Lettera anonima in Consiglio
Rossi chiede le dimissioni di Emiliozzi

CIVITANOVA - Dopo la missiva del "corvo" il consigliere di Uniti per Cambiare invoca un comportamento in linea con la trasparenza, motto del M5S, ed invita la collega grillina a lasciare l'Assise. "Inammissibile sorvolare su quanto accaduto"
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Pier Paolo Rossi

Pier Paolo Rossi

di Laura Boccanera

«A questo punto sembrano dovute, coerentemente con la natura del movimento a cui l’Emiliozzi appartiene e che rappresenta, le dimissioni». Pier Paolo Rossi, della Lista Uniti per Cambiare chiede le dimissioni del consigliere grillino a seguito della lettera anonima pervenuta nel corso del consiglio comunale dell’altra sera (leggi l’articolo). Nella missiva, che ha preso di mira anche Massimo Mobili e Sergio Marzetti, si riportano le relazioni patrimoniali e gli accatastamenti delle proprietà dei singoli consiglieri, ipotizzando presunte anomalie. A differenza del sindaco Tommaso Corvatta, che ha condannato subito le modalità e la lettera stessa, Pier Paolo Rossi non intende lasciar cadere nel vuoto quanto accaduto e lo motiva in questo modo. «E’ giusto condannare questo modo indegno di fare politica, basato sulla cultura del sospetto e fatto di azioni investigative tese alla ricerca dello scandalo per arrivare a toccare la dignità della persona, Ma sorvolare sulle macerie lasciate dai guerrafondai e perdonare le ingiustizie di chi ad alta voce ha sempre chiesto giustizia non riesco ad accettarlo. Qualcuno dei consiglieri attaccati dal “corvo” oggi prova a giustificarsi cercando di aggrapparsi agli specchi del fragile palazzo che è il catasto italiano. Ma, chi ha omesso, nella dichiarazione patrimoniale, alcune delle sue proprietà, in barba a una normativa di cui è strenua sostenitrice, come può in maniera credibile difendersi dicendo che lo ha fatto per questioni di privacy e per proteggere i propri familiari dalle attenzioni di malintenzionati?».

La consigliera del M5s Mirella Emiliozzi

La consigliera del M5s Mirella Emiliozzi

Rossi si riferisce in particolar modo proprio alla Emiliozzi: nei suoi confronti l’anonimo aveva sottolineato come mancasse dalla dichiarazione patrimoniale alcuni magazzini, garage e un immobile a Loro Piceno che in percentuale appartengono alla madre della consigliera. La grillina aveva riferito di non aver inserito quei dati per rispetto della privacy del familiare, anche se poi ha provveduto a sanare la mancanza ieri pomeriggio. Ma Rossi rilancia: «Non è ammissibile sorvolare su quanto è accaduto soprattutto se la mancanza è compiuta da chi pronuncia in continuazione la parola “trasparenza”. A questo punto sembrano dovute le dimissioni e chiedo al responsabile per la prevenzione alla corruzione del Comune che credo sia il segretario comunale, che dovrebbe anche svolgere le funzioni del responsabile per la trasparenza, di segnalare gli accertati inadempimenti alle autorità competenti in modo da avviare il procedimento disciplinare».



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