“La leggenda del santo Petroliere”
Il tour 2013 si è chiuso a Urbisaglia

Enrico Mattei è stato raccontato attraverso i ricordi diretti dei "suoi ragazzi" Sebastiano Gubinelli, Vincenzo Taffo e Ivano Tacconi

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La presentazione del libro a Urbisaglia

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Maurizio Verdenelli e il sindaco Roberto Broccolo

“Enrico è contento che sull’aereo ci mettiate le mani solo voi, i suoi ragazzi marchigiani. Le ricordo come ieri le parole della signora Maria Mattei, a Milano, quando andai a trovarla su incarico di Italo, l’altro fratello, per consegnarle un pacco da Matelica. Parole che mi sono risuonate in tutto il loro pieno significato quando appena qualche mese più tardi, per primo tra i dipendenti Eni (ero addetto al Servizio Avio, di rifornimento) ebbi seppure indirettamente, quella che si sarebbe rivelata una tragica notizia per l’Italia intera: la morte di Enrico Mattei! Mi disse infatti uno degli uomini della torre di controllo a Linate, quella sera del 27 ottobre 1962: ‘Agip, abbiamo perso contatto’ riferendosi al bireattore del presidente. Non mi preoccupai più di tanto pensando ad una deviazione di rotta a causa del temporale in zona. Ho ancora negli occhi quei pochi rottami, arrivati il giorno dopo in aeroporto in due ‘valigioni’ e sistemati in un hangar, separati dal resto da un nastro rosso, e poi meticolosamente lavati…”.
Ha ricordato così l’epilogo della tragedia, 51 anni fa, Sebastiano Gubinelli, l’altra sera nel teatro comunale di Urbisaglia ricordando Mattei nel corso della presentazione del libro “La leggenda del santo petroliere” (Ilari editore) di Maurizio Verdenelli, dopo l’introduzione del sindaco Roberto Broccolo. Con Gubinelli hanno partecipato altri due ‘ragazzi di Mattei’: Vincenzo Taffo ed Ivano Tacconi. Il primo, patron della Nsc Company di Porto Recanati (una delle 4/5 imprese nel mondo specializzate nelle emergenze legate alla ricerca petrolifera) è stato a vent’anni il più giovane capocantiere dell’Agip. “Ero in Patagonia, ed ecco il grande Enrico. Mi volle conoscere, mi ero fatto una certa fama. Mi strinse senza remora alcuna la mano nonostante fossi tutto sporco di petrolio e poi volle cenare con me. Indimenticabile. La vita per me non è stata più la stessa. Il mio successo deve tutto all’esempio di Mattei”.
Ha detto Tacconi, ricordando poi un urbisalviense illustre, l’ex dirigente Saipem, Serafini (presente la sorella Ornella: “Sono stato pontista in Sicilia, per noi l’acre odore del petrolio era affascinante e voluttuoso come il mitico profumo di Marylin Monroe: Chanel n.5. Quando morì Mattei, mi scagliai, in un’intervista, contro la mafia a Bronte. Dovetti andarmene, per sicurezza…ma ho continuato a sentirmi un ragazzo di Mattei e all’Eni anche alle Poste, dove poi ho lavorato tutta una vita”.

La sala gremita

La sala gremita

La ‘tappa’ di Urbisaglia -molti in paese hanno lavorato con l’ente idrocarburi- è stata l’ultima del 2013 per il fortunato tour de ‘La leggenda del santo Petroliere’. Che ha toccato tutte le province marchigiane (naturalmente con maggiore intensità, quella maceratese), ed inoltre Perugia e il suo territorio, Milano, Bologna, ed Anterselva (Bolzano). In tutto circa quaranta incontri per un libro che, ormai pressoché esaurito vedrà una seconda ristampa con importanti nuovi contributi e sopratutto ‘scoperte’ sulle orme di Enrico Mattei.
Un lungo percorso iniziato da Corridonia, una mattina di neve nel dicembre 2012, presso Palazzo Persichetti a cura di Fabio Pierantoni. Dice Maurizio Verdenelli, autore del libro: “Un grazie all’editore Marco Ilari, che ci ha creduto, ai bravissimi Genesio Medori, anche e sopratutto per la memorabile copertina, e Mandino Tiburzi dai clic infallibili. Entrambi hanno documentato un percorso nuovo sulle tracce di Mattei, alla scoperta di un uomo la cui grandezza deve ancora essere del tutto rivelata. Un grazie a chi ha collaborato a cominciare dalla professoressa Maria Fiorella Conti, già sindaco di Matelica. E’ stata lei ad aprire per la prima volta gli archivi di uno dei ‘monumenti’ più cari alla memoria di Mattei: il convento della beata Mattia. Grazie a tutti coloro che con le loro testimonianze inedite a cominciare dall’ing. Francesco Merloni continuando con il maresciallo dei carabinieri, in congedo) Francesco Vescia, ‘l’ombra del falco’ ed altri ancora hanno aperto vastissimi squarci inesplorati in questa grande storia italiana. E grazie ai ‘Ragazzi di Mattei’, i giovani marchigiani che hanno fatto il miracolo Eni. Grazie in particolare, a Giuseppe Accorinti, già Ad di Agip, per la grande e preziosa mano tesa. Citazione d’obbligo per le Clarisse di Matelica che il 27 gennaio di quest’anno hanno aperto, con l’abadessa Rosamaria, la clausura al ‘Santo Petroliere’ presenti il vescovo Vecerrica, il sindaco Sparvoli, l’ing. Merloni. il presidente dell’APVE (veterani Eni), Ferracuti e Rosangela Mattei Curzi. Tutti insieme a ricordare e rimpiangere”.

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Urbisaglia

Corridonia

La presentazione a Corridonia

Perugia

La presentazione a Perugia

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Genesio Medori, Gioele Centanni e Maurizio Verdenelli

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Genesio Medori, Maurizio Verdenelli e Marco Ilari

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Roberto Broccolo, Ivano Tacconi e Maurizio Verdenelli

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Roberto Broccolo, Vincenzo Taffo e Maurizio Verdenelli

     
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