L’Its mette insieme scuola e lavoro
Il sottosegretario consegna i diplomi
Arriva Gabriele Toccafondi per la cerimonia con gli studenti del primo corso voluto dalla Fondazione Istituto Superiore di Recanati. Il rappresentante del governo: "Partiamo dall'edilizia scolastica ma cambiamo il rapporto tra formazione e mondo produttivo"
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di Gabriele Censi
E’ stato il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi a consegnare oggi i diplomi ai 20 studenti che hanno concluso il primo biennio dell’Istituto Tecnico Superiore di Recanati. Gli Its sono fondati e cogestiti con aziende ed enti del territorio per garantire profili professionali adeguati alle istanze del mondo del lavoro. I primi riscontri sono positivi visto che il 55% dei diplomati ha trovato un impiego a soli 3 mesi dal diploma.
La cerimonia si è svolta all’Itis Mattei di Recanati e con il rappresentante del governo c’erano tutti gli addetti ai lavori del settore istruzione e formazione regionale. Ha introdotto Nazareno Agostini vice preside della scuola e segretario della “Fondazione Its Recanati”. Poi i saluti del dirigente del “Mattei” Giovanni Giri e del sindaco di Recanati Francesco Fiordomo. Il primo ha ricordato che la scuola ha da decenni aperto il suo sguardo al mondo produttivo e alla collaborazione con gli altri enti del territorio. “Il primo corso è stata una scommessa vinta. Le imprese debbono svolgere un ruolo sempre più forte nella formazione. Per i nostri giovani serve sempre maggiore qualificazione per entrare in un mondo del lavoro così competitivo. Al sottosegretario chiediamo di istituzionalizzare questa sperimentazione”. Fiordomo ricorda con orgoglio le eccellenze del territorio e incoraggia gli studenti: “Con tenacia e forza potete farcela come sono riusciti i vostri genitori e i vostri nonni”.
Poi interviene Anna Maria Nardiello dirigente dell’Ufficio Scolastico regionale: “Grave è il problema dell’abbandono scolastico anche in una realtà molto operosa come la nostra, questa esperienza conferma la necessità di legare i corsi di studi al tessuto produttivo locale. Agli studenti dico che studiare conviene, anche in un momento così difficile significa conquistare la propria autonomia”. L’assessore regionale Marco Luchetti rinnova l’invito: “Tornate a credere nelle istituzioni, siete la prossima classe dirigente, oltre al lavoro serve anche la democrazia e la rappresentanza nelle istituzioni”. Poi l‘assessore si rivolge al sottosegretario esprimendo perplessità sul dibattito intorno al Titolo V: “Le autonomie debbono essere considerate elemento positivo seppure nella chiarezza delle competenze”. Fino al 2008 la disoccupazione era sconosciuta nelle Marche ma in 5 anni si è allineata alla media nazionale, per questo Luchetti spinge verso le nuove competenze: “Serve crescita nella qualità, investire come si usa dire nel capitale umano, dall’infanzia all’università. Ci siamo posti degli obiettivi come il metodo Montessori in tutte le scuole delle Marche, la promozione di unioni comunali per nuovi moderni edifici che eliminino le pluriclassi, indirizzi adeguati dei professionali da concordare al tavolo con artigiani e industriali, la riscoperta del lavoro manuale e infine un nuovo filone da percorrere nel turismo di qualità”.
Poi Giuseppe Casali, past president di Confindustria Ancona (tra i soci della Fondazione) che chiede ai giovani presenti di non rinunciare alle opportunità anche precarie che si prospettano e invita a sporcarsi le mani. Anche l’Università di Camerino è presente con il suo rettore Flavio Corradini che difende gli Its: “Non sono in competizione con gli atenei ma intercettano studenti che sarebbero perduti e che poi possono anche decidere in qualunque momento di fare il percorso accademico portandosi dietro i crediti formativi”. Prima delle conclusione del sottosegretario, interviene Leonardo Lippi assessore provinciale: “Province o aree vaste l’importante è dare i servizi e noi abbiamo 35 plessi scolastici nel nostro territorio”.
“Gestiamo situazione complesse – dice Toccafondi ripetendo -, abbiamo 500 mila precari nella scuola italiana, ma la scelta prioritaria è stata di intervenire sull’edilizia coinvolgendo i sindaci e i territori, vogliamo cantieri veloci senza troppa burocrazia. Poi altro aspetto cruciale è il rapporto scuola-lavoro. Mi è piaciuta la frase ‘sporcarsi le mani’, io direi mettere le mani in pasta, accendere il tornio e non solo ascoltare la lezione su come si usa. Gli Its sono un esempio da allargare, ci abbiamo messo 13 milioni di euro per 5000 studenti. Altri progetti sono i politecnici professionali, la Garanzia Giovani e l’apprendistato per il 4° e 5° anno degli istituti Tecnici. Infine valutazioni dei risultati e premiare il merito, così cambiamo la scuola”
I 20 diplomati : Vincenzo Abate, Jessica Barile, Claudio Valerio Bellelli, Michele Cesari, Leonardo Cicconi, Costantino Fortunato Dardes, Paolo Domogrossi, Anna Iavarone, Marco Leombruni, Alessandro Marabini, Luca Marcantoni, Aldo Marku, Elisa Michelini, Roberto Navarone, Omar Orsili, Patrizia Piantoni, Vincenzo Pirone, Jacopo Principi, Luca Serangeli ed Elia Tonelli.



