio di tutto lo stabile dei Salesiani, li cura lui, Don Luigi Barraccu, oculato amministratore e preside che sfida le restrizioni della crisi nella conduzione dell’istituto dei Salesiani.  E’  lui che dà chiarimenti sulla questione dei tredici studenti del quarto linguistico attualmente in cerca di un istituto che li possa ospitare per terminare il ciclo di studi, dopo la chiusura del corso di studi, decisa dalla direzione della scuola(leggi l’articolo). Ieri c’era stato l’incontro, dagli esiti apparentemente positivi, tra i genitori degli studenti e il provveditore Luca Galeazzi, per ragionare sull’ apertura anticipata del quinto linguistico al liceo Leopardi (leggi l’articolo), decisione auspicata da tutte le parti. 

Don Luigi, sorriso pacato e memoria di ferro ripercorre i fatti, che hanno portato a questa disavventura e per cui si è sentito tirare in causa come responsabile. Responsabile sì, ma perchè ha a cuore in primis il futuro degli studenti. Partiamo dall’inizio guidati proprio dal racconto di Don Luigi. «A settembre, dati i tagli che ci hanno travolto e che hanno portato ad una risonanza importante sugli organi di stampa della chiusura di alcune classi, ci siamo ritrovati con le iscrizioni fortemente diminuite – spiega Don Luigi –  Ci aspettavamo 120 iscritti ma ne abbiamo registrati solo 91. Questo nonostante abbiamo prorogato il termine dal 10 luglio a inizio settembre. Nel caso specifico della classe in questione gli studenti sono passati da 22 a 13.  Dati i costi elevatissimi di gestione dell’edificio e della scuola ( che si aggirano intorno ai 180 mila euro all’anno ) e i forti tagli, abbiamo dovuto prendere delle cautele non superando  i  100.000 euro  aggiunti dalla Congregazione per il pareggio di bilancio preventivo.La proposta ai genitori è stata allora quella di aumentare del 20,25% la retta, avendo ovviamente la garanzia del 95% di iscrizioni».

Don Luigi intervistato oggi pomeriggio nel suo ufficio

Don Luigi intervistato oggi pomeriggio nel suo ufficio

La proposta però non ha avuto il successo sperato e, nel mese di aprile, quando il contratto di prestazione scolasticoa è stato sottoposto all’attenzione dei genitori, l’adesione è stata molto al di sotto delle aspettative:  «Solo due genitori – spiega don Luigi – espressero disponibilità a firmarla  ed altri sette o otto  si  tirarono indietro perchè la retta, inclusiva dell’aumento, era ritenuta eccessiva. Una situazione che non permetteva l’attuazione del famoso documento di don Leonardo Mancini inviato a tutte le famiglie  a  maggio 2013, in cui la direzione di Roma si impegnava a non chiudere il corso linguistico di Macerata ma i genitori dal canto loro dovevano garantire l’introito necessario alle casse scolastiche per sostenere i costi di gestione (il documento era on line ed è un atto pubblico, non c’era motivo di occultarlo)».  A quel punto don Luigi si è mosso personalmente con il dirigente provinciale Galeazzi per parlare delle possibili soluzioni alternative, nell’ottica di garantire ai ragazzi una sistemazione per il quinto, anche nel caso le cose non si fossero messe bene. «Al colloquio Galeazzi fu subito chiaro – racconta il preside – dicendo che nella prospettiva ministeriale di chiudere sezioni , la mia richiesta di poter attivare anticipatamente la quinta al liceo Leopardi risultava quantomeno controtendenza. In ogni caso prese l’impegno di portare l’istanza presso gli uffici regionali di Ancona. Pochi giorni dopo mi informò che l’attivazione era inattuabile. Tra le altre opzioni valutate in quel colloquio c’erano gli istituti di Civitanova, Recanati, San Severino (con ottime referenze  anche per ciò che riguarda i collegamenti) e San Ginesio, che però poteva ospitare solo una parte degli studenti . Già a quel tempo però  i genitori e i rappresentanti avevano avviato iniziative autonome nel prendere contatto con gli uffici scolastici provinciali. Oggi apprendo con piacere che il dirigente può cambiare il corso degli eventi e prospettare una concreta possibilità per l’apertura al liceo Leopardi. Mi auguro che la vicenda finisca bene.  Noi Salesiani siamo comunque  ancora a Macerata,  esplorando possibili spazi condivisi da istituzioni e Diocesi e altri soggetti per il bene dei giovani, a condizioni possibilmente meno onerose».

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Il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari

Il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari

Anche il Presidente della provincia Antonio Pettinari, in un comunicato avalla l’ipotesi dell’accoglimento degli studenti nel liceo classico,  di corso  Cavour accolta con favore  dalla stessa dirigente dell’Isituto

«L’idea è ottima, la soluzione indovinata; io stesso l’avevo suggerita al dirigente  dell’ufficio scolastico provinciale, e credo che vada accolta e finalizzata. Il via libera del Ministero, con l’attivazione al Classico di questa quinta classe   del Linguistico – dice Pettinari – è quello che auspichiamo, di modo che gli alunni   possano concludere gli studi tutti insieme, in maniera logica e razionale.   Certamente  la decisione della chiusura dell’istituto salesiano è stata   penalizzante non solo per i ragazzi del Linguistico, ma anche per quelli dello  scientifico e degli altri corsi di studi; fortunatamente questi ultimi hanno potuto  usufruire di altre scuole presenti a Macerata, limitando parzialmente i disagi».

 

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Interno dell'istituto dei Salesiani,

Interno dell’istituto dei Salesiani,


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