Paola Olmi e il suo libro:
“E’ stata la mia terapia per il cancro”
MACERATA - In occasione della festa della donna, la scrittrice ha presentato il suo volume nella Sala Castiglioni della biblioteca comunale. "Trovo opportuno che si parli di questa malattia da cui si guarisce senza mezzi termini"
di Maurizio Verdenelli
(foto di Carlo Torresi)
“Con questa storia, che ho iniziato a scrivere di getto appena mi è stato diagnosticato un cancro e la cui stesura è stata per me una forma di terapia, vorrei partecipare il modo in cui affrontare e combattere di ora in ora, il tumore”. Sul tavolo centrale della Sala Castiglioni, in Biblioteca, tanti mazzi di rose e sopratutto mimose. E’ stato un modo efficace, sabato scorso, di festeggiare l’8 marzo. Tanti intorno all’autrice di “Anna che mentre combatte non è sola” (edizioni Cattedrale): la carissima Paola Olmi, brava e forte. Strapiena la grande sala, tanta gente in quelle accanto. Tante donne, tanti amici: commozione. Una full immersion nella ‘Macerata perbene’, quella della solidarietà, che vive quotidianamente con coraggio senza nascondimenti. Senza parlare ‘solo sotto i portici’ restando altrimenti muta di fronte ai fatti che esacra bisbigliando, la città dei soli ‘sussurri’ e della riverenza d’uso e della (virtuale eppure concreta e palpabile) genuflessioncella d’uso. No, questa città non c’era l’altra sera in Biblioteca intorno a Paola -che una settimana prima aveva già presentato al teatro delle Muse, ad Ancona, il suo bel libro, pronubo il collega Giancarlo Trapanese.
A Macerata apprezzato ed intenso l’intervento del collega Piero Chinellato (Avvenire), ispirati Fulvia Zampa e Piero Piccioni che hanno letto alcuni passi del romanzo. Che nel titolo, bellissimo, offre plasticamente l’idea del during form, del working in progresso, e per dirla in italiano, del participio presente. Perché, dichiara Paola Olmi “la vita con il cancro diventa un confronto continuo e serrato, una perenne scommessa nel farsi trovare sempre allenati ad un nuovo eventuale e ancora più agguerrito scontro”.
Nella nostra società il 15% dei decessi ormai viene attribuito al cancro e una donna su otto si ammala di tumore al seno. “Le statistiche non mi sono mai piaciute” dice lei “Trovo opportuno che si parli di questa malattia da cui si guarisce senza mezzi termini, senza fare scongiuri o affibbiandole nomi alternativi e spesso lugubri”.
Tante le donne alla Sala Castiglioni. Vorrei menzionare Anna Menghi, la prima sindaco donna di Macerata nel 1997 (seppure anche in quegli anni le quote rosa non fossero come adesso, molto di moda…); l’assessora Stefania Monteverde; la dirigente comunale (Cultura) Alessandra Sfrappini e pure Francesca Cipolloni brava e giovane direttrice del settimanale ‘Emmaus’ con cui Paola, giornalista da 33 anni, collabora così come, da tempo, con “Il Resto del Carlino”. Fermo restando che la Olmi il suo ‘mestiere’ lo fa alle dipendenze di ‘una società di telecomunicazioni’.
Chi scrive, allora capo della pagina maceratese de ‘Il Messaggero’, la rammenta tra le migliori ‘beatiful mind’ di una schiera di giovani ‘penne’ che avrebbero fatto giustamente molta strada partendo da quella piccola ma laboriosa redazione provinciale. Ne ricordo l’umiltà, la grazia ed insieme la chiara determinazione oltre ad una bravura sempre da voler accrescere. Qualità che dopo anni, si sono, se possibile, rese ancora più forti nella sua quotidiana lotta. Come emerge da quetso romanzo. Pensato (ultima avvertenza) per dare voce ai soci del ‘Club codice 49” -esenzione dal ticket sanitario per malattie neoplastiche importanti- i quali non hanno l’opportunità di descrivere esperienze uniche e contemporaneamente, comuni a molti.





