Il 53% dei laureati a Macerata
trova lavoro entro un anno
OCCUPAZIONE - Il dato, diffuso da Almalaurea, è superiore a quello della media nazionale che è pari al 44%. Il rettore Luigi Lacchè: "L’umanesimo che innova è appunto una declinazione di saperi e professioni che sanno coniugare valori antichi e nuove tecnologie"
L’Università di Macerata si riconferma al primo posto in regione per la percentuale di laureati – 53% su una media nazionale del 44% – che trovano un’occupazione a un anno dalla laurea. Molto buono è anche il piazzamento a livello nazionale: dodicesima su 64 Atenei. E’ quanto emerge dal XVI rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani. L’indagine ha coinvolto quasi 450 mila laureati di tutti i 64 Atenei aderenti al Consorzio nel 2013. AlmaLaurea costituisce la più importante banca dati dei laureati in Italia e realizza ogni anno l’indagine più approfondita sulla condizione occupazionale dei laureati.
Per quanto riguarda l’Università di Macerata, aderente al consorzio da due anni, sono stati contattati 1.740 laureati, con un tasso di risposta dell’82%: 919 laureati triennali e 475 laureati magistrali biennali usciti dall’Ateneo maceratese nel 2012 e intervistati dopo un anno.
Il tasso di disoccupazione dei laureati Unimc è ben inferiore alla media nazionale, 20% contro il 26%. Le donne occupate, 55%, superano gli uomini, 48%. Il 18% è, invece, impegnato in altri corsi universitari o nel praticantato. L’Ateneo Maceratese si colloca, quindi, al di sopra di Atenei prestigiosi come Udine, Venezia Ca’ Foscari, Padova, Firenze e Ferrara. Il tempo che trascorre tra la laurea e il primo lavoro è di 4,2 mesi, all’incirca in linea con la media nazionale di 4,3. Rispetto all’indagine dello scorso anno, l’occupazione nel privato è aumentata dal 55 al 62%, anche se l’impiego nel settore pubblico, 32%, rimane al di sopra della media, 18%, soprattutto nel campo dell’istruzione e della ricerca, visto che la formazione degli insegnanti è uno degli ambiti principali dell’offerta formativa dell’Ateneo. Oltre il 72% ritiene che la laurea sia stata efficace nell’ambito lavorativo.
Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali di Macerata è pari al 47%, un dato superiore alla media nazionale del 41%. Tra gli occupati triennali, il 28% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 19% coniuga la laurea magistrale con il lavoro. Chi continua gli studi con la laurea magistrale è circa il 54%, un valore in linea con il complesso dei laureati triennali (55%). Il 35% è impegnato esclusivamente nella laurea magistrale, mentre, come si è detto, il 19% studia e lavora. Il 13%, non lavorando e non essendo iscritto alla laurea magistrale, si dichiara alla ricerca di lavoro. Il lavoro stabile – contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo – coinvolge 33 laureati occupati su cento di primo livello di Macerata, in linea con la media nazionale del 34,5%. Gli occupati che non hanno un lavoro stabile sono oltre il 66%. L’analisi deve tenere conto che si tratta di giovani che in larga parte continuano gli studi, rimandano cioè al post laurea di tipo magistrale il vero ingresso nel mondo del lavoro.
Per i laureati magistrali a un anno dalla laurea, invece, il lavoro è stabile per 37 laureati occupati su cento, la media nazionale è del 35%. Risulta occupato il 50% dei laureati, su una media nazionale del 55%. Il 15% continua la formazione (a livello nazionale è il 13,5%).
“I dati – commenta il rettore Luigi Lacchè – sono davvero positivi e confermano quello che noi diciamo da tempo. Una buona formazione nel campo delle scienze sociali e delle scienze umane è un passaporto per il mondo del lavoro. Bisogna capire che l’umanesimo che innova è appunto una nuova declinazione di saperi e professioni che sanno coniugare valori antichi e nuove tecnologie. E’ un mix che si rivela efficace e che, pur in tempo di crisi, ci conforta e soprattutto ci spinge a proseguire su questa strada”.

trova lavoro … ok … ma a quale condizioni ?
800 euro al mese … magari con un dottorato alle spalle ? 😀
800? Stage gratis o a 500 euro 🙂
Sci, jo lu cendru commerciale…
ma quanno mai!!!
Si 40 ore settimanali (+ straordinari ovviamente) a 350€..
Complimenti a unimc.
È evidente che i giudizi negativi espressi sui commenti negativi postati, possano appartenere a chi giudica positivamente l’articolo o almeno il titolo dello stesso. Oppure si sta arricchendo, esaltando e motivando con la laurea che ha appena conseguito….. chissà?
mah…
informatevi meglio……..quale lavoro? e come viene pagato, o meglio, sottopagato……x favore……
Ma bravo Magnifico Rettore a dare i dati positivi………Quelli negativi ???? A Civitanova stai per lasciare un centinaio di famiglie senza lavoro commercianti locatori ecc.ecc…la Regione aveva finanziato la casa dello studente adesso gli studenti per campanilismo te li porti a Macerata così perdiamo il finanziamento intato le case le abbiamo costruite e c’è da pagarle bravo bravo bravo…….Io sono più anziano di te e ti dico che io sono Civitanovese,Maceratese,Anconetano,Marchigiano,Italiano,Europeo,in estate divento Senegalese e quando ho l’influenza sono pure Cinese……..Magnifico Rettore Scusa lo sfogo ma mi hai fatto male. Scritto con il Cuore no Testa………
Onestamente non mi sembra credibile .. sembra un pò chi “fa buon viso a cattiva sorte”!!!! … Dico questo non perchè voglio essere pessimista, anzi ….
io rientro nel 47%
si è vero ma con l aiuto e le raccomandazioni di mamma e papà.
Magnifico Rettore
Il 53 % Trova o cerca insieme all altro 47% ?????
Provate a fare un elenco se siete capaci…
Proposta: anzichè parlare di connubio tra tradizione ed innovazione, di sinergie tra la dedizione e l’amore del lavoro di una volta e la precisione e la forza delle nuove tecnologie che (il tutto) fa tanto slogan pubblicitario per promuovere un impianto per la spremitura a freddo di olive e similari organi dell’apparato riproduttivo maschile, dico: perchè non pubbilchiamo una lista di coloro che si sono laureati, con all’interno una sub lista di coloro che lavorano, del tipo di lavoro svolto e dell’emolumento percepito?
Così noi si sta zitti per un pò……
A tutto c’è rimedio.