Lavoro intellettuale e manuale, un incontro all’istituto Frau
SAN GINESIO - Sono intervenuti Fabrizio D'Aniello, docente di pedagogia e Emanuele Peretti, laureato in fisica che ha scelto di fare il falegname
Si è svolto ieri nell’Istituto Renzo Frau di San Ginesio un incontro formativo dal titolo “L’università incontra la scuola e il mondo del lavoro” organizzato dalla dirigente scolastica Mara Amico che ha voluto sottolineare l’importanza dell’Istruzione e la formazione degli Istituti professionali. Tutti gli studenti dell’istituto ,sezione arredamento e sezione meccanica, si sono riuniti nell’aula magna per ascoltare l’intervento del Professore di Pedagogia generale e pedagogia del lavoro Fabrizio D’Aniello dell’Università di Macerata, e dell’artigiano Emanuele Peretti di cui è da sottolineare la vicenda alquanto singolare in quanto , alla carriera accademica ha preferito dedicarsi alla creazione di oggetti e complementi di arredo in legno , aprendo un proprio laboratorio. Il professor D’Aniello, con il suo intervento intitolato “Il potere educativo del fare”, partendo da una disamina storica sul rapporto tra il lavoro intellettuale e quello manuale, ha focalizzato l’attenzione sulla passione, l’emozione e la conoscenza che costituiscono parte integrante della manualità, in quanto l’artigiano non è una mera appendice della macchina, ma il protagonista del processo creativo in cui mente e mani costituiscono un unicum inscindibile. “Il fare è un autonomo costruttore di conoscenza” – spiega – in quanto il processo di lavorazione genera a sua volta una conoscenza ulteriore, che va oltre ogni altra spiegazione meramente teorica. Inoltre “il fare è un propulsore di dinamiche”, poiché mette in relazione i diversi attori della produzione, nonché “è un agitatore di tensioni etiche ed estetiche”, in quanto il prodotto finale unisce le caratteristiche di utilità, funzionalità ma anche del godimento estetico.
La parola poi al dottor Peretti, giovane laureato in Fisica che, quasi in controtendenza con la sua formazione, ha da qualche anno a questa parte iniziato un percorso lavorativo che lo ha portato, circa un anno fa, ad aprire un proprio laboratorio di falegnameria. “Lo studio dà soddisfazione” – ha spiegato agli alunni dell’Ipia di San Ginesio – “ma vedere un’opera che viene progettata e nasce dalle proprie mani ha generato in me una soddisfazione nuova e così forte, che si è poi tradotta in volontà di continuare a provare questa sensazione”.
